Episodio 1 (parte uno)

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La mentalità globale si sta muovendo verso il libero commercio e ha aumentato il mercato libero. Un mondo pieno di opportunità. Un mondo dove i sogni si avverano. Sembra fantastico, ed è fantastico. Per una piccola parte di noi. Per la maggior parte, la parte povera, il sistema capitalista significa una cosa sola: morte e sofferenza. Mentre noi viviamo senza pensieri e ci abbuffiamo di cibo spazzatura... la gente povera fatica nelle fabbriche. I salari sono al minimo mentre le ore di lavoro aumentano. La sindacalizzazione è legale, e le condizioni di lavoro sono intollerabili. Prima di applaudire la libertà, dobbiamo ricordarci una cosa: la nostra società consumistica si regge sulle spalle dei chicchi di caffè dal Perù. Ci abbuffiamo con cibo spazzatura prodotto dai bambini indiani sottopagati.

"Piaciuto?" Jonas chiude il video che ha montato per la ricerca di economia per domani e mi rivolge un sorriso.

"Decisamente!"

"Dovrei cambiare il titolo in: Le condizioni di lavoro sono disumane?"

"No. Andava bene così."

"Sì? Altro che ti viene in mente?"

"Forse..." faccio una piccola pausa mentre lascio cadere nuovamente il mio sguardo sullo schermo "sai che hai scritto -ci abbuffiamo con cibo spazzatura- due volte di fila? Forse dovresti cambiare quello."

"No, è quello il punto. Scriverlo due volte. Ho usato la ripetizione come espediente letterario per enfatizzare..."

Le risate di un gruppo di ragazze a pochi metri da noi mi distraggono e non riesco ad ascoltare la spiegazione di Jonas. Alzo gli occhi e due di loro mi stanno guardando, ridono e mantengono lo sguardo su di me per qualche secondo. Ingrid e Sara.

"Quindi? Andava bene?"

"Si..." cerco di concentrarmi su di lui "andava benissimo. Ben fatto."

Sospira e si avvicina a me, mettendomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio. Si è accorto anche lui di Ingrid, e sebbene ormai siano passati un po' di mesi io non riesco a dimenticare ciò che è successo, la sua amicizia mi manca. Ho perso la mia migliore amica per Jonas e mi sono ritrovata ad iniziare il liceo da sola, senza amici, di nuovo.

Mi accarezza la guancia con il pollice ed avvicina le sue labbra alle mie.

"Ho preso 9!"

Sono costretta a scostarmi velocemente da Jonas e ad alzare la testa per guardare Isak, che ci sventola il compito sul viso, sorridendo.

"Nove e mezzo, Jonas? Bravo!" il mio ragazzo mostra il voto scritto in rosso a sua volta. "Eva? Quanto hai preso?"

Alzo gli occhi al cielo e sospiro "non voglio parlarne."

"Il punto è che Jonas è il tuo fidanzato quindi devi dirgli tutto, e lui dice tutto a me. Quindi lo saprei comunque." Isak indica Jonas e poi se stesso, ridendo.

"E' vero..."

Scuoto le spalle, arrendendomi "e va bene, ho preso 6-."

"Oh, hai preso 6-... che strazio" si trattengono dallo scoppiare a ridere "vabbè ma tu sei brava in molte altre cose. Sei in grado di vestirti da sola, lavarti i denti da sola. Pensa a quello..."

Si avvicina al mio viso per la seconda volta negli ultimi due minuti e finalmente ci baciamo. Le sue labbra sono calde e si muovono lentamente sulle mie.

"Jonas, ce ne andiamo." Isak ci interrompe. Di nuovo.

"Adesso?"

"Sì."

Si alza sospirando e continuando a sorridermi.

"Dove andate?"

"Da Elias." Velocemente mi da un ultimo bacio e inizia ad allontanarsi "Ti chiamo dopo!"

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⏰ Last updated: Feb 11, 2017 ⏰

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