"Liam! Liam!" mia madre strilla per la centesima volta il mio nome dal salotto, in modo da svegliarmi molto gentilmente.
"Mamma! Sono sveglio" replico storcendo gli occhi con i pugni chiusi.
Oggi è il mio primo giorno di liceo, e ancora devo realizzare che le vacanze estive siano finite.
Mi alzo a mala voglia e prendo in mano il telefono per vedere l'orario.
Sono le 7 del mattino e gli orari scolastici prevedono l'inizio delle lezioni alle 8.30
Esco dalla camera e mi dirigo in bagno, dove avevo lasciato la sera precedente la divisa da indossare dopo la doccia.
Apro la tendina della doccia e lascio scorrere l'acqua dal rubinetto aspettando che diventi calda, e nel frattempo tiro via la maglietta e i boxer con la quale avevo dormito. Mi assicuro che la porta sia chiusa a chiave e appena vedo il vapore salire dalla doccia capisco che l'acqua è abbastanza calda per potermi lavare. Mi infilo sotto il getto d'acqua calda e rilasso i muscoli. L'acqua mi scorre su tutto il corpo, e sento una pace interiore fino a quando sento di nuovo mia madre strillare: "Liam, Liam! Sono le sette e mezzo, muoviti ad uscire da sotto quella dannata doccia!"
Sento mia madre strillare, e impreco sotto la doccia con delle parole indecifrabili.
Chiudi il lavello, e prendo l'asciugamano allacciandola alla vita. Mi avvicino allo specchio e noto la grande appannatura, quindi capisco di essere stato un po' troppo tempo nella doccia.
Inizio ad asciugarmi e indosso i boxer, poi la camicia e il pantalone. Allaccio la cravatta al collo e metto la giacca rigorosamente blu a righe con lo stemma della scuola sopra. La divisa non prevedeva un paio di scarpe precise, quindi notando che il pantalone nero è gli sta abbastanza attillato, decido di mettere delle semplici vans nere. Spruzzo un po' del suo profumo e sono pronto. Erano le otto in punto e dovevo praticamente volare per non arrivare alle lezioni in ritardo.
(Liam è un ragazzo che ama studiare, ha sempre avuto ottimi voti a scuola ma nonostante ciò sà anche divertirsi.) Appena arrivo in salotto sento il profumo di uova fritte e pancetta, e noto che al tavolo sono sedute mia madre e la mia ragazza Charlotte a chiacchierare, è passata a salutai visto che ci vedremo solo nei fine settimana, quando tornerò a casa. Charlotte ha diciotto anni, ed è un anno più piccola di me. Lei mi rivolge un dolce sorriso, ed io ricambio avvicinandomi a lei e abbracciandola dolcemente lasciandogli un bacio sulle labbra rosee.
"Liam! Santo cielo, finalmente ce l'hai fatta!" Mia madre ha un tono di voce alto e a volte fastidioso, ma io le voglio un casino di bene, perché fin da piccolo non mi ha mai abbandonato, ed è stata l'unica a prendersi cura di me.
Alle elementari ero vittima di bullismo, tutti mi picchiavano e non avevo nessun amico tranne Niall, un ragazzetto biondo con gli occhi azzurri, che ha sempre cercato di difendermi in ogni circostanza, e poi c'era Charlotte, che conoscevo da quando eravamo bambini, appunto perché mia madre e la mamma di Charlotte erano migliori amiche, e passavano la maggior parte delle giornate insieme.
"Liam dobbiamo andare, è tardi, sono le otto e dieci"
guardo mia madre "mamma ma la colazione!"
dico mugolando "prendi il panino con la pancetta, lo mangerai in macchina."
Annuisco e prendo il panino, salgo di sopra e prendo la valigia con tutti, o quasi, i miei panni all'interno e la mia nuova borsa a tracollo e scendo di nuovo in salotto. "Sono pronto!" Esclamo "bene andiamo, saluta Charlotte e andiamo, è tardi"
Mi avvicino alla ragazza e gli lascio un dolce bacio a fior di labbra per poi uscire tutti insieme dalla piccola casa.
Charlotte mi saluta da lontano incamminandosi verso scuola, mentre salgo in macchina con mamma dopo aver caricato la valigia nel portabagagli. Arriviamo dopo una decina di minuti, scendiamo dall'auto e mi presto a prendere la mie valigia e correre verso l'entrata, erano le 8.25 ed era tardissimo. Alla reception veniamo accolti da una squisita signorina che, dopo aver trovato la mia iscrizione, mi porge le chiavi della stanza.
Noto un piccolo calendario degli orari, e vedo che per le classi prime le lezioni iniziano alle 9.30.
