Tutto era buio, non riuscivo ad aprire gli occhi. Una luce rossa mi investí, era la luce della scacertola ovvero l' ultima cosa che mi ricordavo di aver visto. Poi vidi il labirinto,la radura. Stavo sognando o meglio ricordando. Ricordai i muri del labirinto, la radura. Sentivo delle voci ma erano troppo lontane per capirle. Vidi Harriet e Sonya, le mie amiche.
Il tempo sembrava non passare più. Non riuscivo a muovermi, ero paralizzata, forse fu per quello che capì di sognare. Mentre vedevo la stanza delle mappe arrivò una luce fortissima insieme ad altre voci.
Vidi passarmi davanti agli occhi tutte le mie corse,le mie cadute e gli incontri con i dolenti. I ricordi continuavano a ritroso, fino al giorno in cui due anni prima arrivai nella radura. Non saprei dirvi quanto tempo avevo passato in quello stato.
Le gambe e le braccia iniziarono a formicolarmi. Mi stavo svegliando.
Quando aprì gli occhi ci misi un po' a capire quello che stava succedendo. C'era un ragazzo che mi fasciava la caviglia, istintivamente gli tirai un calcio. Il ragazzo gemendo si accasció a terra. Mi guardai attorno, la stanza mi era famigliare, era una stanza del casolare con un'unica eccezione: era piena di ragazzi. "Chi siete voi? Dove sono le mie amiche?" Chiesi tirando fuori un coltello dalla cintura. Mi rispose un ragazzo alto e biondo "calmati sei arrivata dalla scatola... ma cone fai a ricordarti delle tue amiche?" Non è possibile, non è vero mi ripetevo nella testa. Lo guardai per un attimo, avevo la sensazione di averlo già visto. Aveva gli occhi marroni e i capelli biondi, mi ricordava Sonya. Mi voltai, c' era un ragazzino paffutello seduto su una sedia e un altro che lo medicava, probabilmente un medicale. Volevo scappare, correre il più lontano possibile. Ero fatta così, preferivo scappare piuttosto che rimanere. Non capivo come potessi essere arrivata lì.
Iniziai a disfare il letto, alzai i cuscini, guardai sotto le lenzuola e poi sotto il letto. Non ascoltavo ciò che mi dicevano i ragazzi. Eccolo. Il mio migliore amico, il machete. Sì, insomma lui c'è sempre stato per me e io per lui, ma torniamo a me. Lo presi. "Che stai facendo?" Mi chiese qualcuno. "Statemi lontani" urlai io. "Em no, dovresti rimanere sul letto" disse il ragazzo biondo bloccandomi il passaggio. Gli tirai un calcio nelle palle. Come previsto cadde a terra. Ne approfittai e corsi fuori dalla stanza. Correre era l'unica cosa che mi veniva in mente. Scesi le scale, sentivo le voci provenire dal piano di sopra. Nel casolare non c'era nessuno. Aprì la porta del casolare. Corsi verso il bosco, ci andavo sempre. Quel posto era uguale al labirinto dove poco prima vivevo. Vidi altri ragazzi intenti a lavorare. Continuai a correre. Mi addentrai nel boschetto, superai il cimitero delle faccemorte e mi arrampicai su un albero. Rimasi appollaiata in alto. Tirai un sospiro di sollievo. Ora ero sola.
Ecco il primo capitolo, lo so non è un granché ma spero vi piaccia 💙
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Propietary of W.C.K.D.
FanfictionCorrere, era tutto quello che la rendeva felice, per quanto si possa essere felici in in labirinto. Per Sara, che ha passato due anni nel labirinto del gruppo B, le cose cambiano.la ragazza si ritrova in un altro labirinto uguale in tutto e per tutt...
