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Prologo

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Mai una gioia.
Il breve riassunto della vita di ogni giovane che si rispetti è questo.
Certo il caso è abbastanza accentuato se hai ventiquattro anni, ti sei appena laureata in psicologia ma non hai i soldi per aprire uno studio tutto tuo e nessuno vuole assumerti perciò per arrivare a fine mese ti ritrovi a lavorare in un negozio frequentato solo da viziati figli di papà, tutto ciò in un paesino dimenticato persino dal Signore.
Allora sì che lì dovresti urlare "Mai una gioia".

-Elsa posa quel taccuino e vedi di aiutare qualche cliente!- è con onore che vi presento Ambra Palati, nonché mia collega di lavoro, che mi ha beccato per la tredicesima volta a scrivere invece che cercare di aiutare gli acquirenti a scegliere i potenziali vestiti da acquistare, certo sarebbe più facile risultare simpatica ai clienti se, come lei, fossi di bell'aspetto o avessi i suoi occhioni grigi. Ed ecco invece me nel riflesso dello specchio: un metro e ottanta di ragazza, i capelli mossi biondo vaniglia che arrivano alle spalle, occhi verdi, pelle bianca, occhiaie enormi e labbra spaccate a causa dei troppi morsi. Mi alzo con la finezza di un tirannosauro, penso si capisca che sono molto impacciata, e comincio a camminare sulle mie All-Stars nere per il negozio quando mi imbatto nel più curioso dei soggetti: alto quasi due metri, capelli rossi, fisico da Dio ma intento a riprendersi col telefonino.

-Ciao bimbi sono Snitecs e benvenuti al negozio!- dice, cerco di passare inosservata dietro di lui per andare ad aiutare qualcuno ma sembra notarmi infatti prosegue –Salve commessa!- aggiungendo una risata, nel più totale imbarazzo alzo la mano per mimare un timido "ciao", sono appena le undici ed ho appena fatto la seconda figuraccia del giorno, la prima è stata cadere mentre uscivo di casa davanti i passanti, andiamo bene. Ripone poi il telefono in tasca e mi si avvicina, rimango incantata per un paio di secondi dai suoi occhi per poi ricompormi grazie alla sua voce –Emh...ha appena visto il mio personaggio, però mi servirebbe davvero un aiuto con dei vestiti- si porta una mano dietro la nuca, probabilmente in imbarazzo, non riesco a spiccicare parola perciò annuisco facendogli cenno di seguirmi.
-Cosa le interessa acquistare?- chiedo con garbo mentre lui si guarda attorno alla ricerca di qualche capo che gli possa interessante, mi giro ad osservarlo un paio di secondi pensando che probabilmente non sia più grande di me, inoltre...
-Hey vieni qua a darmi una mano bellezza, muoviti!- a strillare è Mario, il ragazzo più viziato e falso della città, che coi suoi metri e ottantanove e lo sguardo angelico coronato da un paio di occhioni neri e i capelli biondi riesce a far cadere ai suoi piedi chiunque voglia, il rosso si gira fulminandolo con lo sguardo.
-Primo: Lei sta aiutando me. Secondo: Il mondo non è alle tua mercé. Terzo: vedi Di parlare in maniera più gentile- esordisce l'altro guadagnandosi un'espressione indignata dal biondo, evidentemente non abituato a non aver qualcuno che gli risponde a tono, poi si gira verso di me e mi rivolge un sorriso gentile -Comunque mi servirebbero delle magliette a maniche Corte e qualche felpa..- si avvicina ad una mensola e scruta una maglia nera con su stampato "(Im)perfect" in bianco.
Mi metto sulle punte per riuscire a prendere la maglia della sua taglia che è riposta sulla mensola più alta ma il ragazzo si avvicina e con un sorriso la prende al mio posto, avendo notato la mia evidente difficoltà.

-È stata davvero gentile signorina...- aguzza la vista per leggere il contenuto del mio cartellino -Elsa, bel nome- aggiunge.
-Grazie, gentilissimo- sorrido scortandolo verso i camerini.
-Io invece Sono Luca- si presenta -Ed è un piacere conoscerla- riprende dopo un paio di secondi di pausa.
-Piacere mio- ribatto quando sento i miei piedi inciampare su qualcosa, mi preparo a cadere a terra ed all'ultimo secondo Luca tenta di prendermi con lo splendido risultato di ritrovarci assieme a terra -Scusi, scusi, scusi, scusi- chiedo perdono, al limite dell'imbarazzo e con due ciliegie come gote mentre lo aiuto ad alzarsi.
Gli scappa l'ennesima, e fantastica aggiungerei, risata -Non preoccuparti, capita a tutti ogni tanto- esclama entrando in camerino, effettivamente ha ragione se con "Ogni tanto" intende ogni singolo giorno dell'esistenza.
Mi distraggo un paio di secondi mentre Luca è in camerino per controllare i messaggi quando lo sento iniziare a parlare con tono di finta lamentela –Sono ingrassato, devo mettermi a dietaa. Ma dopo vado a prendermi un gelato. E domani cucina mia madre-.
Non oso proferire parola, pensando che magari si stia nuovamente riprendendo col telefono, per poi vederlo uscire con un sorriso e la maglia fra le mani –Penso che la prenderò...- tenta di dire altro ma Ambra si avvicina ancheggiando sui suoi tacchi e scuotendo i suoi lunghi capelli mori stirando la camicetta con le mani.
-Signor Virno mi scusi, dovremmo chiudere, se vuole può passare pomeriggio, sarò lieta di poterla aiutare- esclama mettendosi davanti a me che intanto mi sposto per permettere a Miss Mondo di mostrarsi.

Aspettate ha detto Virno?
Luca Virno? Dove ho già sentito questo nome?
Un ricordo si insidia nella mia memoria. Cosa mi aveva chiesto mia cugina di tredici anni quando a Natale ci siamo viste? Ah sì: una volta che sarei tornata a Ladispoli, dalla mia città natale, avrei dovuto cercare una persona, un certo Luca Virno aka Snitecs.
Aspettate...non vorrete dirmi che...? Ho appena incontrato il ragazzo amato da mia cugina e non me ne sono accorta? Geniale Elsa, sei davvero geniale.

Così presa dai miei pensieri non mi accorgo neanche che l'altra ragazza mi sta schioccando un dito davanti il naso come per dirmi "Svegliati!" infatti mi riscuoto solo quando minaccia di chiudermi nel negozio non permettendomi di tornare dal mio unico grande amore (il cibo) perciò mi sbrigo ad uscire dal luogo cercando il rosso con lo sguardo, ormai lontano da me, e con l'eco della sua risata a rimbombare incessantemente nella mente  nella mente.

Slice Of Life {Luca Virno}Stories to obsess over. Discover now