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< Carly, Carly svegliati> mi sento urlare nell'orecchio.
Qualcuno mi ha tolto la cuffietta, e mi ci sta frustando la testa. Apro e chiudo gli occhi un bel po' di volte prima di realizzare che mi sono addormentata davvero sul banco. Mi stiracchio sul posto e guardo il mio amico Sheldon, seduto davanti a me, che mi prende in giro. Per l'espressione da pesce lesso, evidentemente.

< Smettila, Sheldon> biascico < che è successo?>

< Niente! Hai dormito durante tutta l'ora di scienze della formazione>

< Ho troppo sonno. Non mi sono ancora ripresa dal casino di ieri sera>

< Casino?! Quello non è nemmeno un quarto di quello che faccio di solito. Tu pensa, io una volta...>

Oddio miooo!! Ricomincia! Gli voglio bene a Sheldon, ma quando comincia a raccontare una cosa non la smette più. Siamo amici da quando stavamo in primo superiore. Lui era quello sfigato, cicciottello, e un pervertito proprio. Io ero la sfigata, con il culo che faceva capoluogo e l'uniciglio. Dopo 6 anni è cambiato solo l'aspetto fisico. Lui è robusto, alto, occhi nocciola e capelli alla Elvis; io sono dimagrita, capelli neri, frangetta e gli occhi castano scuro. Due anni fa abbiamo deciso, insieme alla nostra amica Miriam, di trasferirci a Los Angeles, dato che volevamo andarcene da Minneapolis. Io vivo con Miriam e lui con un suo amico.

< Hai un po' di tempo prima della prossima lezione?>

< Ahh vabbè, allora oggi stai proprio fuori, eh?! Abbiamo entrambi il corso di infermieristica di primo soccorso tra mezz'ora, ricordi?>

< Giusto....Andiamo a fumare!> dico risoluta < calmati, però!>

Appena usciamo dal portone del plesso accendo la sigaretta che già avevo messo in bocca. Sono tre ore che non fumo, per correre tra un'aula e l'altra. Per la precisione io studio Psicologia, mentre Sheldon Medicina, e la nostra amica Miriam Economia aziendale. Abbiamo deciso, in ogni caso, di iscriverci a qualche corso tutti insieme. Così abbiamo optato per Primo Soccorso, dato che è utile a tutti, e Sheldon ha deciso di iscriversi con me a scienza della formazione infantile. Il tempo è nuvoloso da stamattina e minaccia pioggia, per questo ho messo la felpa di mio fratello maggiore che mi regalò prima che io partissi.... È utile soprattutto per il cappuccio e poi è larga e comoda, come piace a me.

< Sheldon, Carly> sentiamo chiamarci alle spalle. È Cameron, un amico di Sheldon, presidente della confraternita più famosa e ambita del campus. È un ragazzo molto sexy, biondo con gli occhi azzurri che, con il tempo, si sono rivelati un magnete per tutte le ragazze. Noi ci conosciamo di vista, non ci siamo mai detti più di tre parole.

< Ciao Cam! Che fai ciccio?> dice esaltato. Sheldon si sta atteggiando di nuovo delle sue amicizie...davanti a me!

< Vi ho visto da lontano e vi volevo invitare alla festa di domani sera..> dice tenendo gli occhi fissi sui miei. Non capisce che a me non incanta.

< Alla confraternita?>

< Come sempre!!> gli risponde < Ehi, piccola, ti hanno mangiato la lingua?> mi canzona dandomi un pizzicotto sulla guancia

< No!> dico scansandolo < ti sto ignorando>. Non sono sempre così acida, credetemi. Ma i tipi come lui sono la ragione per cui, certe giornate, le passo a detestare l'umanità intera, e cercare di non avere contatti con nessun essere vivente.

Mi giro e me ne vado verso il plesso di infermieristica. Dopo due minuti Sheldon mi raggiunge, con il fiatone si mette a ridere per come ho risposto a Cameron.
Finite le lezioni, sono le 13, io e il mio amico optiamo per andare in palestra. Un luogo a me non molto conosciuto, e neanche a lui. Però ci eravamo ripromessi di intraprendere seriamente uno stile di vita sano.

