Driiin.
La sveglia suona. Non ho voglia di svegliarmi.
Driiin.
Suona la seconda volta, ma non ho ancora voglia di svegliarmi.
Driiin.
La terza volta la spengo. Non ho alcuna voglia di svegliarmi, non da quando la mia vita ha preso la piega sbagliata.
Mio padre è morto due anni fa a causa di un incidente stradale.
Ricordo bene quel giorno, come se fosse ieri. Ed è normale che lo ricordi così bene, perché era il giorno del mio compleanno, del mio tredicesimo compleanno. E no, non è il numero che ha portato sfortuna a mio padre e quindi la morte mentre tornava a casa dal lavoro. E' stata una donna, ubriaca, che per caso, quella sera, ha preso la stessa strada di mio padre.
"Pensavo fosse una luce che volesse aiutarmi" diceva lei.
"Non avevo idea di quello che stessi facendo" diceva lei.
"Non volevo ucciderlo" diceva lei.
Ma parlare è facile, mentre fare le cose è un po' diverso.
Quella mattina mi aveva chiamato per farmi gli auguri e dirmi che sarebbe tornato con una sorpresa per me appena avesse finito di lavorare. Anche la sera, alla sette, mentre mia madre ed io stavamo finendo di preparare la mia festa di compleanno, mi chiamò per farmi gli auguri dicendo che aveva appena finito di lavorare e che sarebbe tornato fra dieci minuti. Non mi rimaneva che aspettarlo.
Passarono dieci minuti e non era ancora arrivato. Starà per arrivare, pensai.
Passarono venti minuti e non era ancora arrivato. Avrà avuto un contrattempo, pensai.
Passarono trenta minuti, i miei amici erano arrivati, anche mia nonna e i miei zii con mio cugino di tre anni, ma lui no.
Cominciai a preoccuparmi, e passati i quaranta minuti anche mia madre e gli altri miei parenti. Inoltre mio padre non aveva nemmeno chiamato per dire che avrebbe fatto tardi, quindi mia madre provò a chiamarlo. Dopo alcuni squilli partì la segreteria telefonica. Riprovò un'altra volta, nessuna risposta, un'altra volta, ancora niente.
Nel frattempo si fecero le otto e ancora non avevamo notizie di mio padre.
Alle otto e un quarto arrivò una chiamata, che mi distrusse completamente.
Sfortunatamente fui io a rispondere, perché mia madre era già andata alla stazione di polizia per denunciare la sua scomparsa.
Si sentiva la voce di un uomo sulla cinquantina, e il suono delle sirene insieme alla confusione.
"Buonasera, signora...abbiamo trovato il corpo di suo marito senza vita nella sua macchina, ci dispiace, è stato vittima di un incidente stradale..." Non scorderò mai quelle parole. Quanto avrei voluto non rispondere! Non sentii più cosa stava dicendo l'uomo che mi cadde il telefono dalle mani e tutti si spaventarono, ma capirono perfettamente cos'era successo.
Poi entrò mia madre e vedendomi in quello stato sconvolto con le lacrime agli occhi prese il telefono e parlò con quell'uomo.
Inutile dire che la sua reazione fu simile alla mia. Anzi, forse anche peggiore.
I suoi occhi si riempirono di lacrime e dopo che chiuse il telefono si gettò a terra e cominciò a piangere a dirotto.
La donna ubriaca che provocò l'incidente tento in un primo momento di scappare, ma i poliziotti la fermarono e una volta sobria, disse che non avrebbe voluto uccidere nessuno, che aveva fatto uso dell'alcool a causa di una litigata con il suo compagno.
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Caro diario...
Teen FictionAstrid è una ragazza di quindici anni che suona il pianoforte da quando aveva cinque anni e frequenta il liceo musicale di Firenze insieme alla sua amica Chiara, che suona il flauto traverso. Il padre di Astrid è morto da due anni a causa di un inci...
