Finalmente si decise, si alzò e lascio lì la ragazza. Emily Bourbons, sì proprio lei! La ragazza più bella del campus, quella su cui aveva fantasticato giorno e notte per un anno intero. Gli aveva concesso un appuntamento, uno vero, e lui cosa ha fatto? Si era alzato dopo 20 minuti e se ne era andato. Via, uscì dal locale, si buttò in strada e si mise a camminare, con passi troppo pesanti, troppo veloci per uno che era appena stato ad un appuntamento con la presunta ragazza dei suoi sogni. Era evidente: non ce l'aveva fatta, continuava a pensare a lei, la sua vera lei, a quando si erano seduti uno di fronte all'altra, a come lei aveva appoggiato la mano sul tavolo non appena aveva sistemato la borsa sul manico della sedia. Continuava a pensare alla sua voce, al sorriso che gli aveva fatto quando gli aveva confessato che sì, lui non aveva mai avuto un primo appuntamento. E soprattutto continuava a pensare a come si sentiva quando c'era lei, quando guardava lei, quando passeggiavano di notte e parlavano per ore. Procedeva a testa bassa con le mani in tasca e non si curava di niente. Emily probabilmente era ancora seduta al tavolo chiedendosi cosa ci faceva lì e ricordandosi perché non dava mai appuntamenti a quelli del secondo anno. Marco continuò a camminare furiosamente senza guardare la strada e senza avere la più pallida idea di dove stesse andando. La testa gli pulsava e tutto ciò che riusciva a ricavare era un nome. Uno solo. Un nome che si era ripromesso di dimenticare, un nome che non gli era mai appartenuto, un nome che ormai era diventato il pensiero fisso delle sue giornate. Si fermò improvvisamente e tirò un calcio ad un lampione lì vicino che gli restituì soltanto silenzio. Dopo un lancinante dolore all'alluce, Marco alzò la testa e si rese conto che aveva attraversato almeno 3 isolati. "Sei un coglione, sei un emerito coglione", si ripeteva nella testa. Come aveva potuto lasciarla lì? Mezzo campus avrebbe pagato oro per essere al suo posto. Ma a sua volta anche lui avrebbe pagato per essere al posto di un altro. Esattamente a 2328 km di distanza, direzione sud. In un piccolo paese nel sud Italia, viveva Giulia. Con tutte le ragazze del mondo proprio di una così doveva innamorarsi? In realtà Marco non sapeva che cosa fosse quel peso nel petto che lo opprimeva quando pensava a lei. Non lo aveva mai provato prima. Con le ragazze succedeva e basta, non c'erano di mezzo queste cose. Invece con Giulia sì, eccome. Lei aveva la chiave, in qualche modo era scattata nella sua serratura e gli aveva fatto scoprire una miriade di emozioni che non aveva mai provato prima. Ad ogni suo tocco era un brivido, e lui di tocchi ne aveva ricevuti, ma nessuno riusciva a farlo sentire così. Ogni sguardo che gli rivolgeva lo faceva sentire l'uomo più forte della terra, lo faceva sentire pieno di vita.
E adesso che cosa stava facendo? Lì seduto su una panchina qualunque di una strada qualunque a rendersi finalmente conto di cosa fosse per lui quella bambina dagli occhi verdi che all'asilo si era presentata con un "Ciao Marco, che bello il tuo maglione" e una mano tesa verso di lui. Rivedeva ancora quel caschetto biondo che ondeggiava spinto dal vento dell'altalena. E quella risata, quella risata così cristallina, pura, viva. Giulia era così, Giulia era vita.
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Amor Vincit Omnia
Romance"E adesso che cosa stava facendo? Lì seduto su una panchina qualunque di una strada qualunque a rendersi finalmente conto di cosa fosse per lui quella bambina dagli occhi verdi che all'asilo si era presentata con un "Ciao Marco, che bello il tuo mag...
