Disastrosamente me

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E' settembre le vacanze sono finite così come l'estate, il mare, le feste e il l'euforia di aver concluso cinque anni in un fottutissimo liceo alle porte di Roma. << ritirare il passaporto >> mi ricorda una nota sul mio telefono , oh cazzo, perché mi scordo sempre di tutto, sto prendendo in considerazione di avere una precoce forma di Alzheimer, beh c'è sempre una prima volta.              
tra meno di un'ora chiude la questura e io sono ancora in pigiama e assonnata, solo 24 ore e sarò dall'altro capo del mondo, una mattina di agosto mi è venuta la matta idea di voler studiare all'estero, ho fatto un test senza il consenso dei miei genitori e esattamente due settimane fa sono stata ammessa alla Columbia university, o mio dio! andrò a new York.                                                    Adoro viaggiare il mio passaporto sembra un album di figurine ho timbri da ogni parte del mondo              ( Tailandia, Australia, Cina, Giappone) e tra poche ore avrò anche quello degli Stati Uniti d'America, Sono felice di partire e di iniziare una nuova avventura da sola, in modo del tutto autonomo, è tempo di crescere Sun ti farà bene mi ripeto nella mia testa per non farmi prendere dall'ansia.      Sono sempre stata una ragazza molto indecisa, così come lo sono stata nello scegliere il mio corso di studi, finito il quinto anno di liceo, avevo idee molto chiare, avrei preso giurisprudenza e sarei diventata una grande giurista come quelle che si vedono in televisione, mi ero posta l'obiettivo di diventare un grande avvocato magari come Deb di drop dead diva, il mio telefilm preferito, lei si che è una con le palle ma questa non è la mia storia. Ah mi chiamo sole, Maria sole , mia madre è una patita di quelle religioni indù o robe varie e ha deciso 19 anni fa di chiamarmi come un pianeta la mia famiglia è un po' strana, non capisco infatti come mio padre abbia sposata mia madre adoro mio padre è una delle persone più buone e tranquille che abbia mai conosciuto, è un insegnante, ha cresciuto me e mio fratello pensando di allevare due piccole leggende, all'età di cinque anni sapevo a memoria il primo canto della divina commedia, gli devo molto e per questo non smetterò mai di ringraziarlo.                                               Il traffico a Roma nelle ore di punta è esasperante, a volte mi domando come abbiano fatto a dare la patente a certe persone, la questura è lontana e neanche a farlo apposta riesco a beccare dopo sei semafori rossi il primo verde, di questo passo mi trasferirò a New York nel 2017.             Mi sono fiondata dentro come se qualcuno cercasse di rapinarmi, arrivo al banco informazioni, stranamente vuoto, beh allora non sono poi così tanto sfortunata  << come posso esserle d'aiuto>> mi domanda questa "Betty" intravedo il suo nome dal cartellino attaccato al gilet slavato e invecchiato, che razza di nome è Betty?! a parte io mi chiamo sole, è meglio se sto zitta, le rivolgo un caldo sorriso <<salve sono venuta a ritirare il passaporto>> la donna con gli occhiali sul naso e tutta la calma del mondo mi informa che l'ufficio consegna documenti ha chiuso esattamente cinque minuti fa,bene allora ritiro tutto quello che ho detto poco fa.            
Betty negli ultimi minuti ha cambiato lavoro è passata da impiegata a mia psicologa personale, le ho inventato varie versioni per camuffare il mio ritardo per la notte brava della sera precedente, la mia festa di addio, Francesco non doveva organizzarla, appena esco di qua mi sentirà.
<< sa, mio padre ha avuto un brutto problema intestinale e lo hanno ricoverato stanotte, ho passato tutta la notte al pronto soccorso e la mattina ho dovuto accompagnare e riprendere mio fratello a scuola,mia madre ci ha abbandonati quando ero piccola >> racconto a Betty mordendomi le guance , peccato che mio fratello abbia sedici anni e a scuola vada benissimo da solo. 
L'impiegata con gli occhi pieni di tristezza e commozione assistendo al racconto di una povera orfanella, si allontana a fare una telefonata lasciandomi nel pieno del mio racconto volevo riferirle anche di aver perso il mio cane ultimamente, ma vengo interrotta.
Mi ritrovo qui come una cretina, sudata, bugiarda in un commissariato di polizia senza il mio passaporto, sento che è la fine: niente più Columbia, niente più arte e cinema, niente più beer pong in quegli enormi bicchieroni rossi, niente più New York, non male sono sempre stata brava a creare disastri, complimenti uragano sole anche stavolta hai centrato l'obiettivo.                        
Betty mi chiede di aspettarla qualche secondo, controllo l'orologio sono esattamente l'una e trentacinque , ho fame mi scappa la pipì e ho lasciato la macchina in sosta in un parcheggio molto lontano per lo più a pagamento, aspetta non ricordo di aver pagato qualcosa, il biglietto, mi pervade un brivido non ho pagato il biglietto, dalla fretta mi sono di scordata di pagarlo, che giornata di merda ho una voglia matta di prendermi a schiaffi da sola.             
