«Lily, smettila di preoccuparti di già! Tutto andrà perfettamente bene. Prenderai una A+, come sempre.» Stephanie mi rassicurò mentre entrambe prendevamo posto in uno dei banchi dello Starbucks. La mie mani erano strette attorno ad un bicchiere caldo del tanto famoso caramello macchiato, per mantenerle calde in una mattina di primavera non davvero fredda.

«Non so, Steph. Sono arrivata a casa alle sei ieri quindi ho avuto solo quattro ore per scrivere il tema. Non ho neppure avuto il tempo di controllarlo per vedere se c’erano errori» dissi alla mia migliore amica, fissando nervosamente il mio bicchiere.

Ero determinata nel prendere ‘A’ quest’anno. Ero all’ultimo anno, quindi tutto iniziava a divenire più difficile. Avevo preso ‘A’ lungo tutta la mia carriera scolastica e non stavo pianificando di rovinare i miei standard elevati quest’anno. Anche se non sembravo una nerd, lo ero. Effettivamente volevo ottenere un buon e ben pagato lavoro in futuro anziché pulire tavoli da McDonald’s.

«Sappiamo entrambe come finirà. Io prenderò una D o meno anche se ci ho impiegato l’intera domenica per scrivere il saggio. Tu, d’altro canto, prenderai una A o di più. È sempre stato così, perché dovrebbe essere differente oggi?» Domandò mentre mordicchiava le sue unghie colorate di rosso.

Scossi semplicemente le spalle, portando il bicchiere alla mia bocca per prendere un piccolo sorso del suo delizioso contenuto. Oh, quando amavo Starbucks. Vengo qui praticamente ogni giorno prima di andare a scuola. Per me, era il miglior modo per iniziare una giornata colma di noiose lezioni e infiniti prendere appunti.

«Oh Dio, non guardare verso l’entrata.» Stephanie bisbigliò, portando velocemente alcune ciocche di capelli dietro il suo orecchio per coprire un lato del suo viso. Le lanciai un’occhiata interrogativa prima che il mio sguardo viaggiasse in direzione delle doppie porte di vetro. Mi pentii della mia azione un secondo dopo quando il mio sguardo si allacciò con quello di Brad, il capitano della squadra di basket della scuola.

Brad era probabilmente il più grande idiota che potete immaginare. Era il tipico atleta delle scuole superiori. Indossava una giacca della squadra e il suo zaino pendeva liberamente dalla sua spalla destra. Portare lo zaino sulla schiena era come commettere un crimine; saresti stato immediatamente considerato un nerd, non importava quale fosse il tuo aspetto.

Era con i suoi amici e una delle più grandi troie della nostra scuola: Brogan Nichols, anche conosciuta come una delle sue scopamiche. Indossava degli short strappati sopra il bacino che mostravano decisamente troppo il suo sedere e un top a bustino.

I suoi tacchi color carne emettevano dei rumori schioccanti mentre camminava verso il bancone per ordinare il suo drink, spingendosi oltre alcuni studenti del terzo anno in fila. Sembrò non importarle quando questi le inviarono sguardi truci e la chiamarono ‘puttana’, quel tanto alto affinché lei potesse sentirlo.

Disprezzavo totalmente Brogan, e così faceva il resto della scuola. I ragazzi erano interessati a lei solo perché le sue gambe erano aperte ventiquattro ore su ventiquattro e la sua migliore amica, Lauren Snyder, voleva essere popolare. Tutti sapevano che Lauren odiava Brogan, fatta eccezione per la stessa Brogan. Non così sorprendente se me lo chiedete, considerando che aveva il cervello di una mosca.

Ora, tornando a Brad. Al momento mi stava fissando con il suo stupido sorrisetto dipinto sulla sua arrogante faccia. Aveva fatto sesso con praticamente ogni ragazza del nostro anno. Una settimana prima, avevo sentito che l’aveva fatto con una del terzo anno nei bagni della scuola durante un’ora buca.

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