Si susseguirono così velocemente le generazioni di uomini, spinti dal vento dell'età. Dopo l'estate della giovinezza infatti giunse l'autunno che, portatore di serenità, condusse gli animi dei mortali alla morte eterna. E adesso questi, sulla soglia della vita, guardano il loro passato per dare, mesti, l'ultimo addio. Pensieri, sogni, difficoltà e imprese scorrono silenziose ed irraggiungibili; rivelano per un breve istante ciò che furono per poi sparire tra le tenebre, per sempre. L'ultima brezza rischiara i volti di costoro che si apprestano a lasciare la terra: varcano,ora sicuri,la porta e volano via, sostenuti dalla leggerezza dei loro ricordi. La loro vita, che era presente, diviene ora passato ed infine ricordo, nella memoria di chi vide. Ma il tempo è immutabile, sempre continuo, e a quei ricordi altri ne sostituì rendendo il ciclo infinito ed indeterminato. Vi saranno altre generazione, altri sogni e altre speranze: ma tutti andiamo via, ogni cosa muta e cambia, perdendosi tra i fili di una trama senza fine. Noi come foglie, siamo uniti all'albero della vita, da esso dipendiamo, mentre nutre le nostre vene di miele e forza.
Ma anche il sole tramonta per dare spazio ad infauste nuvole: da verdeggianti e risolute, diventiamo fradice e deboli, perché la gioia mortale è effimera. Seguiranno giorni prosperi e giorni in cui vedremo la nostra linfa venire meno, ci accorgeremo della nostra floridezza e poi della dolorosa secchezza. La pioggia piegherà il nostro fusto e bucherà la nostra superficie fine. Il vento infine soffierà sui nostri mali e ci libererà eternamente, spingendo i nostri destini verso una meta indefinita ed irraggiungibile. Fuggiamo per non ritornare mai più nel nostro presente. "Non ho paura di morire figlio mio, però malgrado tutto, a volte quando lavoro, trasalisco di colpo, oppure nella solitudine del dormiveglia,contare i giorni è difficile, non ci si può saziare del mondo, Mehmet, non ci si può saziare." In queste emozionanti parole di Hikmet, può intravedersi la lacerazione di un uomo innanzi ai giorni silenziosi che passano, e alla consapevolezza dell'imminente morte. Quando arriva quel fatidico momento,e giungerà per tutti, riconosciamo inevitabilmente quanto veloce ci sia scivolata la vita tra lacrime e dolori, sorrisi e gioie. "Come stirpi di foglie, così le stirpi degli uomini, le foglie, alcune ne getta il vento a terra [...] così le stirpi degli uomini:nasce una, l'altra dilegua". Il tema della caducità viene ripreso anche da Omero nell'Iliade: siamo un momento destinato a rimanere tale, costituiamo un tassello di ciò che è imperituro. Eppure ancora non riusciamo a capacitarci della nostra condizione precaria: il tempo della fertilità sta andando a scemare e noi, forse sicuri della nostra eternità, non badiamo alla vecchiaia che avanza e alla giovinezza che , timida, fugge.
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la caducità delle foglie.
Historia Corta"Non ho paura di morire figlio mio, però malgrado tutto, a volte quando lavoro, trasalisco di colpo, oppure nella solitudine del dormiveglia,contare i giorni è difficile, non ci si può saziare del mondo, Mehmet, non ci si può saziare."
