Resterai per sempre tu il mio figlio prediletto

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<Buongiorno madre, buongiorno padre> dice Tritone, sedendosi a tavola. Oggi sembra di buonumore... mi guardo intorno e stranamente noto che anche Anfitrite sembra allegra. Canticchia tutta sorridente mangiando le sue alge. <Oggi vi vedo allegri. C'è un motivo particolare?> chiedo, sorridente. I due si scambiano un'occhiata, le loro espressioni si fanno serie e mia moglie poggia sul piatto le sue posate. <Oggi Chirone ha chiamato dal Campo Mezzosangue> dice lei. Il mio sorriso si affievolisce e mi raddrizzo sulla sedia. <C'è qualcosa che non va?>
<Tuo figlio, Perseo...>
<Non capisco.> Fa che non sia quello che penso. Fa che non sia quello che penso. Ade, ti prego...
Lei sospira. <Percy Jackson è stato reclamato da Ade. Se n'è andato ieri notte, ma è stata una morte indolore>
Mi alzo senza dire e mi incammino per il palazzo. Non può essere veramente morto. Ci deve essere uno sbaglio. Mi dirigo vicino a una finestra, in un punto illuminato dal sole dove c'è l'arcobaleno e ci lancio una Dracma D'oro. <Oh, Iride, dea dell'arcobaleno accetta la mia offerta. Mostrami Chirone.> Di fronte a me compare un centauro in giacca e cravatta e non faccio a meno di pensare che se fossi stato in un altra situazione sarebbe stato divertente.
<Poseidone, sospetto che tu l'abbia saputo...>
<Ma... è vero?>
<Temo proprio di sì.>
Sospiro. In più di duemila anni non è il primo figlio che vedo morire, ma fa male lo stesso. I miei occhi si inumidiscono e una lacrima cade solitaria, ma essendo sottacqua si perde. La lacrima di un tritone si perde solitaria nell'oceano. Non ha senso che io pianga. E allora perchè lo faccio?
<Dovrei esserci abituato.>
<Già.>
<E allora perchè fa così male?>
<Era tuo figlio. È normale. Anche noi immortali proviamo emozioni.> Fa un sorriso triste, poi continua. <Oggi ci saranno le onoranze funebri. Credo che ad Annabeth farebbe piacere se tu venissi.>

