Capitolo 1- Louis

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Louis era nella merda, nella merda fino al collo.

Essendo solo un ventunenne iscritto al college senza un lavoro fisso non si può certamente dire che nuotasse nell'oro, aggiungendo poi il fatto che la sua "ragazza" Danielle (vedesi tromba-"amica") lo usasse anche come babysitter(non pagato) per suo figlio di 6 mesi, e di conseguenza gli togliesse tempo per lavorare, non migliora la sua condizione. Certe volte vorrebbe scappare, altre volte prende persino in considerazione l'idea di spacciare, almeno così non rischierebbe di finire per strada...giusto? Certo è illegale, ma a mali estremi bevi e rimedi estremi rimedi.

Dopo una nottata tremenda, Louis non riuscì a chiudere occhio attanagliato dall'ansia, la mattina successiva il suo amico Zayn gli ricordò che dovevano incontrarsi in biblioteca per studiare per il prossimo esame di Storia del Teatro, e purtroppo Louis aveva veramente bisogno dell'aiuto di Zayn, lui era bravissimo e non mancava mai una lezione, i suoi appunti erano i migliori in assoluto. Solo che, dopo avere controllato il suo conto in banca la sera prima, la sua voglia di vivere stava diminuendo notevolmente. Aveva proprio bisogno di un lavoro, e di uno che pagasse bene.

"Ciao fratello, come mai quella faccia?" Zayn era bello come il sole, come facesse ad essere bello in ogni situazione rimaneva un mistero, Louis si era messo i pantaloni della tuta e una felpa, non si era sprecato e non si era nemmeno guardato allo specchio prima di uscire, oggi non era proprio giornata.

"Dio siamo in biblioteca di sabato, guarda lasciamo stare. Mettiamoci sotto perché io il 18 in questo esame non lo vedo neanche coi binocoli"

"Minchia che tragico! piantala che poi prendi sempre 30" Zayn non sapeva com'era la situazione, lui non aveva questi problemi, era single, era uno spacciatore (di erba, non spingeva cose forti, anzi, le detestava) e quindi disponeva di abbastanza denaro da non rimanere al verde, ma Louis non voleva assolutamente chiedergli soldi in prestito, bene o male è sempre riuscito a tirare avanti...solo che questa volta era già al terzo richiamo per l'affitto e il padrone di casa lo informò molto incivilmente che se non gli avesse dato le 700 £ entro la fine della settimana poteva dire addio al suo appartamento.

"guarda sono veramente messo male, non solo con la scuola, anche con i soldi, cazzo, sono al verde... non volevo arrivare a questo, però... non è che potresti farmi entrare nel giro? Non per molto, solo per rimettermi in piedi." Louis non era così aperto solitamente, ma questa era una situazione di emergenza, Zayn lo stava osservando con i suoi occhioni marroni e voleva solo che la smettesse, non gli piaceva essere compiaciuto; "amico mi dispiace tantissimo, perché non me l'hai mai detto?? Sai che di me ti puoi fidare, guarda se vuoi chiedo ai capi, posso mettere una buona parola ma non ti posso dare una risposta certa, mi dispiace un casino"

Prima che Louis potesse rispondere arrivò dal nulla un ragazzo alto, capelli marroni e occhi verdi,

"Se hai bisogno di un lavoro chiamami, almeno è una cosa legale" detto questo fece cadere un bigliettino sul suo libro e se ne andò, scompigliandosi i capelli, lasciando sia Louis che Zayn senza parole, "amico è stato abbastanza strano" Zayn lo guardava con una faccia, "però sarebbe interessante vedere che lavoro ti offre" Sul bigliettino c'era solo un numero di telefono, niente nome, niente indirizzo.

"Non saprei, sono disperato, sì, ma che ne so? Questo potrebbe essere un serial killer" Zayn scoppiò a ridere "smettila, questo non è un film, io ti consiglio di pensarci, ora credo sia il momento di iniziare a studiare" "va bene ci penserò, hai ragione, ne ho davvero bisogno."

Dopo 3 ore passate a leggere, ripetere e ascoltare Zayn Louis aveva imparato qualcosa, non tutto ma piano piano ce l'avrebbe fatta, ora doveva andare da Danielle che lo aveva riempito di messaggi, domandando dov'era, con chi era, cosa faceva, insomma roba da fidanzata psicopatica, cosa che lei non era, fidanzata, psicopatica invece Louis credeva di sì; decise quindi di andare a trovarla.

"DOVE SEI STATO?????" okay, appena suonato il campanello non si aspettava questa accoglienza.

"ma saranno ben cazzi mei dove sono stato" Louis di solito non la trattava così, però ultimamente è proprio una scassa minchia... "Così mi ferisci Lou bear, ero solo in pensiero, e lo era anche il piccolo Freddie." Ah eccola, fa la vittima, sempre. Il piccolo Freddie era nel suo lettino, assolutamente estraneo alla situazione perché, beh, aveva 6 mesi, non capiva un cazzo. "Ero in biblioteca con Zayn, dovevo studiare per un esame importante" non che lei sapesse il significato di importante, per lei era importante avere 1000 likes su Instagram.

"E perché non me lo hai detto? Mi stavo preoccupando, non rispondevi! Stavo per chiamare la polizia per denunciare la tua scomparsa!" Perché se la scopava? Louis non capiva come avesse fatto questa pazza ad entrare nella sua vita... troppi drink al club erano la risposta, quello e il fatto che era una delle poche ragazze che sapessero prenderlo nel culo, lei gli aveva esplicitamente proibito la porta anteriore, timorosa di rimanere incinta, di nuovo. Louis indossava sempre il preservativo, ma lei non capiva una sega, pazienza, così almeno non doveva nemmeno guardarla in faccia mentre scopavano. Non era esattamente la ragazza più bella del mondo, e questo si notava anche dal fatto che ci mettesse una vita per farglielo alzare, però un buco è sempre un buco e in tempi di crisi non si butta via niente.

"tranquilla, sto bene vedi? Comunque non è che avresti voglia di alleviare la tensione?" un buco è sempre un buco, e in questo momento ne aveva veramente bisogno, voleva allontanarsi dai problemi, e non aveva ancora pensato alla proposta di quel ragazzo misterioso, non aveva intenzione di parlarne con Danielle, quella paranoica lo avrebbe rinchiuso in casa. "oh Louis come non sei romantico, però mi hai presa in un buon momento, dai vieni in camera". Tra loro era così, non erano sdolcinati e non si facevano le coccole, era solo un passatempo, o almeno per Louis.

"senti ora devo andare, ci sentiamo più tardi" non aveva fatto in tempo a togliersi il preservativo che era già fuori dalla porta, non aveva voglia di ascoltare un'altra parola che uscisse dalla bocca di Danielle.

Tornato a casa si era seduto sul suo divano sgangherato e aveva tirato fuori il numero che il ragazzo gli aveva lasciato precedentemente in biblioteca, il suo frigo era vuoto, aveva solo una confezione di noodles da fare al microonde, in un atto di disperazione prese il cellulare ed iniziò a chiamare.

Pretty Face and Electric Soul // Interrotta Leggi Ultimo Capitolo Historias para obsesionarse. Descúbrelo ahora