Vaffanculo parcheggio, vaffanculo al signore che da trenta minuti si sta soffiando il naso scambiando il suo moccio per materiale di ricerca della nasa, vaffanculo all'adolescente che mastica la gomma a bocca aperta, vaffanculo a me perché sono un disastro ambulante e vaffanculo pure a te Betty che mi vieni in contro sorridendo.                                                  Lei ride a ne viene da piangere << cara sono riuscita a recuperare i tuoi documenti>> mi confida , inizio a saltellare e a fare strani versi, lei è imbarazzata e io sono imbarazzante, la ringrazio moltissimo e la abbraccio, so che non si potrebbe ma oggi mi ha salvato la vita sono sicura che un abbraccio le farà sicuramente piacere.                                                         Mi trilla il telefono, un messaggio, è Francesco leggo << buongiorno sole, come stai>> <<buongiorno un cazzo per colpa tua e della tua festa, rischiavo di rimanere a Roma>> rispondo con una mano, l'altra è sul volante, non dovrei rispondere mentre guido lo so, se mi vedesse mia madre in questo istante mi farebbe il solito discorso da madre apprensiva che recita le seguenti parole "sole non si fa, sai quante persone muoiono per rispondere al cellulare, cosa ti dice la testa, smettila" decido di ascoltare il mio subconscio materno, lancio il cellulare in borsa e mi dirigo verso il centro commerciale devo comprare le ultime cose prima di saltare dall'altro capo del mondo. 
Odio i centri commerciali, sono sempre troppo affollati e le persone si lavano sempre troppo poco, idea per cui ho deciso di comprare una confezione maxi di deodoranti, non sopporto il fatto di emanare cattivi odori ho sempre avuto una strana mania ossessiva a riguardo, utilizzo due tipi di deodoranti diversi al giorno << signorina ha la nostra carta fedeltà? >> mi domanda la cassiera, oh probabilmente l'ho dimentica a casa controllo nel portafoglio e come al solito la carta gioca a nascondino, dovevo dare retta alla nonna quella volta che ha cercato di convincermi a comprare un portacarte, con un falso sorriso rispondo << deve averla presa mia madre per sbaglio>> sorride mentre guarda i miei assorbenti cosa c'è di strano in degli assorbenti?! non capisco... sarei curiosa di chiedere cosa la faccia tanto ridere, ma non ho tempo da perdere con una stupida cassiera, pago e mi avvio verso l'uscita.
Esco dal centro commerciale, più sudata e meno puzzolente di certe persone, mi vibra il telefono, è Francesco <<porto fuori carolina ti va un gelato? l'ultimo della nostra vita?>> vado a studiare non in guerra, perché nessuno capisce questa distinzione << arrivo, ho una fame che mangerei anche te>> Adoro Francesco, lo conosco più o meno da quando sono nata, siamo cresciuti insieme e tutt'ora continuiamo a farlo, mi viene incontro con quel buffo esemplare di cane, una piccola bulldog francese, ricordo il giorno in cui l'abbiamo presa, non ho mai visto franci così tanto felice. 
<< ti vedo un po' provata, deve essere stata la troppa tequila, o il fatto che stavi per essere espatriata ancora prima di entrare negli state>> crede di essere simpatico << sei proprio stupido , invece la tua cara amica domani sera a quest'ora sarà nella grande mela>> accenno ammiccando, mi guarda con gli occhi un po' nostalgici, gli stessi occhi che aveva quando Martina l'ha lasciato, o quando gli ho raccontato un mese dopo di aver dato il primo bacio a Riccardo rossi, era bello però baciava male. << mi mancherai>> bastano due parole a farmi vibrare il cuore, è l'unica persona che mi mancherà davvero, sarà difficile non vedersi per tutti questi mesi, mi mancherà questa nostra piccola quotidianità.
La colazione la domenica mattina, le uscite il sabato sera, la pizza di sua nonna Clara, oddio << a me invece non mancherai>> sono una pessima bugiarda anche se con Betty l'impiegata devo ammettere che sono stata brava.
<<Sole, promettimi che non farai stupidaggini, mi scriverai ogni giorno e nessuno prenderà il mio posto>> rido << ti voglio bene>> lo abbraccio e lo stringo forte adoro questo ragazzone dal cuore d'oro , si è fatta tardi ho una valigia da fare e prima che incominci a piangere devo salutarlo, non mi piacciono gli addii. Ma dai sole, vai a studiare tra pochi mesi tornerai a casa, smettila mi dice il mio io interiore << abbi cura di te>> gli dico con un filo di voce allontanandomi verso il parcheggio, lo saluto per l'ultima volta, resta li a guardarmi con i suoi capelli scuri e lisci , gli occhi verdi e le sue immancabili magliette da basket, Francesco il mio migliore amico, un pezzo di me.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       

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⏰ Last updated: Jan 12, 2017 ⏰

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