L'addio di Percy si tiene sulla spiaggia di Mountauk, dove lui veniva da bambino con la mamma e dove io e Sally passammo i migliori momenti quell'estate di tanti anni fa. Qui sono state disposte delle sedie ed io ho preso posto all'ultima fila, in disparte. Mentre le persone prendono posto, viaggio con la mente a tanti anni prima, quando mio figlio era solo un bambino. È incredibile quanto tempo sia passato. Sembra ieri che correva sulla sabbia bollente, per poi trovare conforto tra le onde dell'oceano dove, sebbene lui non lo sapesse, io mi prendevo cura di lui. Attraverso il mare lo abbracciavo, gli mandavo le onde migliori e lo cullavo, con la promessa che un giorno avrei potuto rivelargli la sua identità e con la speranza che lui avrebbe avuto il migliore dei futuri. E così è stato. Mi cade l'occhio su sua moglie Annabeth, in piedi che saluta le varie persone che arrivano. Ricordo ancora quando capì che l'amava. Tra una figlia di Atena e un figlio di Poseidone non dovrebbe scorrere buon sangue, ma loro due si erano amati più di quanto io abbia mai amato in millenni di vita. La ricordo da ragazzina, con lunghi riccioli biondi e i vispi occhi grigi. Mi è sempre piaciuta, è una donna forte ed intelligente e sapeva tenere testa al mio ragazzo. Gli anni però sono passati anche per lei. Adesso i lunghi riccioli biondi sono bianchi e le arrivano alle spalle. Il suo candido viso è scavato di rughe e i lineamenti sono induriti dall'età, ma resta comunque bella. Anche se gli occhi, oggi, non brillano più come un tempo. Anzi, sono tristi e gonfi, con delle venature rosse. Deve aver pianto molto. È così strano che lei sia così giovane rispetto a me, ma allo stesso tempo così vecchia...
Quando tutti prendono posto la cerimonia inizia e lei è la prima a parlare: <Grazie a voi tutti di essere qui. Percy... be' lui era un grande eroe. Ha salvato questo mondo più di una volta e noi tutti gli siamo infinitamente grati per questo. Ma lui era anche un grande marito. Un grande padre. Un grande amico...> sospira <È difficile riassumere una persona in poche parole. La sua vita, le sue opinioni, le amicizie, quello che ha fatto, quello che non ha fatto.... perchè noi non siamo questo: semplici parole che formano un elenco di cose senza senso. Noi siamo di più. Siamo emozioni, sentimenti, pensieri, passioni... siamo l'inizio e la fine, la vita e la morte. Siamo tutto e siamo niente. Siamo le nostre esperienze, i nostri errori, le nostre battaglie. Siamo l'essenza stessa della vita. Noi siamo la vita. Vivi o morti, rimaniamo la definizione stessa del termine. Perchè noi, con le nostre passioni, i nostri interessi, i nostri sorrisi e le nostre lacrime siamo la forza stessa che muove l'universo. Anche quando siamo morti, noi siamo sempre vivi. Perchè lasciamo ricordi, foto, sensazioni... pezzi di noi.
Anche se adesso mio marito è morto, lui resta sempre vivo. Lo è quando i nostri figli lo chiamano papà, quando i nostri nipoti parlano del nonno, quando lo amerò ogni giorni come il primo. Quando prima di addormentarmi guarderò alla mia destra, ora vuota, e tornerò con la mente alle sere d'inverno che passavamo abbracciati. Quando in cucina guarderò quella crepa nel muro e ricorderò di quando, tanti anni fa, la ruppe giocando a calcio con Micheal, mentre ero incinta di Sally> fa un sorriso triste. <Lui è qui, adesso, con me. E non se ne andrà mai>
È solo quando Annabeth finisce di parlare e invita sua figlia a dire qualcosa, che mi accorgo di avere le lacrime agli occhi. Le parole che ha detto sono così vere, che so che non riuscirò mai a togliermele dalla testa. Vedo le persone susseguirsi una dopo l'altra: mia nipote Sally, Micheal, Chirone, i suoi amici, persino Dionisio spende due parole per lui... ma continuo a pensare alle parole di Annabeth. Non so quanto tempo è passato, ma alla fine, quando la figlia di Atena sta per riprendere la parola per congedare tutti, anch'io mi alzo per parlare e, ispirato dal commovente discorso della donna, mi dirigo di fronte alle sedie di legno. <Vorrei spendere anch'io due parole per il mio ragazzo. Non sono mai stato bravo con i discorsi, ma sento di dover dire anch'io qualcosa per lui> sospiro <Per noi immortali la morte è un concetto molto strano. Vediamo le persone intorno a noi scomparire per millenni, consapevoli che lo stesso destino non ci colpirà mai. Viviamo la vita beffardi, consapevoli che nessuno potrà mai strapparcela dalle mani. Ho visto tanti figli cadere in battaglia, morire in modi orribili... eppure non ho mai sofferto tanto come sto soffrendo adesso. Era un ragazzo... un uomo, scusate, fantastico. Aveva coraggio, forza e altruismo, tutte qualità necessarie per un eroe. Un grande eroe. Ho avuto tanti figli, ma lui resterà sempre il mio prediletto>
Più tardi, siamo tutti in semicerchio davanti alla riva, pronti a salutalo definitamente. Annabeth sorride e mi porge il vaso contenente le ceneri di Percy, ma lo rifiuto, perchè penso spetti a lei. Lei annuisce e si volta verso l'oceano, poi, aiutata dai figli e dai nipoti, lo apre e getta la cenere nel mare.
Chiudo gli occhi, sento la cenere al contatto con l'acqua e un pensiero invade la mia mente. Mi sembra quasi di parlargli.
Restereai per sempre tu il mio figlio prediletto.

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