Capitolo 1

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Ero seduta, rannicchiata sotto a una finestra ormai in frantumi. Avevo un coltello insanguinato in mano, il volto pieno di lacrime e il cuore che mi batteva a mille.
Presi coraggio e mi alzai sorreggendomi al muro, evitai di guardare il cadavere che giaceva poco lontano da me e avanzai verso quella che era la mia stanza.
Passai davanti a uno specchio e mi fermai pietrificata guardando il mio riflesso: le mani, cosí come una parte del collo e della faccia, erano piene di sangue. Mi cadde, con un tonfo, il coltello sul pavimento, strusciai le mani freneticamente sui pantaloni per poi cadere con le ginocchia sul pavimento.
È tutto un incubo, presto finirà..
Cercai di convincermi che questa non fosse piú la realtá, ma solo un brutto scherzo della mia mente. Chiusi gli occhi per qualche secondo, inspirai lentamente e li riaprii. Espirando presi di nuovo il coltello e decisi di prepararmi per andarmene da questo posto.
Recuperai da sotto al letto uno zaino che riempii con tutto ciò che mi sarebbe potuto essere utile nella fuga.
Frugai nell'armadio dei miei genitori e trovai una pistola e un paio di caricatori. Non è molto, ma cercherò di farmeli bastare.
In cucina trovai una torcia con batterie di ricarica, un paio di coltelli e qualche scorta di cibo e acqua.
Cercai anche nelle altre stanze, ma oltre a un kit di pronto soccorso portartile, uno spray al peperoncino e un pacchetto di caramelle, non trovai altro.
Sistemai tutto nello zaino e mi misi in cammino sperando di trovare un posto sicuro in cui passare la notte.

Camminai per delle ore intere cercando di non farmi individuare dai mostri che vagavano per le strade.
Ad un certo punto decisi di tagliare per i campi, sicura di riuscire a trovare una baracca abbandonata da qualche parte. Superai un piccolo bosco e, con mia grande sorpresa, vidi delle persone all'interno di quella che doveva per forza essere la recinzione di una prigione.
Lungo il perimetro, all'interno, c'erano due uomini intenti a uccidere i vaganti che cercavano di acchiapparli. Mi avvicinai lentamente restando all'erta.
Quando mi videro, alzai le mani in segno di resa e uno dei due uomini diede segno di aprire il cancello e farmi entrare.
Corsi al cancello prima di far avvicinare altre creature, entrai, ma mi furono subito bloccate le mani dietro la schiena.
"Andiamo Rick, è solo una ragazzina".
"Le regole che abbiamo stabilito valgono per tutti" risponde un uomo con la barba "chi sei e da dove vieni?"
Si voltò verso di me con sguardo serio, le mie gambe cedettero e mi ritrovai in ginocchio davanti a lui.
"Mi chiamo Claire..cerco solo un riparo.." sussurrai ormai allo stremo delle mie forze.
"Rick, per l'amor del cielo, a malapena si regge in piedi!" esclamò una donna dai capelli brizzolati e grigi. Mi si avvicinò e mi aiuto a rimettermi in piedi.
"Daryl lasciale le mani, non fará del male a nessuno!" disse con risolutezza all'uomo che mi stava ancora trattenendo e che mi lasciò non appena la donna si rivolse a lui.
"Devo farti solo tre domande" disse Rick continuando a tenere una mano sulla foderina della pistola.
Annuii per fargli capire che avrei collaborato.
"Quanti vaganti hai ucciso?"
"Credo una decina..non lo so.." risposi facendo leva su tutte le mie forze per restare in piedi.
"Quante persone hai ucciso?"
"Due.." sussurrai sentendo un groppo in gola.
"Perchè?"
"Dovevo..si sarebbero trasformati..non avevo alternative.." dissi con un filo di voce.
"Ora posso portarla dentro?" chiese con tono scocciato la donna "ha bisogno di riposare".
Rick le fece segno di andare e lei mi portò all'interno della prigione.
"Non devi esser spaventata, siamo solo prudenti".
Mi guidò per un paio di corridoi fino ad arrivare ad un'ala totalmente ripulita. C'erano altre persone, persino dei bambini.
"Vieni, questa sará la tua cella..se hai bisogno di qualcosa, non farti problemi a chiedere, va bene?"
Annuii sedendomi sulla brandina, mi guardai attorno e notai di essere tesa.
"Hai detto di chiamarti Claire, giusto? Io sono Carol".
"Grazie.." sussurrai vedendola poi andare via e socchiudere le tende della cella.
Posai a terra lo zaino, lo aprii ed estrassi la pistola. Mi assicurai fosse carica e la misi sotto al cuscino.
Nascosi anche i coltelli, uno sotto al materasso e l'altro sotto al comodino.
Non mi fidavo e, sicuramente, loro non si fidavano di me.
Mi stesi senza togliermi le scarpe e, in men che non si dica, mi addormentai con la mano attorno alla pistola.

