Erano appena scoccate le 09:00 di mattina e una magra ragazza dai capelli rossi camminava lungo il corridoio pieno di studenti.
Aveva la testa bassa e camminava con passo svelto e deciso.
Entrò nella classe di psicologia e alzò il viso per salutare la prof che le sorrideva.
Si scorse un bellissimo viso con occhi verdi, zigomi alti e con un delicato naso spruzzato di lentiggini.
Si diresse all'ultimo banco prese il suo blocco da disegno ed iniziò a disegnare.
I minuti passarono e dopo più o meno mezz'ora finì il disegno.
Strizzò gli occhi e li sfregò ma,quando vide il disegno si chiese perché avesse disegnato quella strana figura incappucciata.
Disegno una donna,o almeno così sembrava,con una tunica con annesso cappuccio.
Del viso si scorgeva solo il sorriso maligno.
Quel disegno le incuteva paura e quindi dopo poco lo stracciò beccandosi le occhiatacce dei compagni.
Le ore passarono e arrivarono le 13:00.
La lezione di chimica stava per finire e la ragazza era impaziente di andare a casa.
Il suono della campanella era come il suono di un'arpa per lei,armonioso,soave.
Uscita da scuola si avviò da Monet,la caffetteria più vicina.
Era strano lì dentro,a parte l'arredamento hipster e i nerd coi computer, si respirava qualcosa di strano nell'aria.
-Posso avere un caffè macchiato?
Chiese la ragazza.
-Sì,arriva subito!
La ragazza aspetto con impazienza sempre rivolta verso il bancone fino a quando il caffè non arrivò.
Si girò di colpo e vide che dietro di lei c'era un ragazzo.
Era biondo ed aveva gli occhi azzurri,era alto e aveva la mascella definita.
Quest'ultimo le fece cadere il blocco degli appunti ed entrambi si chinarono per prenderlo.
Si guardarono intensamente negli occhi,quasi sembrava si leggessero dentro.
Lei fu la prima ad alzarsi e lui la segui subito.
-Piacere Alexander.
Disse lui.
-Astra.
Rispose lei.
-E-emh scusa non volevo.
Si scusò Alex.
-Non preoccuparti,sono un po' goffa.
Disse sorridendo.
I due si salutarono.
Tornando a casa Astra si sentì osservata.
Camminava lungo la strada guardandosi attorno,era impaziente di tornare a casa, era impaziente di staccare da tutto e leggere un libro mentre sorseggiava del tè. Era arrivata al cancello di casa sua, una grandissima magione, la tipica casa americana con la piccola differenza che risaliva al diciassettesimo secolo e non venne mai restrutturata perché in perfette condizioni.
Viveva con sua nonna, sua nonna era amichevole, gentile e di bell'aspetto.
Aveva un'enorme libreria e un grande giardino.
Arrivata davanti alla porta guardò il cielo e vide che stava per piovere, entrò in casa e si diresse verso la cucina.
Era una vecchia cucina in legno bianco posta di fronte ad una grande finestra sopra la quale erano messi dei fiori ad essiccare.
Prese un pentolino e lo mise sul fuoco aspettando che l'acqua bollisse.
Quando l'acqua finalmente bollì la versò in una tazza,prese la bustina del te e la inzuppò nell'acqua bollente.
Inizio a fare su e giù con il cordino della bustina in modo che l'acqua si "aromatizzasse",mentre faceva ciò controllava il tempo,era peggiorato da quando era fuori,era diventata una tempesta.
Rivolse di nuovo lo sguardo alla tazza.
Il tè era diventato rosso,come il sangue.
Astra urlò.
-Dovresti buttarlo.
Disse la nonna .
-Ah nonna sei tu,mi hai spaventato...
-Sarò anche vecchia ma non sono così brutta.
Disse facendogli una carezza sul volto.
-Nonna,tu sei bellissima.
-Ah stai esagerando-sorride.
-Io non esagero mai e lo sai- si dirige verso la sua camera.
-Tesoro devo sbrigare alcune commissioni,ti lascio un foglietto sul tavolo,leggilo.
-Okay nonna a dopo- urla.
La porta sbatte
Alcune ore dopo
Astra si era appena svegliata,si strizzò gli occhi e uscì fuori dalla camera.
Si stirò e restò in silenzio per alcuni secondi. Sentì un rumore al piano inferiore.
-Nonna-urla.
Si strizzò gli occhi e uscì fuori dalla camera.
Si stirò e restò in silenzio per alcuni secondi.
Sentì dei bisbigli provenienti dalla mansarda,si avvicinò con aria sospetta alla porta aprendola di scatto.
Niente,non c'era niente,solo un baule.
Astra lo fissò e ne restò incantata,lo apri lentamente ma il campanello suonò.
Scese le scale e si diresse all'entrata.
Apri la porta,era Alexander zuppo a causa del temporale.
-Che ci fai qui?-chiese Astra facendolo entrare e chiudendo la porta.
-Non c'è tempo per spiegare,prepara le tue cose e andiamo.
-Emh...Scusa?
-Okay,sei in pericolo,delle persone ti stanno cercando,prepara le tue cose e vieni con me, ti proteggerò.
-Ma mia nonna..
-Tua nonna è al sicuro lontano da qui,dovrebbe averti lasciato un bigliettino,
-Ehm, si! In cucina,sul tavolo.
-Bene,vai a prenderlo,veloce.
Astra si voltò velocemente e si diresse in cucina. Prese il bigliettino e lo lesse.
"Astra,mia piccolina,la tua vita sta per cambiare,c'è una cosa che non ho mai potuto dirti, non ho mai avuto l'occasione di spiegarti tutto,volevo che tu potessi avere una vita tranquilla,ma mi sono resa conto ora che ho commesso un'enorme sbaglio.
Astra tu discendi da una stirpe divina,non sei una ragazza normale,fidati di Alexander,ti spiegherà tutto quando sarete al sicuro.
Prendi il libro nel baule al piano di sopra,e prenditi cura di te
-Nonna. "
*Credo possa bastare come inizio,ragazzi ditemi se continuare,ho tantissime idee in testa e voglio continuare The witching hour, quindi votatela ⭐️
YOU ARE READING
The Witching Hour
FantasyAstra è una ragazza timida che ha dei problemi a relazionarsi con le persone, la sua vita cambierà quando quasi per caso una notte, scopre di non essere la solita ragazza ma di possedere dei poteri, e di essere una strega. Una volta riscopertasi ta...
