Una giornata inaspettata
Quando si sentì udire il suono della campanella, ecco che tutti si fiondarono al cancello, chi si spingeva, chi parlava al cellulare e chi invece si lamentava per il caldo; Catherine invece essendosi dimenticata la cartella con tutti i suoi appunti, tornò in classe, bastò guardare il panorama per distrarla e farla cadere dalle scale. Solo quando fu molto vicino per schiantarsi al suolo che avvertì una stretta al braccio.
Il ragazzo più scontroso di tutto l'istituto era lì ad un centimetro da lei, che la stringeva come se fosse un oggetto molto delicato e prezioso. Arrossì alla vista di quel ragazzo molto muscoloso, non aveva neanche fatto fatica per sorreggerla.
Catherine in imbarazzo si scostò, lo ringraziò e scappò, dimenticandosi del perché fosse tornata indietro.
"Sgomento notturno"
Il giorno seguente fece finta che non fosse mai successo, ma le sue occhiaie le ricordarono il perché fosse rimasta sveglia tutta la notte.
Pensava a lui, non sapeva neanche il suo nome, era troppo agitata per chiederglielo, forse sarebbe stato anche inutile chiederglielo, visto che lei non aveva intenzione di rivederlo, dopo esser scappata facendo la figura dell'imbranata. Ma non poteva farci niente, aveva la sua immagine fissa in mente.Vedeva i suoi occhi blu come l'oceano,freddi come i ghiaccio che la scrutavano attentamente, per un attimo pensò che gli stesse guardando la bocca, che volesse baciarla. Si rimproverò per quei pensieri, ed iniziò a giocare con i capelli per distrarsi.
Il suono della campanella la fece tornare alle realtà,essendo ora di pranzo si incamminò verso casa. Pensò di aver buttato all'aria cinque ore pensando a quel ragazzo che non era niente per lei. Aveva sentito dire che era un ruba cuori, che di cuori li spezzava, che era arrogante, si sentiva superiore agli altri, insomma il solito ragazzo viziato e presuntoso. Un motivo in più per non pensare più a quell'incontro.
Smise di pensarci, così si concentrò sul paesaggio; si rese conto che era arrivata la primavera,il periodo dell'anno che preferiva, la rendeva di buon umore, era più spensierata del solito.
Arrivata finalmente a casa, si gettò nello studio, non si dava un minuto di tregua, voleva finire tutti i programmi in tempo, essere al passo con gli altri non le andava molto a genio, era diversa, aveva il senso del dovere.
Qualche ora dopo decise che era giunto il momento di un meritato riposo, così si fiondò fuori dalla veranda a prendere una bella boccata d'aria fresca. Ai suoi occhi comparve la visione di un bosco, non molto lontano dalla sua abitazione, così si incamminò. Curiosa per com'era si addentrò sempre più, fin quando non vide più il sole, tutto divenne più scuro, che sciocca pensò non portarsi neanche il cellulare, era troppo distante per tornare indietro. Più avanti scorse una casa, pensava che fosse strano avere una casa all'interno del bosco, ma nonostante ciò si avvicinò per chiedere indicazioni affinché potesse tornare indietro.
Bussò una, due volte, ma niente, nessuno rispondeva. Mentre tornava indietro una mano la fermò, la prese per il braccio e da li sussultò, riconosceva quella stretta, era lui, il ragazzo che non voleva vedere.
Richard: "Dove vai tutta soletta da queste parti? Strano, una persona come te non dovrebbe neanche addentrarsi nel bosco".
A quelle parole non fece altro che rispondere a tono.
Catherine:" Cosa ci faccio io qui eh? Piuttosto come mai comprare una casa all'interno di un bosco? Non sarai per caso un cacciatore?"
"Ridendo di gusto lui le si avvicinò, con uno sguardo che la fece raggelare, non riusciva più a muoversi, era paralizzata".
Richard:"Che ti succede? Non riesci neanche a muoverti, non dirmi che ti spavento!!"
-Disse con aria sarcastica...
Catherine:"Non mi fai paura. Piuttosto provo ribrezzo per uno come te. Allontanati o ti faccio male."
Non era da lei rispondere in quel modo, ma l'atteggiamento di Richard la faceva innervosire. Forse innervosire era dire poco.
Richard:" Cosa potresti mai farmi? Sono il doppio di te, sono agile, veloce e sferrerei un tuo ipotetico attacco agnellino. "
Catherine:" Ho doti nascoste che non ti aspettersti mai di vedere in una ragazza."
Richard:" Sto perdendo il mio tempo con te ragazzina, tornatene dal tuo mondo di fantasie e sciocchezze simili."
Catherine:"Immagino che non hai molte persone al tuo fianco visto il modo in cui ti atteggi!"
Richard:"Non ti riguarda".
Catherine:"Dico ciò che vedo".
Richard:"Vedi di andartene. Ragazzina".
...Catherine fece per andarsene,quando iniziò il temporale e fu costretta a rimanere con colui che disprezzava.
Richard :"Vuoi stare li a guardare oppure entrare in casa?"
.....Stette in silenzio per qualche secondo, non sapeva cosa rispondere, non voleva restare un solo minuto di più con quel presuntuoso, ma d'altronde era tardi per tornare indietro.
Catherine:"Fammi strada".
...La casa era molto grande all'interno, più di quanto non sembrasse all'esterno, rimase senza parole, non riusciva a credere che un ragazzo di diciannove anni vivesse in una casa così tutto solo. Era arredata con mobili molto antichi, in stile medievale, all'ingresso vi era un lungo tappeto color avorio, vicino alle pareti mobili con sopra candele,che rendevano l'aspetto della casa molto caldo e accogliente. Proseguendo entrarono nella sala da pranzo, nella quale vi era un tavolo dove vi si potevano sedere all'incirca venti persone. Tutto molto assurdo pensò.
Richard:"Ti senti bene? Cos'è quello sguardo assurdo?"
Catherine:"Dov'è la tua famiglia?"
Richard:"Non ti impicciare".
..Tra loro cadde il silenzio.
Le parole le morirono in bocca, non doveva intromettersi nella vita di Richard,neanche le importava del passato o del presente che lo riguardava; in fondo neanche lo conosceva, avrebbero solo passato una notte sotto lo stesso tetto ed il giorno dopo non avrebbero scambiato alcuna parola.
Continuarono ad ignorarsi, mangiarono in silenzio e quando ebbero finito si diressero in stanze separate. Per un attimo si guardarono negli occhi, ed un senso di terrore invase Catherine, iniziò a sbattere la porta della sua stanza e la chiuse a chiave.
..Com'era possibile, forse aveva immaginato tutto, era solo suggestione, non credeva al paranormale, eppure quando gli era vicina avvertiva come delle strane sensazioni, e quella sera guardandolo negli occhi notò un cambiamento di colore negli occhi, i capelli color nero corvino iniziarono ad assumere un argento splendente.
Non riusciva a dormire, era terrorizzata all'immagine di quel ragazzo, pensò che se avesse voluto le avrebbe potuto fare del male,e lei non avrebbe potuto far altro che subire..
Si alzò dal letto, era tutta sudata, aveva il battito ed il respiro irregolare, camminare avanti e indietro per la stanza non serviva a niente, non riusciva a calmarsi. Uscì con passo felpato dalla stanza.
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You live in the shadows
FantasyDue ragazzi provenienti da realtà molto diverse tra loro si incontrarono casualmente, ma il destino fece in modo che non fosse l'unica occasione in cui i due si scambiarano sguardi, ed altre sensazioni mai provate prima. Catherine una ragazza, mo...