"Mamma!" esclamo "che succede?" chiede preoccupata "le lezioni iniziano alle 9.30, non alle 8.30" dopo aver ricevuto questa notizia sia io che mia madre tiriamo un sospiro di sollievo.
Ci incamminiamo verso la stanza, la 339H, che si trova al sesto piano, e decidiamo di prendere l'ascensore.
A primo impatto la scuola sembra essere carina, per ogni piano ci sono le camere e gli armadietti per ciascun ragazzo. Arrivati alla stanza 339H inserisco la chiave nella serratura e apro la porta.
Davanti ai miei occhi si presentano due letti singoli, due comodini in stile antico come tutto l'arredo, del resto. Nella camera era anche presente un piccolo bagno, dotato di una doccia e tutto il resto, ma ciò che m'importava di più era lo specchio, era piccolo ma a me non interessava, amo avere sempre i capelli in ordine, anche grazie all'aiuto di un po' di gel.
Uscito dal bagno trovo mia madre in lacrime e mi avvicino velocemente "mamma, cosa succede?" Gli chiede preoccupato "nulla tesoro, è che sono così contenta per te, che sai..beh..sono molto emotiva.. e niente" inizia a fare tutte le sue raccomandazioni, e per non farla demoralizzare cerco di fingere di ascoltare con attenzione.
Finito il suo lungo discorso mi abbraccia e io ricambio l'abbraccio lasciandole un dolce bacio sulla guancia, mi saluta ancora ed esce dalla camera chiudendo la porta alle sue spalle.
Inizio a sistemare tutti i miei abiti nel comò a pochi metri dal mio letto, e preso dalla curiosità apro l'altra anta del comò e noto che ci sono già vestiti presenti.
Dovrò condividere la mia stanza con qualcuno, Dio, non mi è mai capitato. Sono figlio unico e sinceramente la cosa mi infastidisce, non ho mai dormito neanche con Charlotte fino ad ora.
Però accetto il tutto perché sono in un liceo e non posso chiedere la stanza da privatista, mi riderebbero in faccia.
Ad un certo punto sento la porta aprirsi, penso subito a mia madre che torna in dietro piangendo e disperandosi, ma alla mia vista compare un ragazzo alto, con i capelli ricciuti e muscoloso, la barba perfetta e il suo modo di vestire mi piace. Indossa una canotta bianca e un paio di jeans neri stappati alle ginocchia, con le converse bianche a completare il tutto. Mi guarda confuso, ma poi serva capire che io sia il suo compagno di stanza, si avvicina a me e in un modo molto cortese e carino mi tende la mano "piacere, io sono Andy, e sono del terzo anno" annuisco e mi alzo prendendo la sua mano "piacere, io sono Liam" è tutto quello che riesco a dire.
"Non ti ho mai visto in giro, sei del primo anno?" mi chiede con gentilezza e lascio la sua mano "si, sono del primo anno" gli sorrido.
"Bene, dal momento in cui sei il mio compagno di stanza devi essere per forza mio amico! Ah, un'alta cosa, in camera non ci sono regole, per me puoi portare chi vuoi, e quando vuoi. Un po' di compagnia non fa mai male. Solo una cosa. Io faccio la doccia verso le sette e mezzo la mattina, quindi calcola che fino alle otto e un quarto il bagno è mio!" ridacchio dopo la sua affermazione finale e annuisco, devo adattarmi, d'altronde lui è in questa scuola, e presumo questa stanza da più tempo di me.
Quindi mi adatto e basta, poi non sono un tipo ribelle, rispetto le persone più grandi di me.
Questo ragazzo già mi piace, intendo nel suo modo di porsi e comportarsi ma non sarò così affrettato, mi darò del tempo per capire chi è in realtà questo Andy.
"Tra mezz'ora iniziano le lezioni, e dureranno fino alle undici e trenta per un mese, poi inizierà l'orario regolare che va dalle otto e trenta alle dodici e trenta" si rivolge a me dopo essersi sdraiato sul letto, annuisco e sorrido.
Non sono un tipo da tante parole e penso proprio che Andy lo abbia capito.
"Stasera alle otto e mezzo ci sarà il falò di inizio anno scolastico, vieni?" ci penso un po' su e poi lo guardo "non saprei, non conosco nessuno, mi troverei molto a mio...ehm..ecco..a disagio" mi sorride dolcemente e mi fa arrossire "verrai con me e ti farò conoscere i miei amici, sono tutti socievoli e simpatici apparte qualcuno che fa un po' più fatica a socializzare, ma vedrai sarà fantastico, dai!" quasi mi prega e ridacchio e accenno un live "Vabene" e lui batte le mani come un bimbo felice, mi fa ridere ancora, sembra carino, non sembra una cattiva persona.
