Una serata allo stipite della droga

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[...] si era presentato un sabato sera come gli altri, una semplice serata in compagnia con musica e ovviamente qualcosa da bere; ma sabato sette marzo 2015, è stato diverso, mooolto diverso.

Un sabato pomerggio avevamo organizzato una pseudo-festa a casa di un amico, con un po' di gente, niente di così enorme, un ritrovo della compagnia, per una serata di svago e divertimento; tutto noiosamente normale fino ad adesso, in seguito le vicende si trasformeranno, totalmente.

Arrivati a casa di questo nostro amico era già tutto pronto per l' inizio di quella serata che ai miei occhi sembrava un sabato sera come gli altri.

La serata comincia bene, per le 21 ci trovammo tutti a casa di Ale, eravamo circa una quindicina di persone, tutti componenti della compagnia, si rideva, scherzava, si beveva qualche cockatil, classico, ma col passare del tempo, la cosa si è voltata in un aspetto più "losco", eravamo fuori di casa a fumare una sigaretta, quando tre o forse quattro persone si distanziarono dalla compagnia, non si sa perché, la loro scusa fu : "dobbiamo parlare", poco dopo mi chiamano dicendomi di andare da loro; ed è proprio da qui che la serata iniziò, che prense una piega totalmente differente dall' inizio...

Una persona estrasse dalla tasca una bustina contenente dell' erba e dice : "giriamo"...ok giriamo non c'è nessun problema, mi dissero di non esagerare perché è forte, molto forte. Con calma cominciammo a far su, l' onore di rollare spettò a me, e così facendo anche di mettere in atto la solita regola del "chi arriccia, appiccia", ovvero "chi rolla, accende" dopo averlo chiuso osservammo l' elaborato : "abbastanza una cagata" sentimmo dire da me, ma non è questo il problema...mi porgono l' accendino nella mia mano destra, nella mano sinistra vi era il "torcio" o meglio, la canna. Ecco, arrivò il momento di accenderlo, erano le 21.30 circa, non ricordo bene, primo tiro : buon gusto, nell' aria intorno si sentiva il classico odore, però nessun effetto, tutto tranquillo, normale...secondo tiro, andai con il cosidetto "schioppetto" (un tiro dietro l' altro), inalo, tengo dentro un po' di secondi e espiro, il corpo era calmo e la mente libera, tutto ok ancora...terzo e pensavo ultimo tiro, semplice, un po lungo, normale, inalo e rilascio, la testa era un po' pesante, la vista si faceva offuscata; stavo per rientrare in casa quando, mi girai di colpo e dissi : "vecchio fammi fare l' ultimo poi vado dentro", e con questo è stato il quarto tiro, ma non c'è nulla da spiegare, era normale, almeno per quei primi momenti era normale. Andai in casa, la testa era ormai andata, il corpo rispondeva ancora abbastanza bene agli stimoli che riceveva, mi siedo su una sedia, avevo bisogno di acqua, bevvi e mi sentii subito meglio, da qui comincia a salire la botta, high, stoned, come la si vuole chiamare, sembrava la solita, ma purtroppo non fu stato affatto così, da qui ricordo poco o nulla quello che facevo nella realtà, ma ricordo benissimo quello che facevo nell' altra mia realtà, chiamatasi realtà parallela.

Ero seduto sopra ad un frigo, dietro al dj, ecco, sìsì ecco ! stavo entrando nel mio mondo, vidii come un vortice che mi risucchia, non saprei spiegarlo in maniera più "terra terra", non vivevo il viaggio in prima persona, o meglio non sempre, ma in terza persona, come se fossi in un videogioco, le immagini erano distorte, poco riconoscibili, ogni rumore/suono/voce reale per me erano qualcosa di indefinibile, vedevo un qualcosa che mi circondava, un prato verde luccicante, come quello dei videogame, tutto era sovradimensionato ed io ero piccolo piccolo, ricordo che era tutto colorato con colori vivaci e all' orrizzonte si scorgeva un grandissimo arcobaleno, enorme, bellissimo, in quel posto era pieno di gente in ogni punto, tutti erano tranquilli, rilassati, tutti si salutavano, cioè, regnava la pace, ma purtroppo nessuno salutava me, non so era come fossi invisibile, ma stavo bene, divinamente, arrivato a questo punto ho una ricaduta nella realtà che tutti conosciamo, e qui realizzo che la botta era diversa, nono non era la solita. Poco dopo, non saprei stabilire la durata, ritorno nel mondo, cammino e cammino su questa strada, potevo seguire solo quella strada, non potevo prendere delle decisioni, ero vincolato su quella, quando ad un certo punto scorgo, una parte oscura, una parte dove regnava malinconia e caos, tristezza, insomma tutto il contrario di prima, piano piano la vista lì si fece sempre più scura, finchè non finisco per ritornare nella realtà, di nuovo, ero sempre seduto sopra a quel frigo, non capivo nulla, ed è proprio qui che dico a un mio amico : "ho le gambe atrofizzate, sono insensibile" -ridendo, lui subito l' ha buttata sul ridere, come me dal tronde, quando dissi allo stesso : "oh, mi sento male, devo andare in bagno" lui capisce e subito si è "spaventato", sto andando verso il bagno quando trovo Ale il proprietario della casa, gli ho detto solamente due parole : "Ale, bianca", con "bianca" volevo indicare che stavo veramente malissimo, mai provata una senzazione del genere, è come se il petto fosse aperto, e tu dentro ti senti vuoto, totalmente vuoto.

Da qui in poi, non ricordo nulla, ricordo solo che ad una certa ora di quel sabato ormai notte mi ritrovai dentro a qualcosa, piano piano capii cos' era, era l' Ape, il classico ciclomotre, "dove mi stanno portando?" chiesi dentro me, zitto zitto attendo l' arrivo a destinazione, arrivati, era un bar, da lì in poi tutto andò normalmente, mangiai, bevvi e mi ripresi da quello che era successo poco prima.

Questa esperienza fu bella, ma allo stesso tempo brutta, una cosa che non ripeterei mai, mai, mai.

Un Sabato Sera "Normale"Où les histoires vivent. Découvrez maintenant