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Io: MIRKO, LA MUSICA È TROPPO ALTA

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Io: MIRKO, LA MUSICA È TROPPO ALTA. C'È UNA PUZZA D'ALCOL INCREDIBILE. DAI ANDIAMO!
M:D-DAI! ALTRI D-DIECI MINUTI.
Io: VA BENE. SE NON LO VUOI CAPIRE, ME NE VADO.
M: FAI BENE! VATT-ENE!
Obbedisco subito e esco da quell'inferno. La mia testa inizia a girare sempre finchè la mia caduta non mi fa riprendere i sensi. Adesso il mondo va avanti come sempre e così torno a casa. Le strada sono desolate, buie e prive di vita. Bhe, sono le 03:40 di notte, quindi non mi aspetto granchè. Dopo nemmeno 20 minuti apro la porta di casa senza farmi sentire dai miei genitori. Così faccio piccoli passi e mi dirigo in camera. Morfeo mi sta chiamando. Io non esito a rispondergli. Così chiudo gli occhi e aspetto la luce del sole.

Ho ancora la testa come un pallone. Mi sento ancora come uno zombie. Però riesco ad alzarmi dal letto e percorrere l'intero corridoio e dirigermi in cucina.
P: Buongiorno figlia.
Io: Ahh! Buongiorno padre.
P: Dormito bene?
Io: Benissimo. Ma mamma?
P: La mamma è scesa a lavoro. Piuttosto, ti vuoi preparare che sono le 7:50?
Io: Cosa? Oddio! 10 minuti e sono pronta.
Così corro in camera e inizio a vestirmi. Apro l'armadio e decido di indossare una t-shirt bianca e dei jeans blu notte. Le scarpe, mh... le converse bianche. Perfetto! Poi vado in bagno e mi sciacquo il viso, lavo i denti, mi trucco, mi spruzzo un profumo e mi pettino. Ok, sono pronta!
P: Giusto in tempo! Dai, andiamo in macchina.
Scendiamo le scale del palazzo e ci ritroviamo in macchina. Accendiamo lo stereo e partiamo.
P: Oggi devi essere interrogata?
Io: No fortunatamente. Già mi sono fatta interrogare in tutte le materie.
P: Ah, meglio così allora.
Dopo 10 minuti mi ritrovo fuori scuola e faccio una corsa per entrare in classe. Vedo tutti i miei compagni di classe seduti e composti. Che agitazione! La prof mi squadra dalla testa ai piedi e inizia a urlare nei miei confronti.
P: Signorina Alice, sono le ore 08 e 10 minuti. Mi spiega questo ritardo a cosa è dovuto?
Io: Mi scusi prof. Stamattina mia madre è andata a lavoro presto e per questo motivo mio padre non riusciva a trovare le chiavi della macchina per portarmi qui.
(Ovviamente le scuse inventate vanno sempre bene.)
P: Va bene. Per questa volta, la passa liscia. Adesso le chiedo solo di andare a prendere il permesso in segreteria e firmarlo.
Io: Va bene.
Appoggio lo zaino allo schienale della sedia e scendo giù per le scale. Fortunatamente me la sono scampata bella. Scendo gli ultimi scalini e, ovviamente, il mio corpo perde equilibro e cado. Stranamente, non mi trovo a terra. Anzi, mi ritrovo nelle braccia di un ragazzo che non avevo mai visto prima. Ha gli occhi e i capelli color marroni e un fisico che fa invidia al mondo intero.
X: Stai bene?
Io: Si. Grazie per avermi presa.
X: Nessun problema.
Il ragazzo moro se ne va e io rimango imbambolata nel guardarlo. È veramente figo. Ritorno alla vita reale e mi dirigo in segreteria. Prendo il permesso e entro in classe in una velocità supersonica. Firmo il permesso e vado a sedermi.

Finalmente è finito questo giorno infernale di scuola. È davvero un miracolo. Esco da scuola e stranamente di mio padre nessuna traccia, così decido di chiamarlo.
Io: Papà, dove sei?
P: Scusami tesoro non posso venirti a prendere a causa del lavoro. Puoi prendere il pullman?
Io: Ok, ci vediamo a casa.
Chiudo la telefonata e mi dirigo alla fermata. Sono sola alla fermata. Menomale. Per far passare il tempo, prendo le mie cuffiette dallo zaino e ascolto un pò di musica. Parte la mia canzone preferita: FADED.
Amo quella canzone. Sto impazzendo per via di questa canzone. Ma, nel mentre che la canzone prosegue, sento canticchiare la parte iniziale della canzone.
X: You were the shadow to my light. Did you feel us? Another star, you fade away. Afraid our aim is out of sight. Wanna see us. Alight...
Dopo pochi secondi mi accorgo che la voce era del ragazzo di questa mattina. Ha una bella voce. Vedo che mi guarda e mi domanda:
X: Hey, sei ancora caduta?
Io: No fortunatamente.
X: Ah scusami, mi chiamo Lorenzo.
Io: Io mi chiamo Alice.
L: Bel nome. Cosa ascolti?
Io: La mia canzone preferita. Quella che canticchiavi 1 minuto fa.
L: Faded?
Io: Si, proprio quella.
L: Mh...senti devo proprio andare. Ci si becca in giro.
Io: Ok. Ciao.
Mi sembra un ragazzo apposto. Si vede che è un ragazzo timido. Lo vedevo da come mi parlava e dal suo viso rosso. Che tenero! Vabbe, metto dinuovo le cuffie nelle orecchie e aspetto che il pullman arrivi.

Portami in Paradiso || Lorenzo OstuniHistorias para obsesionarse. Descúbrelo ahora