Cicatrici

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Luffy POV

Quel giorno aveva fatto particolarmente freddo, ma come al solito Luffy non aveva dato ascolto ai suoi compagni, che più e più volte gli avevano rammentato di coprirsi, ma l'unica cosa che fece fu coprirsi le orecchie, facendo finta di non sentire.
Erano ore ormai che gironzolava per il ponte della nave, senza nemmeno dare l'impressione di patire quel freddo che faceva rabbrividire i suoi compagni, nonostante essi fossero avvolti da pesanti cappotti.
Ora se ne stava tranquillo e beato seduto sulla prua della Sunny.
Guardava l'oceano, perdendosi in quelle onde che per tanti anni aveva sognato di solcare. Ora che il suo sogno di diventare pirata era diventato realtà non avrebbe lasciato che nessuno glielo portasse via.
-Franky, vira a 37° a ovest!-gridò  Nami.
Il capitano era sovrappensiero e l'urlo improvviso della navigatrice l'aveva spaventato a tal punto che per poco non finiva in mare.
-Certo!-gridò il carpentiere di rimando.
Solo a quel punto,quando la sua concentrazione era stata spezzata, Luffy si accorse di quanto facesse freddo,ed iniziò a tremare impercettibilmente.
Poi sentì dei passi avvicinarsi.
-Hey, Luffy-disse Nami-hai intenzione di raggiungere la tua ciurma per la cena o no?-chiese sorridendo.
Luffy si girò appena a guardarla.
Poi con un'agilità inaudita saltò dall'altra parte della nave.
'Scusa, ma ora non ho fame' disse semplicemente.
Era insolito per lui, le parole che uscirono dalla sua bocca gli parvero estranee, ma non ci fece caso.
In quel momento non si sentiva in grado di mangiare nemmeno una nocciolina.
Poi, all'improvviso, si ritrovò schiacciato addosso parapetto, con il corpo di Nami pressato contro il suo.
-Nami!che stai...?-
Non fece in tempo a finire la frase che sentì una mano guantata tappargli la bocca. Un'altra mano si avvicinò alla bocca di Nami, poi quest'ultima prese un lembo del guanto fra i denti e lo sfilò.
Dopodiché, poggiò delicatamente la sua mano sulla fronte di Luffy.
'Lo sapevo' disse ritirando la mano e infiladosi il guanto.
'Cosa?' chiese Luffy, sollevato dal fatto che Nami si fosse staccata da lui, anche se, francamente, adesso sentiva il freddo penetrargli nelle ossa. Stare appiccicato a Nami, per quanto imbarazzante, gli aveva trasmesso quel minimo di calore che ora gli mancava.
'Hai la febbre altissima' disse lei
'ora rientri, e stai a riposo. Se rimani qua fuori rischi di peggiorare la situazione. Avanti!' lo esortò, spingendolo non troppo delicatamente verso le stanze dei ragazzi.
'Ferma...Nami...Hey...Basta!:gridò lui.
Si girò all'improvviso e le prese le mani.
Tremava vistosamente, ma non dava segni di cedimento, non aveva intenzione di andare sottocoperta.
' Mi spieghi qual'è il tuo problema?' chiese infine Nami, con una nota di esasperazione nella voce.
Lui la guardò sorridendo.
' Tu pensi che durante i due anni di allenamento con Raleigh su quell'isola avessi a disposizione dei cappotti? Sto bene' disse, per poi tornare al suo solito posto. Lì si sentiva davvero vivo. Con l'aria che gli accarezzava il viso e l'odore dell'oceano che gli invadeva le narici.
Non importava il freddo, lui sapeva solo che qualsiasi conseguenza ci fosse stata, lui avrebbe fatto di tutto per soddisfare il suo desiderio di libertà.
Passarono circa cinque minuti, prima che sentisse i passi di Nami farsi sempre più lontani, fino a sparire in mezzo alle voci gioiose dei suoi compagni.
Giusto. Lui non aveva ancora perso tutto. Aveva ancora i suoi amici. La sua famiglia.
'Ace' sussurrò, osservando la nave spezzare le onde dell'oceano.
'Spero tu mi stia osservando da lassù. Presto mi vedrai realizzare il mio sogno. Te lo prometto Ace.'
Fu così che senza accorgersene, fiumi di lacrime solcavano le sue guance.
Soffocò le urla. Soffocò ulteriori lacrime. Soffocò il dolore e la rabbia che ogni giorno cercavano di sopraffarlo. Soffocò l'ira e la frustrazione. Rinchiuse tutti questi sentimenti nel profondo del suo cuore, aspettando il momento in cui questi sarebbero riusciti a irrompere di nuovo nella sua vita, allora sarebbe stato in grado di combattere e forse di sconfiggere queste emozioni, ma non è forse questo, essere umani? Sbagliare è umano. Nascondere i propri sentimenti, cercare di rinchiudere le proprie emozioni è sbagliare.
Luffy era umano. E si vergognava della sue debolezza. Era debole. Sabo era morto. Troppo debole. Non era riuscito a proteggere la sua ciurma. Così debole. Ace era morto.
E la colpa, la colpa era solo sua.
E lì, mentre congelava nella notte più oscura,con i palmi pressati contro le palpebre, pregava in silenzio che quelle voci nella sua testa smettessero di incolparlo, di ucciderlo parola per parola.
Con la mente affollata da questi pensieri si addormentò, lasciandosi andare ad un sonno senza sogni.

