Il vento ululante scaglia la pioggia sul tetto, come milioni di dita raggrinzite che battono impazienti sulle tegole, sui muri, sulle finestre. Uno spiffero si intrufola in casa, la tenda mormora e per un istante pare animata. Un suono metallico, i cardini cigolano appena.
Orecchie si alzano sull'attenti, passi felpati si dirigono verso la porta. Si apposta dietro al mobile dell'ingresso, la coda che oscilla per prepararsi all'agguato. Una lama di luce fende il buio, il rumore degli stivali sul parquet è attutito dallo zerbino. Le orecchie si appiattiscono all'indietro, le pupille si fanno una fessura: è come pietrificato. Un sussurro, la luce della torcia elettrica incontra gli occhi del gatto e la riflettono in modo sinistro. Sfreccia via, i tonfi leggeri delle zampe riverberano nel corridoio.
Il click di un interruttore rompe il silenzio della casa. Il vento cambia direzione, gocce di pioggia atterrano sullo zerbino e sul mobile all'ingresso, un tuono in lontananza sveglia di soprassalto una bambina nella sua camera da letto. Si accorge del freddo, della finestra mossa dal vento, della pozzanghera che si è ormai formata sul pavimento, del battere delle gocce di pioggia sul vetro della finestra e dell'ombra scura dei rami spogli sbattuti dalla tempesta. Un brivido le corre lungo la schiena, stringe forte gli occhi: quanto vorrebbe che sua sorella maggiore non fosse al college.
Orme bagnate si dirigono verso le camere da letto, il rumore dei passi è quasi impossibile da notare: la tempesta è nel pieno della sua forza.
La lampada nella camera dei suoi genitori è accesa. La donna guarda il marito ancora assopito, si convince di aver immaginato qualcuno camminare furtivamente lungo il corridoio. Sbadiglia, si alza in piedi. Si accosta alla finestra: il quartiere è buio e deserto, spazzato dalla pioggia incessante, gli alberi che si piegano al vento come steli d'erba. Rabbrividisce, poi si siede sul letto, spegne l'abat-jour e si raggomitola sotto le coperte: era solo un sogno, pensa.
La bambina è immobile, il lenzuolo che le copre il volto per nascondersi: sente lo scricchiolio del pavimento davanti alla porta della sua stanza, trattiene il respiro. Sa che qualcuno ha aperto la porta, sa di non essere sola nella camera: la curiosità la vince, sbircia fuori: un uomo alto come la porta e con i capelli lunghi e fradici si porta l'indice sulle labbra, ha una pistola nell'altra mano; dietro di lui, un uomo più basso a guarda e senza emettere suoni le dice che loro sono lì per aiutarla, poi con il capo indica la finestra. La bambina sussulta: nel buio dell'angolo vicino alla finestra, un'ombra si muove. La bambina guarda ancora l'uomo alto, che ora è appiattito dietro all'armadio: le fa ancora cenno di stare in silenzio, ma l'ombra ha rivelato una mano grigiastra raggrinzita da sotto al mantello, la bambina la vede avanzare, la mano ossuta tesa verso di lei, e si nasconde di nuovo sotto le coperte, il sangue che le batte assordante nelle orecchie. La coperta si scosta lentamente, uno spiffero freddo si insinua attorno alla bambina: cerca di non singhiozzare mentre le lacrime copiose le bagnano le guance. Una forza la costringe ad aprire la bocca, ma non può urlare: un volto orrendo le si staglia davanti, le fauci spalancate. La bambina trema violentemente, ma mentre quelle fauci le succhiano via il respiro e le forze riesce a vedere lo scintillio della pistola oltre la spalla della creatura, e l'uomo dai capelli lunghi fa un cenno all'altro, che fa sbattere le ante della finestra: una pallottola si pianta nella schiena dell'essere, che scompare in una nuvola di cenere. Un istante di silenzio assoluto, rotto solo dalla pioggia che bagna ancora il pavimento. L'uomo più basso si avvicina alla bambina che ora piange in silenzio, troppo spaventata e debole per muoversi. "Ehi, stai bene?" La bambina annuisce, guarda l'uomo negli occhi verdissimi e decide che è buono, che l'ha salvata. "Il mostro è scomparso, i tuoi compagni di classe guariranno presto. Quando senti la porta di casa chiudersi, vai in camera dai tuoi genitori e digli che hai fatto un incubo, va bene? Adesso dobbiamo andare via." La bambina annuisce di nuovo, ma sussurra "Chi siete?". I due uomini si guardano, le sorridono dolcemente. "Siamo i principi che hanno salvato Biancaneve dalla strega cattiva." La bambina accenna ad un sorriso, e i due escono dalla porta, silenziosi come gatti.
Sappiano tutti di che mostro si tratta: è una Shtriga, lo stesso mostro che nella prima stagione Sam e Dean sono riusciti ad uccidere quando, esattamente venti anni prima, John Winchester non ne era stato capace, nemmeno dopo aver messo a rischio la vita del figlio minore usandolo come esca.
Nessuno di noi vorrebbe crescere come Sam e Dean Winchester, ma sappiamo tutti che demoni, wraith, wendigo, vampiri, fantasmi, licantropi e molto altro ancora sono là fuori. E l'unico modo per non aver paura di tutto è... Saper uccidere tutto!
È per questo motivo che i prossimi capitoli riguarderanno mostri, armi, esorcismi e curiosità sui personaggi di Supernatural, di modo che tutti possano sapersi difendere, rendendo Sam e Dean orgogliosi.
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Dad's Journal
ParanormalCome sopravvivere nel mondo di Supernatural? Riuscireste a fermare l'apocalisse? Tutto quel che c'è da sapere riguardo angeli, demoni, mostri ed esorcismi è qui, in questa guida ispirata al diario di John Winchester che tante volte ha aiutato Sam e...
