Un fidanzamento non accettato

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Drin drin

«Ti vuoi svegliare?» La voce di una donna sovrastava su tutti i rumori della caotica Londra che Morgan conosceva tanto bene. Morgan si alzò svogliatamente dal suo amato letto «Mamma... Sto in vacanza...» «Non m'importa se sei in vacanza devi comunque alzarti, ti sei dimenticata chi viene oggi?» Oggi sarebbe venuto a trovarla Poule, un ragazzo alto, magro, con i capelli ricci e rossi che era innamorato perso di lei da sempre. Alla mamma di Morgan piaceva tanto quel ragazzo, anche se Morgan lo trovava estremamente viziato e senza spina dorsale. Si alzò e si diresse al bagno per prepararsi. Si vestì come sempre: Maglioncino verde che arriva fino all'ombelico, jeans a vita alta e ballerine nere; acconcio i lunghi capelli castani in un elegantissima treccia da un lato. Scese nell'enorme sala da pranzo della sua villa, ad aspettarla c'era il padre, i nonni e Paul con tutta la sua famiglia. Appena fatto l'ultimo gradino Paul le si avvicinò e le fece il baciamano, da notare, assolutamente, la faccia schivata di Morgan che gli altri, grazie al cielo, non videro. Dopodiché passarono tutti in giardino per parlare un po' delle solite cose: sport, politica, fidanzamenti... Un momento, hanno detto FIDANZAMENTI!? «Scusa papà, temo di aver sentito male, avete detto fidanzamento?» «Non hai sentito male Morgan, a noi e ai Luxur piacerebbe unire le due famiglie attraverso un giovane amore, in questo caso tuo e di Paul» Morgan rimase a bocca aperta davanti alla naturalezza con cui il padre lo disse. Ribolliva di rabbia ma non voleva scatenare un litigio tra le due famiglie, quindi chiese al padre di parlargli un attimo in privato. «Papà ma sei impazzito? Sono troppo giovane per fidanzarmi, e poi... Non voglio!!». Il padre rimase impassibile davanti alla quasi sfuriata della figlia, la fece calmare e poi parlò «Senti Morgan, tra tre mesi sarai maggiorenne e quindi sei abbastanza grande per fidanzarti  e poi devi smetterla di correre dietro a quella tua danza» mentre pronunciava quella parola sembrava stesse sputando un indette che gli era finito in bocca «devi seguire cose concrete, come un matrimonio con un ricco partito e un lavoro soddisfacente. Ma sopratutto devi far si che continui il nobile nome della nostra famiglia. Quindi se ti piace o no tu ti fidanzerai col giovane Luxur. Ora fammi passare vorrei tornare dai nostri ospiti» Morgan si fece da parte per far passare il padre. Stefano, il padre di Morgan, stava per raggiungere i Luxur quando Morgan indignata si voltò di scatto e urlò, per farsi ben sentire da tutti «E' inutile, voi mi potete pure fad fidanzare ma io scapperò, scapperò perché la danza è molto più importante di tutti i vostri finti principi morali! La verità è che voi in realtà non siete altro che...» SHAF. Uno schiaffo arrivò in piena faccia di Morgan da parte del padre Stefan. Il padre, rosso in viso dalla rabbia a dalla vergogna, trascinò dentro casa la figlia per un polso. Facendo ben attenzione che nessuno stesse in ascolto iniziò a sbraitare davanti a Morgan, anch'essa rossa dalla rabbia «Ma come ti sei permessa di parlare così davanti a tutti? Aspetta che lo dica a tua madre e vedrai te quello che ti farà! Io non ci posso credere, sei sempre stata educatissima, che cosa ti ha fatto diventare così...così...» «Così come papà? Maleducata? Incivile? Oh! no aspetta, tu ti stai più preoccupando del fatto che abbia messo in imbarazzo il nobile nome della famiglia» «Adesso basta! Ora vai in camera tua e non esci fino all'ora di cena!» accecata dalle lacrime Morgan salì di corsa le scale e si fiondò in camera sua sbattendo la porta. Si tuffò sul letto e iniziò a prendere a pugni il cuscino. ‘Non è giusto! Non è giusto! Non è giusto!’ continuò a ripetersi nella testa ‘Sono sempre stata una figlia perfetta! Ho sempre fatto di tutto per non deluderli, e per una volta che vorrei decidere io sul mio futuro mi trattano così! Non è giusto! Ma questa volta non la passano liscia, no no!’. «Sai che non devi prendere a pugni il cuscino dopo scappano tutte le piume» Una voce la fece sobbalzare. «Rose...pensavo fossi mia madre» L'anziana tutrice di Morgan aprì delicatamente la porta rivelando un vecchia faccia piena di rughe e un sorriso smagliante. Entrò nella stanza e si mise a sedere sul letto vicino alla ragazza, iniziò ad accarezzare dolcemente i capelli di Morgan. «Lo sai che non devi prendertela...» «Per te è facile, in fondo sono io che li devo sopportare tutto il giorno» Sotto le carezze di Rose, Morgan riuscì ad addormentarsi ricoprendo di lacrime il cuscino spiumato.

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Ciaooo💘
Questo è il primissimo capitolo della nostra primissima storia. Spero vi piaccia e se vi piace mettete tante stelline e commentante💘
-Herm✨

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⏰ Last updated: Apr 16, 2017 ⏰

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