#1

21 1 0
                                        

Era una mattina come le altre in una giornata come le altre di una settimana come le altre. Cathy si alzò pigramente dal suo morbido letto. Ripiego per bene il pigiama azzurro e si avvio lentamente verso la cucina, dove la madre aveva già preparato la colazione; latte e caffè era quello che ci voleva per la giovane Caterina, che senza di esso si sarebbe mossa come uno zombie per il resto della giornata.
《Cathy li ci sono i biscotti. Devo andare. Ciao.》 Cathy ricambiò il saluto mugugnando qualcosa di incomprensibile.
La madre le diede un bacio sulla fronte e uscì lasciando la figlia sola, davanti ad una tazza di latte.
***
Cathy uscì di casa alle 7:30, un'altra volta in ritardo. Non si sarebbe mai abituata alle urla dei professori quando la vedevano arrivare dopo l'inizio della lezione. Però non riusciva a farne a meno, il suo cuscino era così morbido e comodo che si sentiva in colpa al solo pensiero di lasciarlo.
Il tragitto per andare a scuola non era troppo lungo. Cathy odiava andare a scuola a piedi, vedere gli altri ragazzi ridere con i propri amici, scherzare, ragazzi che si tenevano per mano, coppie che si baciavano e che si sarebbero lasciare qualche settimana dopo. Tutto questo la angosciava. Aveva solo un amico, Mattia, il suo professore di italiano. Era un ragazzo giovane e alto. Capelli neri, non troppo lunghi. A scuola era sempre severo con lei perché non voleva che i compagni lo scoprissero e quindi la giudicassero avantaggiata nei compiti in classe o nelle interrogazioni, sebbene non ne facesse quasi mai. Spesso Cathy aspettava che uscisse anche lui da scuola per fare un pezzo di strada assieme.
Era ormai arrivata nel piccolo quartiere della scuola. Le case erano tutte grigie, i balconi non avevano fiori ad eccezione di alcuni.
Le scritte che decoravano i muri erano ormai infinite. "Ti amo Gaia -1997~sempre" "Ti prego torna 2010" "il nostro amore distruggerà ogni barriera e finalmente torneremo insieme-Ti amo Ale- 1979-2012" a quest'ultima ne era stata aggiunta un'altra non troppo tempo fa "piccolo, un giorno finalmente ci rivedremo. Manchi :( -Lorenza 2015" la calligrafia era pressoché uguale, tranne qualche lettera. Era indubbiamente la stessa persona, e se non lo fosse stata a Cathy piaceva crederlo, le dava la spinta giusta per cominciare la giornata: una ragazza che non vede l'ora di morire per poter riabbracciare il suo ragazzo defunto, ma che nonostante la tristezza della perdita viveva.
《Caterina, ancora su quel muro? Madonna sembra che tu ci viva li. Sono solo scritte inutili.》
Caterina neanche conosceva il ragazzo che l'aveva canzonata, e nessuno del suo gruppo, che rideva di lei. Le sue guance si arrossarono, se ne andò lasciandosi dietro cinque ragazzi con un sorriso ironico in faccia.

《Cathy?》
《Mattia.》una persona amica, non poteva essere più sollevata.
《Hey. Tutto okay? Devi entrare tra 40 secondi.》
《Sì sì tranquillo. Ci restituisci le verifiche oggi?》
《Non le ho ancora corrette tutte.》
《La mia?》
《Sei peggiorata...ma di mezzo voto. Tranquilla.》 Mattia le arruffò i capelli.
《Sai quanto ci ho messo per pettinarli stamattina? Se per caso avessi il ciclo?》
《O merda. Oggi avrete un'ora buca. Addio!!!》
Cathy rise e Mattia la convinse, o meglio costrinse, ad entrare.
《Ringrazia il cielo che ci sono io alla prima ora. Entra. Così arrivo io con calma, con la scusa che mi sono fermato a parlare col bidello...》
《Ernesto.》
《Grazie.》
Di malavoglia Cathy entrò in classe sentendosi osservata e fuori luogo, incosciente del fatto che nessuno la stava guardando, impegnati ad osservare la scena che si presentava fuori dalla finestra.

CatherineCerita yang bikin terobses. Temukan sekarang