Mentre la mia mente vaga tra i pensieri di chi potesse essere realmente Andy, mi vibra il telefono in tasca, mi è arrivato un messaggio da Charlotte ce dice "tesoro mio, già mi manchi" sorrido e le rispondo "anche tu mi manchi, spero arrivi presto il fine settimana."
"Liam, vieni!" Mi richiama Andy e mi fa capire che è ora di andare a lezione.
Attraversiamo il lungo corridoio e arriviamo all'ascensore per scendere al piano terra dove vi sono tutte le aule, dalle classi prime alle quinte.
Usciamo dall'ascensore una volta arrivati e ci salutiamo, mi dirigo verso la mia aula.
La prima ora è di letteratura, nulla di più bello, io amo letteratura. Finita la prima ora resto in classe, nell'attesa che arrivi la professoressa d'inglese.
Amo anche l'inglese, ho sempre avuto dieci in inglese, non che nelle altre materie il mio voto più basso era nove.
Rimango seduto nel mio banco, affianco ad una ragazza cicciottella con un paio di lenti rosa.
Sembra davvero una persona noiosa, non potevo scegliermi compagna di banco migliore.
Finalmente dopo l'ora d'inglese in un batter d'occhio arrivano le undici e trenta.
Esco dalla mia aula e decido di salire al mio piano dalle scale. Mentre salgo tendendo stretto il mio nuovissimo libro di letteratura sotto il braccio, avvolto dai miei pensieri per sbaglio urto un ragazzo che stava scendendo facendolo cadere a terra. Mi accorgo di ciò che ho appena fatto, involontariamente, e gli porgo la mano per aiutarlo ad alzarlo, ma lui mi guarda con uno sguardo che trasmetteva puro odio e mi spinge nel muro "non ti azzardare mai più Piccola testa di cazzo, la prossima volta ti metto al posto delle scale" era un ragazzo tutto tatuato dalla carnagione scura, e dopo avermi ringhiato contro, fa per andarsene e lasciarmi li come un idiota. Continua a salire le scale, stavolta faccio molta attenzione a tutti quelli che mi capitano davanti e arrivo finalmente al mio piano.
Entro in camera e trovo già Andy al suo interno.
Mi siedo sul letto ancora stordito da quello che era successo sulle scale e lui mi guarda con un'aria interrogativa "ehi, che succede?" Dice sedendosi accanto a me. Lo guardo e non so perché non lo rispondo "le lezioni sono andate male, è successo qualcosa?..Dio Liam parla..mi stai facendo preoccupare!" Alzo lo sguardo verso il ragazzo, e non capisco tutto questo interesse nel capire cosa sia successo se mi conosce da stento cinque ore. Deciso di risponderlo "ma nulla, stavo salendo le scale e ad un certo punto, e non l'ho fatto a posta, ho fatto cadere un ragazzo a terra. Lui mi ha detto che se lo avrei fatto ancora mi avrebbe messo al posto delle scale, era un tipo tutto tatuato..dalla pelle scura..nulla di che alla fine" appena gli descrivo il ragazzo spalanca gli occhi "aveva per caso un piercing al labbro?" cerco di ricordare il suo volto e si, mi ricordo che il ragazzo aveva un piercing al labbro "beh si, aveva quel piercing" mi guarda e cerca di calmarsi "si chiama Zayn, Zayn Jawaad Malik, frequenta il secondo anno. È il figlio del proprietario della scuola, ed è il ragazzo più popolare della scuola ed è uno dei miei migliori amici, mi scuso io da parte sua per questo malinteso, solo che Zayn è un ragazzo un po'..ecco..complicato" finisce.
Appena mi dice di essere uno dei suoi migliori amici, non posso cercare di non pensare a come sarà il loro gruppo, di che persone cattive si tratti.
Non so perché, ma sento il bisogno di scoprire di più su questo Zayn Malik, mi intriga, e non so perché.
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Salve! Ecco il primo capitolo, spero vi sia piaciuto!
A breve pubblicherò il secondo.
Ah, la storia è inventata da me, quindi non e trascritta e non la troverete da nessun'altra parte.
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Ziam #impossible
Fiksi PenggemarLiam Payne è al suo primo anno di liceo. È un ragazzo educato, cresciuto da sua madre, perché a soli dieci anni perde suo padre a causa di un tumore. È fidanzato con una ragazza di nome Charlotte, la quale gli è sempre stata accanto. Liam è un ragaz...