Si svegliò dopo circa due ore, con gli arti intorpiditi e il volto bollente.
Sentiva le voci dei suoi compagni.
Stavano gridando qualcosa, ma non capiva che cosa stessero dicendo.
Le loro voci gli arrivavano ovattate e lontane.
Ancora stordito, scavalcò lentamente la chioma del leone che faceva da prua alla nave.
Sul ponte vide non troppo nitidamente le figure dei suoi compagni.
Vide Nami dire qualcosa agli altri, per poi precipitarsi verso di lui.
Solo quando fu più vicina Luffy riuscì a vederla più nitidamente.
Vide le sue labbra muoversi, ma non udì alcun suono.
Un istante dopo tutto si fece nero.

Nami POV

La mente di Nami era piena di preoccupazioni e pensieri dopo il comportamento che Luffy aveva assunto nei suoi confronti. Era chiaro che qualcosa gli dava da pensare, ma la navigatrice decise che dargli spazio sarebbe stata la cosa migliore, forse avrebbe deciso spontaneamente di parlarle. In ogni caso non c'era motivo per forzare la mano.
Sottocoperta c'era un gran casino, ovviamente i suoi compagni non l'avevano aspettata per cenare, ma non ci fece caso.
Liquidò le domande del resto della ciurma con un gesto della mano e un
'É una lunga storia'
Dopo aver cenato assieme al resto dei mugiwara, ovviamente senza il loro capitano, Nami si recò sul ponte e notò subito le nuvole nere cariche di pioggia che incombevano sulla nave.
Era chiaro che di lì a poco si sarebbe scatenata una tempesta coi fiocchi, diede perciò disposizioni al resto della ciurma di ammaliare le vele, fu allora che notò la figura di Luffy, rannicchiato sulla testa del leone di prua.
Si diede mentalmente uno schiaffo in fronte, cenando si era completamente dimenticata del capitano, trasportata dall'atmosfera festaiola che si era creata.
'Chopper' gridò Nami, guardandosi intorno in cerca del medico di bordo 'Aiutami, Luffy è qui fuori da ore'
Avvicinandosi alla postazione preferita del capitano, la ragazza notò che si stava svegliando, guardandola come se non la riconoscesse.
Aveva i capelli scompigliati, gli occhi rossi e gonfi di pianto, il volto pallido e tremava visibilmente. Un velo di rossore gli attraversava il volto.
'Luffy' disse la navigatrice quando lo raggiunse 'Presto, vieni sotto-'
Non fece in tempo a finire la frase. Le parole le morirono in bocca alla vista del suo capitano che, sfinito e tremante come una foglia, si accasciava ai suoi piedi respirando a malapena.
Fu colta dal panico e sentì il suo corpo irrigidirsi come una pietra. Riusciva solo a guardare impotente e con occhi sgranati la figura di Luffy sdraiato ai suoi piedi, il corpo scosso da violenti tremori.
Le voci dei suoi compagni le giungevano ovattato mentre correvano per la nave preparandosi per la tempesta o accorrevano per soccorrere il loro capitano. I momenti che seguirono sono solo ricordi sfocati nella mente della ragazza.
Vide i suoi compagni portare Luffy sottocoperta e sentì Chopper parlare di 'Ipotermia' e 'Assideramento'. Il resto sono ricordi confusi di mani che la guidavano è parole di conforto come 'andrà tutto bene' o 'starà bene' ma tutto ciò a cui poteva pensare era 'se lo avessi convinto, anche se lo avessi trascinato sottocoperta ora non sarebbe in fin di vita. La colpa è mia e solo mia.' I pensieri che le affollavano la mente non le permisero di dormire quella notte. Si addormentò intorno alle 4 e sognò il giorno in cui aveva conosciuto i suoi primi nakama. Nel sonno il suo volto fu solcato da due lacrime.


ANGOLO AUTRICE
Buon giorno, Buona sera, Buon pomeriggio, insomma buon quel che volete. Spero che il primo capito vi sia piaciuto! Avevo in mente di fare di questa storia una OneShot ma è da troppo tempo che la voglio pubblicare quindi.... Si. Questa storia non dovrebbe venire troppo lunga, ma in caso ci fossero cambiamenti, lo sapete!
Bene, arrivederci Nakama, al prossimo capitolo!

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⏰ Last updated: Feb 10, 2018 ⏰

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