"Basta" urlai con tutto il fiato che avevo in corpo.
Mi metto seduta sul letto e inizio a respirare normalmente cercando di calmarmi.
Non è la prima volta che faccio degli incubi.
Perlomeno non da quando ho iniziato l'ultimo anno di scuola -da esattamente una settimana- ormai è diventata un'abitudine.
Scendo dal letto e accendo la luce.
Sono le 5 del mattino, di solito mi alzo più tardi, ma da quando mi capita di svegliarmi così presto, finisco sempre per fare una corsa per le strade di New York.
Vado in bagno e mi sistemo il trucco e i capelli.
Anche se siamo già a metà settembre mi metto un top e un paio di pantaloncini da ginnastica. Mi infilo le scarpe e prendo il mio mp3.
Scendo lentamente le scale senza fare rumore, visto che mio padre sta ancora dormendo.
Vado in cucina, predo una bottiglietta d'acqua ed esco di casa.
Chiudo il cancellino, mi infilo le cuffie ed inizio a correre.
Amo ascoltare la musica quando corro, mi da quella carica in più per arrivare fino in fondo. Mi distrae da tutto quello che mi circonda e inoltre riesco a concentrarmi solo su me stessa.
Di solito finisco per fare 6 chilometri. Percorro tutto l'isolato di casa mia fino ad arrivare al parco dove venivo con il mio migliore amico.
Tornando indietro mi fermo davanti al lago per osservare l'alba. Da piccola ci passavo intere ore a fare il bagno.
Quando arrivo a casa, mio padre è già in cucina a prepararsi la colazione.
Lo saluto e corro di sopra per farmi una doccia veloce e vestirmi prima di andare a mangiare.
Io e il signor Weston Brown -non che mio padre- non abbiamo mai conversazioni molto lunghe: lui mi chiede cosa ho da fare in giornata e io gli rispondo sempre con la stessa frase: che alla mattina vado a scuola e il pomeriggio esco con Austin e dei nostri amici oppure ho gli allenamenti delle cheerleader.
Tra me e lui non c'è mai stato un rapporto padre-figlia.
Quando scendo di sotto mi accorgo che mio padre ha già fatto entrare Austin. Abitiamo a soli due isolati di distanza, quindi siamo quasi sempre uno a casa dell'altro.
Vado a prendere uno yogurt e dei cereali per colazione.
Mi metto seduta di fronte al mio ragazzo che ha già iniziato a mangiare.
"Buon giorno amore come stai?"
Mi chiede Austin con fare gentile.
"Diciamo che ci sono stati giorni migliori. Anche stamattina mi sono svegliata troppo presto e quindi adesso sono stanchissima."
In quell'istante entra mio padre e ci avvisa che lui sta andando al lavoro ed esce di casa senza darci il tempo di salutarlo.
"Non avete ancora chiarito te e tuo padre?"
"No, e non penso che mai lo perdonerò per quello che ha fatto."
"Prima o poi lo perdonerai."
Lo so anch'io che prima o poi lo perdonerò ma in questo momento è fuori discussione.
"Non lo so" a questo punto mi alzo e inizio a sparecchiare la tavola.
Austin è un bravo ragazzo, solo che a prima vista sembra uno di quei ragazzi che se ne sbattono degli altri.
Ormai stiamo insieme da circa 3 anni, quindi sappiamo entrambi quali sono i nostri punti deboli.
Alle 7:30 siamo già in macchina diretti verso la nostra scuola, la Stuyvesant, li faccio parte di un gruppo in cui mi trovo abbastanza bene per cui non c'è nessun problema, però c'è qualcosa in me che oggi non va.
Arrivata a scuola Mackenzie ed Emily erano già davanti all'ingresso ad aspettarmi.
Scendo dalla macchina di Austin e mi incammino verso le mie amiche e Jacob il ragazzo di Kenzie.
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Never alone
RomanceErin Brown è una ragazza dagli occhi di un verde smeraldo e dai capelli color caramello. Non è la solita ragazza riservata e dallo sguardo dolce. Lei è la perfetta cheerleader dallo sguardo penetrante e dal sorriso perfetto. Non le manca nulla, nep...
