Ho deciso di redigere questo manoscritto con il poco tempo che probabilmente mi resta a disposizione.
Chi leggerà queste parole, se mai a qualcuno sarà concesso farlo, capirà perché parlo così.
Il tutto, a patto che io riesca ad arrivare sino alla fine del mio racconto.
Altrimenti nulla avrà più importanza.
Eravamo tutti e tre presenti quel giorno.
Testimoniare il falso è stato un atto cinico che ci ha tuttavia permesso di essere completamente scagionati dalle gravissime accuse che pendevano su di noi.
Purtroppo tutto ha un prezzo, soprattutto la libertà.
Per salvare noi stessi abbiamo dovuto incolpare una zingara colpevole unicamente di essersi trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Il suo nome era Ines.
Ah, con quanta facilità i giurati si sono scagliati contro di lei.
Troppo semplice è stato, per loro, condannare quella donna rozzamente vestita, piuttosto che mettere in dubbio la parola di tre galantuomini come noi.
Mentre la scortavano fuori dall'aula di tribunale, dopo aver pronunciato la sentenza che la puniva con il carcere a vita, ci guardò con un'espressione di odio indicibile.
Mai dimenticherò le sue parole, sputate al nostro indirizzo come il più micidiale dei veleni.
<<Che voi siate dannati! La morte non sarebbe una pena adeguata per le vostre anime nere. Io vi maledico e vi prometto che verrà il giorno in cui persino i vostri nomi saranno cancellati da questa terra!>>
Rammento che un brivido mi corse lungo la schiena, mentre ascoltavo le sue minacce.
Ci guardammo nervosamente, e accantonammo ciò che avevamo appena udito con una scrollata di spalle.
Di comune accordo abbiamo preso la decisione di non vederci più, nel disperato tentativo di dimenticare tutto il male che avevamo causato.
E così fu, per circa tre anni. Fino al mese scorso.
Leggendo i fatti di cronaca mi sono infatti ritrovato per le mani un trafiletto che parlava di Ines.
La donna era spirata la notte precedente, a causa di una grave malattia contratta all'interno del carcere.
Nell'articolo si precisava come: "con la morte della donna, fosse tramontata definitivamente la possibilità di far luce sugli avvenimenti che avevano portato alla morte di un intera famiglia tre anni prima. Avvenimenti, che ancora non erano stati del tutto chiariti, nonostante la chiusura del processo".
Fui colto da un vago senso di nausea. Forse avrei dovuto sentirmi sollevato, ma non lo ero.
In realtà mi sentii incredibilmente sporco. Di un lordume che mai avrei potuto lavare.
La mia coscienza, già gravata dagli eventi di tre anni addietro, si sentì ulteriormente appesantita da ciò che avevo appena letto.
Non riuscivo a sopportare di portare quel nuovo fardello in solitudine.
Anche se avevamo fatto un patto decisi, dopo aver passato due notti insonni, di contattare i miei due vecchi amici per condividere con loro le mie apprensioni.
Quella sera chiamai entrambi, usando i recapiti telefonici in mio possesso. Tuttavia nessuna delle due utenze risultava più attiva.
Probabilmente avevano deciso di cambiare numero, come avevo fatto io stesso.
KAMU SEDANG MEMBACA
LA ZINGARA
Misteri / Thriller《Ho deciso di redigere questo manoscritto con il poco tempo che probabilmente mi resta a disposizione. Chi leggerà queste parole, se mai a qualcuno sarà concesso farlo, capirà perché parlo così.》
