Era lì, lontano da me, che mi guardava.
Fra tutte le persone in quell'aeroporto lui ha notato me.
La piccola e spaventata Grace Abigail Case.
E io ho notato lui.
Alto, capelli scuri ed occhi su un marroncino chiaro.
Gli ho sorriso.
Un sorriso timido. Che forse non ha nemmeno notato.
Mi è rimasto impresso nella mente.
E non so neanche il suo nome.
Oggi è un nuovo giorno alla Pine Ridge Secondary School e dopo le prime quattro ore di scuola tutti gli studenti si ritrovano in mensa per riposarsi e mangiare prima di continuare con le quattro ore pomeridiane.
Chi è seduto vicino a me in mensa? Nessuno. Siamo solo io e il mio panino. E sinceramente me lo aspettavo visto che è il mio primo giorno di scuola. Sono arrivata due giorni fa dalla piovosa Londra a Pickering, città nella quale sono nata ma dopo la morte di mia madre ho dovuto lasciare.
Mio padre non riusciva più ad abitare nella stessa città in cui aveva vissuto per anni con mia madre, o meglio fino ad oggi.
"Oddio non ci credo!" dice una ragazza dai capelli corvini sedendosi vicino a me distogliendomi dai miei pensieri "Io ti conosco!" finisce di dire attirando l'attenzione di alcuni gruppi seduti ai tavoli vicini al nostro.
"Non credo" le rispondo io. Questo è proprio quello che non volevo accadesse...
"Sì invece! Tu sei la figlia di Lucy Case: la più famosa cantante canadese dello scorso decennio!" dice guardandomi come se in me rivedesse mia madre da quanto eravamo simili.
Appena pronuncia quel nome molti -quasi tutti- si girarano verso la nostra direzione ed iniziano a sussurrare ed indicarmi mentre la ragazza di fronte a me continua a farmi domande a raffica come "Frequenti qualche corso di musica?" o "Hai la passione per la musica come tua madre o della scrittura come tuo padre?".
Ormai non la stavo più ascoltando e visto che avevo già finito il mio panino presi il mio zaino e andai verso il mio armadietto.
Posai tutto ciò che non mi sarebbe servito nei corsi successivi e andai verso l'aula di musica.
Odio stare al centro dell'attenzione e la situazione di prima era insostenibile per me. Non mi ricordo molto di mia madre, se n'è andata quando ero molto piccola e sentir parlare gli altri di lei mi fa sentir male.
Oh, you waited so long
Sometimes it's hard to stand out
Sto girando un buon quarto d'ora alla ricerca dell'aula di musica fin quando non sento una chitarra suonare, accompagnata da una voce molto intonata. Cerco di seguirla pensando così di trovare l'aula di musica.
And you don't have to do anything else
But be yourself, oh
Arrivo ad una porta alla fine di un corridoio. Mi affaccio e vedo una stanza poco illuminata ma piena di strumenti.
And you, you dressed up so nice
But all I could see was your eyes
And the crowd came and pulled you away
And then you were gone
Oh, yeah
Rimango immobile appena sento l'acuto della voce ma ancora più incuriosita mi affaccio per vedere chi sta cantando.
And I don't even know your name
All I remember is that smile on your face
And it'll kill me everyday
'Cause I don't even know your name
Scorgo un ragazzo seduto che mi da la schiena. Sembra lo stesso ragazzo dell'aeroporto...
Ooh everywhere that I go
I'll see your face and it kills me to know
That you never know what you did to me
And now you were gone, yeah I can't stop thinkin' about you
Cerco di avvicinarmi sempre di più come se le sue parole mi stessero chiamando.
'Cause I don't even know your name
All I remember is that smile on your face
And it'll kill me everyday
'Cause I don't even know your name
Yeah, I don't even know your name
Mentre avanzo verso di lui faccio sbadatamente cadere alcuni fogli che erano messi in disordine su un tavolo. Si gira di colpo verso di me.
Sì è il ragazzo dell'aeroporto.
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Handwritten
FanfictionGrace e Shawn. Due amici d'infanzia che si rincontreranno, dopo molto tempo, quando Grace andrà a vivere in Canada insieme a suo padre. Rimarranno amici o succederà qualcosa?
