-Erin devi studiare! Andiamo è l'ultimo esame e poi sarai libera-
Continuai a ripetermi queste parole come un mantra mentre quel bestione di duemila e passa pagine era aperto sul mio letto.
Ero al primo anno di filosofia e mi mancava un esame per concludere e incominciare a pensare a cosa avrei fatto durante l'estate. Ma il mio cervello non ne voleva sapere, era come bloccato e le cose che leggevo, da una parte mi entravano e dall'altra mi uscivano.
Non c'è la potevo fare.
Ma dovevo farcela.
-Ma perché cavolo ho deciso di andare all'università?!-mi lamentai ad alta voce chiudendo il libro di filosofia teoretica.
Mentre prendevo il libro e lo lanciavo contro l'armadio sentii la porta della stanza aprirsi.
-Oh no! Non riesci a studiare vero?-
Ed ecco la mia migliore amica Cleve.
Ci conoscevamo da quando avevamo quattro anni e da lì non ci eravamo più separate.
Ovvio avevamo fatto licei diversi ma quando fu il momento di scegliere il college, entrambe decidemmo di andare a Yale.
Io avrei studiato filosofia mentre lei psicologia. Le si addiceva quella facoltà, riusciva bene ad analizzare le persone ma quando lo faceva con me c'era il rischio che mi trasformassi in Hulk.
Era una bella ragazza, alta, capelli ricci color mogano e occhi verdi mentre io ero un po meno alta un pochino più robusta, con i capelli castani e gli occhi marroni.
Ero molto più scura di lei anche di carnagione poiché io avevo origini iraniane da parte di mio padre.
Padre...mi suonava difficile pronunciare quella parola.
Scossi la testa e mi alzai per andare a raccogliere il libro da terra.
-Già! Odio quando non ci riesco! Sembro una mongoplettica-
Mi sedetti di nuovo sul letto e aprii il libro cercando di accumulare più informazioni possibili.
-Ti capisco, io ancora non ho aperto libro-disse sdraiandosi sul suo letto.
Girai di scatto la testa spalancando gli occhi
-Cosa?! Lo sai che hai l'esame la prossima settimana vero?-
-Ma dai!! Non lo sapevo! Grazie per avermelo ricordato!-rispose sarcasticamente.
Scossi la testa e ricominciai a studiare.
-Sai a cosa stavo pensando?-se ne uscii Cleve dopo quasi due ore di silenzio nel quale anche lei aveva incominciato a studiare.
Per fortuna ero riuscita a memorizzare qualcosa altrimenti quel libro avrebbe fatto il volo dell'angelo.
-Cosa?-chiesi masticando il tappo della penna.
-Che finiti gli esami potremmo partire-
Mi girai per guardarla
-Dove? Io non ho parenti al mare!-
-No ma mio nonno ha una casa in California. Posso chiedere se c'è la presta per l'estate-spiegò chiudendo il suo libro.
Allungai le gambe davanti a me cercando di sgranchirle, mentre pensavo alla sua proposta.
Non era male come idea, era da quattro anni che non facevo più una vacanza e sinceramente ne avevo bisogno.
Ero stanca del traffico e la tensione di città, avevo bisogno di staccare per un po.
-Beh se tuo nonno dice di sì, perché no?-dissi chiudendo la penna con quel tappo che dal nervoso avevo ridotto in poltiglia.
-Perfetto, allora domani lo chiamo. Vado a farmi una doccia così dopo usciamo.-si diresse verso il bagno mentre io mi bloccai.
Uscire? Che?
-Aspetta dove dobbiamo andare?-
Mi guardò confusa e poi fece una faccia che mi fece capire che si era dimenticata di dirmi qualcosa.
-Ah sì! Stasera c'è una festa l'ha organizzata la confraternita di Andrew-
Oh no!
Andrew era il suo ragazzo, che io odiavo profondamente.
Sapete quelle persone che appena ve le presentano vi stanno sulle palle?
Ecco lui era uno di quelli.
Aveva due anni in più di noi ma sembrava che ne avesse il doppio. Era molto possessivo e geloso tanto che Cleve non poteva avere un numero di un ragazzo sulla rubrica del suo telefono altrimenti chi lo sentiva.
Molte volte mi svegliavo nel cuore della notte a causa della porta della nostra stanza che veniva chiusa di botto da lei ogni volta che litigavano, quindi quasi ogni giorno.
Stavano insieme da un anno ma più di una volta le avevo detto che non era normale il loro rapporto, ma lei non ci faceva caso è andava avanti.
Volevate sapere un suo difetto?
La testardaggine, ecco.
-Mmh non credo che verrò, devo studiare degli appunti e non mi va di uscire.- mentii.
Non amavo tanto uscire la sera.
Tirarsi a lucido per poi ritornare a casa come un senza tetto e indossare tacchi non faceva per me.
Anche perché primo non sapevo camminarci sui tacchi e secondo ogni volta che provavo a fare qualche passo sembravo un T-Rex disabile!
-Ma dai Erin! Non esci mai! Ti farebbe bene un po di relax!-
Ubriacarsi, drogarsi e fare sesso sfrenato con uno sconosciuto era relax?!
E io che pensavo consistesse in una serata spaparanzata sul letto a guardare la nuova stagione di una mamma per amica su Netflix!.
-No grazie io passo-dissi rifacendomi la coda anche perché sembravo una pazza.
-Ma...-
Ah no eh?! Sapevo che si sarebbe intestardita e non lo sopportavo.
-Cleve ho detto di no! Vai tu e divertiti-
-Va bene ma se la festa sarà strafica non dirmi che non ti avevo avvertito-disse puntandomi un dito contro.
Alzai gli occhi al cielo e mi diressi verso la finestra.
Festa strafica! Che ridere! Tutto quello che riguardava Andrew e la sua confraternita faceva straschifo e basta.
Quando finalmente Cleve uscii decisi di andarmi a fare una doccia calda.
Sotto il getto dell'acqua ripassai un po ciò che avevo studiato quel pomeriggio, poi mi asciugai i capelli, misi il pigiama e mi accoccolai sul letto mangiando oreo e guardando programmi su Netflix.
Questo voleva dire "rilassarsi".
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Distance Hearts
ChickLit"-Sto bene davvero. -Stronzate! Tu non stai bene. -Passerà. Lo sai che due cuori distanti non funzionano mai." Un'estate Erin, una ragazza timida e impacciata, parte con la sua migliore amica per andare in California. Lì conoscerà Ryan, un ragaz...
