Prologo.

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Era bellissimo, quel bambino era davvero bellissimo.

I suoi occhi erano di un azzurro profondo e luminoso, ma mai tanto luminoso quanto il suo sorriso.

Ciuffi di capelli biondo cenere sparsi per tutta la testa e sudore lungo la fronte per via della partita.

Eh sì, questo era quel bambino: tanta luce e sudore.

"Harry!"

Mi voltai verso mia madre, non mi ero accorto mi stesse chiamando.

"Dimmi mammina" le corsi vicino con le mie piccole gambe.

Beh, piccole, per avere solo 6 anni ero davvero alto.

"Quante volte ti devo dire di non chiamarmi così?" e lo disse con il suo solito tono arrabbiato.

"Scusa", sussurrai.

"Comunque, che cosa facevi? Non avevi detto che volevi raccogliere dei fiori per me?" stavolta sembrava mi stesse sgridando.

Mi ero completamente dimenticato, troppo perso ad osservare quel bambino giocare; avrei dovuto dirglielo?

No, dirle di essermi dimentica di lei per un bambino con cui volevo fare amicizia non era certamente l'idea migliore del mondo.

"Allora?" iniziò lentamente a battere il piede a terra, ennesimo segno che stava perdendo la pazienza, di nuovo.

Mi guardai velocemente attorno e vidi un insetto avvicinarsi a mia madre.

"Attenta Mamma!" e saltai verso quella che ora notavo fosse un'ape, così da farla allontanare.

Mamma non ha paura delle Api, ma almeno questo l'avrebbe distratta dalla sua precedente domanda.

"Vuoi dirmi la verità cosí restare qua e divertirti o continuare a mentirmi mentre ti riporto a casa?".

Accidenti, non sono riuscito a fare abbastanza per distrarla, di nuovo.

"Io stavo solo..." presi un respiro profondo e sentì un bambino cantare.
La sua voce era davvero femminile, aveva un suono graffiato e rauco allo stesso tempo.

Dopo qualche secondo mi resi conto di avere una possibilità.

"Io ti stavo scrivendo una canzone, mamma!" le feci il sorriso più grande avessi mai provato a fare, con tanto di fossette e denti in mostra.

"Ah sì? Fammi sentire allora" e mi guardò con aria severa e critica, come se non sapesse se stessi mentendo o meno; potevo farcela.

"Sei sicura? Io, sì, insomma, non è finita.." mi interruppe con una sola mano che si alzava in aria.

Chiusi istintivamente gli occhi e portai le mani a coprirmi il viso, il mio cuore batteva fortissimo.

"Canta" mi ordinò.

Non potevo far altro che ubbidire e cantai.

***

Primo giorno di scuola, non vedevo l'ora.

Ero così agitato che quella notte non dormii, nonostante Gemma mi ordinò di riposare.

Ah Gemma, mia sorella maggiore, anche se solo di due anni.

Ci somigliavamo molto noi due, sopratutto di viso e tutti non facevano altro che ricordarcelo, ma a noi faceva piacere; dopotutto ci volevamo davvero tanto bene.

Quando la sveglia suonò io ero già sveglio, così scattai giù dal letto poggiando i miei piedini caldi sul pavimenti gelato, pentendomene immediatamente; ma ciò non mi fermò.
Mi misi in punta di piedi e percorsi l'intera stanza per arrivare fino alla sedia della scrivania dove Gemma mi aveva preparato i vestiti da mettere oggi.

Una volta vestito mi diressi al bagno dove mi lavai il viso, mi pettinai i miei ricci ribelli e mi guardai allo specchio per la prima volta quel giorno.

***

La campanella suonò, mia sorella andò in classe sua e io mi diressi nella mia.

Fu un attimo, una porta si aprì, due teste si scontrarono e due bambini finirono a terra.

"Scusami" e quella voce, era simile a quella del bambino che sentí cantare al parco.

Lentamente aprì gli occhi e subito vide tutto blu.
Ogni oggetto perse il suo colore naturale, cambiandolo in un blu profondo e luminoso.

"Eh? N-no scusami tu" dissi balbettando mentre mi affrettavo a tirarmi in piedi per poi porgergli la mano per aiutarlo a tirarsi su.

"Io sono Louis" sorride.

***

"Quindi sei in classe con quel bambino?".

Ma perché Gemma doveva sempre essere così impicciona?
Voglio dire, mi fa piacere che si interessi a me, ma non piace parlare di Louis con gli altri.

"Sì, ma ci siamo solo tirati una testata quando sono entrato in classe" ed entrambi ridemmo perché era di famiglia cadere e scontrarsi con chiunque.

***

"Uffa Gemma, ma a me non piace dormire" borbottai, incrociando le braccia al petto e imbronciandomi.

"Harry fai silenzio, oggi mamma e papà sono a casa e non voglio che ci sentano" sussurrò affondando il viso sul cuscino.

Non mi piaceva dormire, davvero, ma accettai il suo punto di vista e min infilai nel mio letto caldo e lentamente mi immersi ne mondo dei sogni.

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Okeh people, questa FF è frutto di un me che si annoia, non ha scuola e ha visto troppi video giapponesi.
Quindi niente, l'ispirazione per la storia me l'ha data, appunto, un video giapponese.
Ovviamente non è tutto copia e incolla, io ho preso ispirazione e con la mia fantasia ci costruirò una storia tutta mia.
Se avete consigli da darmi sulla grammatica, vi prego di farmeli notare perché davvero a st'ora non ragiono e non me ne accorgo.

Spero vi piaccia e che aspetterete e leggerete il resto.

•|Pats|•

I see you in my dreams.Des histoires addictives. Découvrez maintenant