< Ci vediamo là davanti alle 14:30, ok?>

<No Boo, per favore. Andiamo insieme> quando devo chiedergli un favore lo chiamo sempre Boo, che è l'abbreviazione del cognome: Booth.

< Ok. Con la macchina mia allora...io non salgo su quel cartoccio>Insultando la mia macchina

< Quella seicento sfasciata non è meglio della mia>

< Almeno la mia ha l'airbag> ribatte lui, prima di capire che mi ha finalmente messo a tacere.

Qualche ora dopo siamo davanti l'entrata della palestra che dista circa 10 minuti da casa mia.

< Woww...deve essere una palestra molto 'in'> dico a bassa voce mentre ci dirigiamo alla reception

< Si, infatti. Diciamo che vogliamo fare una prova prima di prendere l'abbonamento> suggerisce lui all'orecchio.
Mi sento un po' fuori luogo con dei pantacollant vecchi neri che arrivano al ginocchio, un top sempre nero con una canottiera bianca trasparente sopra. La ragazza sta finendo di parlare con un cliente riguardo la sua iscrizione.

< Un attimino solo....lei abita a Kenwood street, giusto?....ha un documento?....il numero di telefono, per favore?> quest'ultima richiesta la porge con fare ammiccante . Lui non batte ciglio, e gli da il documento prima e poi un biglietto da visita. La saluta con un semplice "grazie" che mi fa notare delle labbra piene e rosee. Prima ancora che io possa risalire dalle linee della faccia fino agli occhi, lui si volta e se ne va.

< Come posso esservi d'aiuto, ragazzi?>

< Buongiorno, vorremmo fare l'abbonamento mensile> dico io

< No, aspetta> fa Sheldon, inizia la nostra messa in scena < tu fai subito l'abbonamento se vuoi, io vorrei prima fare una prova>

< Io vorrei fare una prova> lo imito

< Hai finito, Carly?!>

< Va bene, allora fai tu, mr. vorrei-fare-una-prova>. In questo modo mettiamo quasi a disagio la ragazza della reception.

< Non c'è problema, ragazzi> inizia quasi intimidita <potete fare una prova gratuita oggi, domani e fare l'abbonamento successivamente>

< Perfetto così> dice risoluto Sheldon

< Dovete solo lasciarmi un documento. Pagherete solo le bibite al ristoro e le docce con i gettoni>

< Io la doccia la faccio a casa> avverto Sheldon. Questo sbuffando fa cenno alla receptionist di non preoccuparsi delle docce. Ci dà dei pass con cui entriamo nella moderna e attrezzatissima palestra.

< Brava, ottimo lavoro>

< Già...lavoro di squadra> squittisco. Facciamo batti-pugno. Quanto siamo infantili, certe volte!
Ogni persona ha il suo personal trainer che immagino sia incluso nell'abbonamento.

< Tapis roulant ?> chiede lui. Faccio cenno di sì, e dopo circa mezz'oretta facciamo degli esercizi per le gambe.

< Quanto sei sexy così. E poi sto top ti fa le tettone> Sghignazza lui ad un tratto.

< Ma sei proprio un pervertito, Shel. Smettila>. Lo sa che mi mette in imbarazzo quando fa questi complimenti. < anzi, non so nemmeno perchè continuo ad andare in giro con te>

< Ma io scherzo, lo sai che non alzerei un dito su di te. Non ti vedo proprio come donna, detto francamente >.

Mentre ci dirigiamo verso l'uscita io mi fermo per riordinare i capelli che erano sistemati in una cipolla disordinata. Da dietro sento Sheldon scusarsi con qualcuno, e questo scusarsi altrettanto. Quando mi volto vedo il ragazzo di spalle, lo stesso che avevo visto alla reception, che sta già filando via, mentre Sheldon mi guarda interrogativo.

This is our world!  |James Maslow| {in revisione}Stories to obsess over. Discover now