Prologo- Fine o inizio?

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Nel silenzio,come un suono lontano e ovattato sentii la goccia d'acqua cadere lentamente dal rubinetto per poi vederla disperdersi nell'acqua rossastra della vasca. Non riuscivo a sentire più nulla,tutto intorno a me assomigliava a un tragico film muto del passato e non avevo più neanche la forza di sorreggere il taglierino che afferravo nella mano sinistra.
Non riuscivo ancora a realizzare quello che avevo appena fatto ma speravo che finalmente fosse arrivata la fine,credevo che da lì a pochi minuti avrei potuto dire addio a tutto quello che non mi aveva mai capita o amata. Volevo morire e attendevo nuda e sporca di sangue che qualche angelo maledetto sarebbe arrivato da un momento all'altro per portarmi via.

Prima ero troppo grassa,poi troppo magra,troppo ingenua e poi troppo esuberante,troppo allegra e poi troppo cupa.
Ero troppo in tutto e mai abbastanza per niente.
Ma infondo come si poteva amare una persona che odia se stessa?

Mi sentivo intrappolata in un corpo che non sentivo mio,un corpo che non aveva mai provato la sensazione di una carezza o di un bacio,un corpo abituato ai tagli e ai lividi,un corpo che era più vestito da cicatrici che di abiti.

Le mie palpebre si fecero pesanti e in un attimo l'oscurità si fece posto nei miei occhi senza lasciare alla luce la speranza di poter splendere un'altra volta.

Accadde tutto in un secondo,percepì un freddo improvviso e delle mani calde che mi sollevarono velocemente dall'acqua. Forse era il mio angelo,forse erano venuti a prendermi ma l'urlo straziante di mio padre mi fece capire che mi ero illusa per l'ennesima volta.

Tutto ad un tratto il rumore e il dolore non mi appartenevano più. Mi arresi alla vita, il mio cuore lo fece , io l'ho solo ascoltato. Non potevo più ignorare le sue urla e le sue disperate richieste di aiuto. Fino a quel momento non avevo fatto altro che consumare tutte le mie forze per lottare per una vita che non avrei mai potuto vivere sul serio, avrei potuto solo sopravviverla. Ne valeva veramente la pena?

Mi lasciai trasportare senza muovere un muscolo, trattenni al massimo il mio istinto di sopravvivenza, mi sforzai a non respirare e tenere ben stretti miei occhi, volevo morire e al più presto . All'improvviso tutto era più distante e non sentivo altro che il mio cuore battere molto più lentamente. Stavo morendo e arrivati a questo punto non si poteva tornare piú indietro: io Helena Heal ,17 anni,morivo dissanguata nella vasca dell'appartamento di mio padre nel giorno piú freddo di dicembre.

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⏰ Last updated: Feb 22, 2018 ⏰

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