Prologo

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Un gruppo di otto ragazzi è in viaggio verso una nuova e avvincente avventura, troviamo cinque ragazzi e tre ragazze. Ognuno di loro ha una storia diversa e intrigante. Si troveranno ad affrontare un viaggio insieme grazie alla vincita di uno stupido gioco. Emozionati partono ognuno dall'aeroporto più vicino a loro.

• Lühr Weiß •
Quando risposi a quella domanda banale non avrei mai immaginato di essere tra gli otto ragazzi che sarebbero potuti partire per un viaggio. A soli ventiquattro anni pensavo che il mio lavoro da pompiere fosse la cosa più impegnativa e appagante che potessi aver ottenuto tuttavia forse mi sbagliavo. Forse ogni tanto la fortuna gira anche per chi crede di avere tutto, ma forse è vero, non avevo tutto. Nella mia vita mancava l'amore, anche se i miei genitori non smettevano mai di dimostrarmelo. Amo la mia famiglia e per me loro saranno sempre al primo posto, ma vorrei tanto avere qualcun'altro da mettere a quel posto. Vorrei avere una mia famiglia, avere qualcuno con cui svegliarmi e da poter amare. Questa era l'unica cosa che mi mancava nella vita, ma non potevo lamentarmi. Da piccolo venivo preso in giro per il mio orientamento sessuale, ora nemmeno ci facevo caso. Abitare in una città grande come Berlino devo ammettere che era divertente. C'erano molti locali e la sera con i miei amici e colleghi andavamo spesso a divertirci. Non passavo mai una notte senza baciare qualche bel ragazzo, ma solitamente dopo una serata di solo sesso non ne volevo più sapere. Mi divertivo con gli uomini ma per ora nessuno era riuscito ad entrare nel mio cuore e a rimanerci.

• Niall Walsh •
L'Irlanda per me era sempre stata l'unico posto che avrei potuto vedere. Mi dovetti ricredere. Dopo aver vinto quel viaggio per me era stato difficile da accettare. Come potevo lasciarmi alle spalle tutta la mia vita? Come avrei potuto lasciare la mia ragazza a casa senza poterla portare con me? Se a ventiquattro anni per alcuni era difficile trovare l'amore per me era diverso. Stavo con la mia ragazza perché era la persona più dolce e amorevole al mondo, stavamo insieme da quando eravamo piccoli e io l'amavo. Poi restare con lei poi era diventata un'abitudine e quando iniziai a tradirla nemmeno me ne resi conto. L'amore che provavo per lei pian piano si era andato a sfumare, ma non potevo far altro che rimanere con lei, perché nonostante tutto ci tenevo ancora. Tornare a casa e dover far finta che mi fosse mancata era l'unica cosa negativa. Lavoro come avvocato nello studio più conosciuto a Dublino e sono uno degli avvocati più richiesti del paese. Viaggio spesso per l'Irlanda, ma non mi sono mai allontanato più di tanto. Forse questo viaggio con altre sette persone mi avrebbe cambiato la vita. Spero che qualcosa si possa forse muovere in me e che tornando possa sistemare la mia vita. Una volta per tutte.

• Aurora Black •
Essere una delle ragazze più richieste per sfilare era la cosa più bella del mondo. Essere famosa faceva ormai parte della mia vita. Lavoravo per Victoria Secret ormai da un paio d'anni. Amo il mio lavoro e qualsiasi ragazza di soli vent'anni vorrebbe fare quello che faccio io. Fisico perfetto, capelli sempre apposto e un guardaroba che farebbe invidia a chiunque. Nella mia vita non mancava davvero nulla. Avevo una relazione con uno dei ragazzi più famosi e belli del momento. Uno dei cantanti delle classifiche musicali. Ammetto che essere la ragazza di Justin Bieber non è per nulla male. Abitare a New York poi non era da meno. Quando partecipai a quello stupido gioco non pensavo nemmeno di vincere. Cosa me ne importava poi? Potevo avere qualsiasi cosa solo con un'alzata di mano. I miei genitori da piccola mi viziavano spesso, visto che ero la loro unica figlia. Certo averli mentre diventavo un angelo di Victoria sarebbe stato bello, ma vennero a mancare per colpa di un incidente aereo avvenuto qualche anno prima. Mia madre aspirava a diventare un angelo da anni, ma dopo la mia nascita, dovette semplicemente accantonare quel sogno nel cassetto. Per lei ero dovuta crescere in quel modo e compiere infiniti sacrifici, solo per realizzare il sogno di mia madre. I miei genitori mi incoraggiavano spesso a fare ciò che volevo nella mia vita, ma alla fine decisi che fare ciò per cui mia madre lottava era la cosa migliore, per me e per renderla fiera anche se era morta. L'amavo infinitamente, ovviamente amavo anche mio padre, ma lui anche dopo la mia nascita aveva continuato a cantare mentre mia madre aveva iniziato a dedicarsi a sfilate di poco conto. Ho sempre apprezzato quello che lei fece per me.

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