Quando mi svegliai, sentii delle persone parlare a bassa voce nella sala di fianco alle celle. Mi alzai avvicinandomi alle tende, ma mi resi conto che c'era Daryl, di spalle, a controllare la mia cella.
"Posso uscire o non mi è concesso..?" chiesi aprendo una tenda di lato. Lui si voltò e notai che non era armato.
"Rick vuole parlarti, vieni".
Lo seguii stando in silenzio e raggiungemmo la stanza adiacente alle celle.
"Claire, ti sei svegliata..hai riposato un po'?" mi chiese gentilmente l'uomo.
"Sí grazie, ne avevo proprio bisogno".
"Allora, che ne dici di parlarci un po' di te? Sei arrivata qui da sola e sembravi veramente stanca e affaticata".
Annuii sedendomi al tavolo di fianco a un ragazzino con il cappello da sceriffo.
"Vengo da Atlanta..sono riuscita, assieme ai miei genitori e a mio fratello, a restare per un bel periodo a casa, avevamo sbarrato le finestre e le porte..un giorno.."
Iniziò a mancarmi l'aria, ma ero a conoscenza del fatto che se fossi voluta restare, avrei dovuto dire tutto. Feci un respiro profondo e continuai.
"Un giorno..i miei genitori sono usciti a cercare del cibo e, quando sono tornati..erano stati morsi. Mio fratello è impazzito ed è voluto uscire..non so che fine abbia fatto..non lo vedo da allora. Ho dovuto prendere la situazione in mano..e li ho uccisi nel sonno".
Sentí le mani tremare e le nascosi sotto al tavolo mantenendo il volto basso.
"Tranquilla, ora sei al sicuro" disse Rick. Carol appoggiò una mano sulla mia spalla "sei stata coraggiosa, sarebbero stati fieri di te" mi disse accennando un sorriso.

Passai la notte a girarmi e a rigirarmi sulla brandina. Alle prime luci dell'alba decisi di alzarmi e uscire dalla prigione per prendere una boccata d'aria.
"Forza Glenn, si stanno accumulando sulla sinistra!"
Sentii urlare Rick a un ragazzo asiatico che stava conficcando nel cranio dei vaganti un piede di porco.
Corsi da loro, sicura di poter essere utile, tirai fuori il mio coltello e iniziai a dare una mano.
Dopo mezzora avevamo ripulito buona parte del settore e la recinzione non era piú in procinto di cedere.
"Buon lavoro Claire" disse Rick lasciandosi cadere a terra per riprendere fiato. Gli risposi con un cenno del capo e mi fermai a guardare le mie mani piene di sangue.
"Non ho avuto modo di presentarmi, sono Glenn" mi disse il ragazzo piú giovane.
"Claire.." risposi per poi tornare di corsa dentro la prigione con il coltello a penzoloni in una mano.
Corsi in bagno sperando di non trovare nessuno, mi appoggiai ai lavandini facendo cadere all'interno l'arma e scoppiai a piangere. Mi lavai freneticamente le mani, le misi a ciotola e mi buttai un getto di acqua fredda in faccia cercando di tranquillizzarmi. Mi sedetti in un angolo con il coltello in mano e lo asciugai passandolo sulla maglietta.

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