I'll Sing You Pretty Sounds

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Erano circa le dieci di sera quando il jet di Tyler atterrò a LAX.

Il cielo di Los Angeles era privo di nuvole, ma anche di stelle, invisibili a causa delle luci della città; l'orizzonte era ancora dipinto di un blu chiaro.

Tyler scese le scale del jet lentamente, una volta con i piedi a terra, sospirò e andò a riprendere la propria borsa. Fortunatamente, il volo era durato poco e non si sentiva molto stanco.

Jenna aveva insistito sul voler accompagnarlo e "voglio vedere come viene il video" aveva detto, ovviamente Tyler non le aveva di no ed ora si trovavano entrambi a LAX, seduti su una panchina.

Jenna aveva le palpebre pesanti ed era più frequente il suono dei suoi sbadigli che quello dei taxi che passavano per scortare le persone alle loro mete. Tyler, invece, non aveva per niente sonno, ma non voleva sentire nulla, aveva bisogno di staccare un po' la spina e evitare conversazioni con qualunque essere umano.

In realtà non era proprio così, c'era una persona che voleva sentire più di chiunque altra ma ultimamente la sentiva più lontana del solito e già quel sentimento provocava in lui un'angoscia che non sapeva come sconfiggere. Quella persona era Josh.

Guardò un attimo le luci dei lampioni, intorno ai quali volteggiavano moscerini ad una velocità che gli faceva girare la testa, si passò una mano sul viso e guardò Jenna accanto a sé rompendo poi il silenzio che permaneva da quando erano saliti sul jet.

"Perché non sei rimasta a casa? Non ti reggi in piedi." Disse Tyler con la voce colma di stanchezza, una stanchezza morale, non fisica.

"Volevo esserci, lo sai che mi fa piacere vederti mentre fai il tuo lavoro." Rispose lentamente, biascicando le parole per via del sonno.

Tyler non ribatté, annuì soltanto.

Qualche secondo dopo si ricordò che non avevano un posto in cui dormire, ma poi si ricordò che Josh aveva una casa proprio a Los Angeles.

Esitò per qualche secondo, mordendosi il labbro; in fondo era il suo migliore amico, doveva smetterla di farsi tutte queste paranoie. Prese il cellulare dalla tasca dei jeans e lo accese, compose il numero di Josh e aspettò una risposta, che arrivò dopo qualche squillo.

"Pronto?" la voce di Josh dopo una settimana senza stare insieme era un po' come una giornata soleggiata dopo una settimana di temporali.

Tyler sorrise involontariamente e rispose. "Hey! Da quanto tempo," accennò una risata, dall'altro capo del telefono sì sentì uno sbuffo divertito, ma Tyler non ne era molto sicuro.

"Infatti, allora sei a LA?" chiese l'altro, dei rumori di sottofondo catturarono l'attenzione di Tyler.

"Sì, c'è anche Jenna," disse come premessa per la cosa che gli avrebbe chiesto subito dopo. "A proposito di LA... Io sono qui, tu hai una casa qui. Dove potrei dormire stanotte?" disse con una punta di sarcasmo.

Josh dall'altro capo, stava improvvisando una cena con la spesa che aveva fatto il pomeriggio. Sospirò e posò la padella sul bancone più forte del dovuto. Josh sapeva bene che, essendo il suo migliore amico, avrebbe dovuto invitarlo a stare da lui, ma quando Jenna era intorno non era mai la stessa cosa di quando erano da soli.

Quando Tyler portava sua moglie con sé, c'era tensione e i due non si comportavano come facevano di solito. Josh aveva bisogno di una bella dormita se il giorno seguente voleva essere in forma per girare il video e con Tyler in giro non andava mai a letto presto.

"Ci sono molti bei hotel a Los Angeles..." disse con non molta convinzione, ma abbastanza da fargli credere che fosse serio.

Tyler non registrò bene la cosa e il sorriso gli morì sulle labbra, per qualche secondo restò in silenzio e a guardare la strada, poi, con una voce sottile "Oh... Certo, hai ragione. Ci vediamo domani." Disse e senza dire nient'altro chiuse la chiamata e si infilò il cellulare nella tasca.

I'll sing you pretty sounds // JoshlerStories to obsess over. Discover now