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Il mio sguardo su di lui.

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  Il mio sguardo, per l'ennesima volta, si posò su di lui: Naruto. Fino a qualche anno fa posavo il mio sguardo sulla sua nemesi: Sasuke, era sempre imbronciato, freddo e misterioso. Forse mi piaceva per questo, ero convinta di esserne innamorata. Ma a quanto pare non era così. Quando se ne andò, quando lasciò il villaggio per seguire Orochimaru, cercai di fermarlo mi disse grazie ma mi colpì lo stesso così non potei seguirlo. Mi sentivo sola e abbandonata anche se non lo ero, Naruto non mi lasciò da sola e con alcuni dei nostri partì per cercarlo. Risultato? Tornò ferito e mi chiese scusa per non aver potuto mantenere la promessa di riportarlo indietro. Il mio egoismo lo aveva messo in pericolo. In cuor mio sapevo che Sasuke non voleva tornare, l'avevo capito fin dall'inizio. Mi facevo schifo.
Dovevo migliorare, non potevo essere lasciata in dietro ancora, dovevo difendere con le unghie e con i denti quello che avevo se no qualcosa o qualcuno poteva portarmelo via.
Chiesi a Tsunade di farmi da maestra e di insegnarmi ogni arte medica che conoscesse, dovevo sentirmi utile, dovevo essere d'aiuto sia a Naruto che a tutto il villaggio.
Ferii diverse volte i sentimenti di Naruto negli anni, un po' perché non capii i miei un po' perché era presto anche per me ma lui non se ne andò. Mi ronzava sempre intorno.
Hinata lo guardava da lontano, lo amava sinceramente mi sentivo stronza a rimanere al fianco di Naruto anche se non era il mio posto. Doveva sicuramente odiarmi.
Il maestro Jiraya si portò via Naruto per un lungo allenamento, non mi salutò nemmeno, mi sentivo lasciata indietro. Hinata era fiduciosa, credeva in Naruto, ci credeva tanto e mi sarebbe piaciuto avere la sua fiducia.
Passarono 3 anni, io avevo imparato ogni cosa che Tsunade poteva insegnarmi. Ero andata avanti, ero migliorata ed ero più sicura di me, sicuramente non ero forte quanto Naruto o Sasuke ma me la cavavo.
Ricordo il giorno in cui Naruto tornò a casa, stavo passeggiando per il villaggio e mi bloccai, sentivo un chakra famigliare: tirai su lo sguardo e lo vidi su un palo che fissava tutto il villaggio. Aveva sempre la stessa faccia spensierata ma che nascondeva un dolore immenso, sempre lui, il mio cuore iniziò a sussultare ero felice. Davvero felice. Era più alto, lo sguardo era più maturo, abbassò lui lo sguardo e mi vide.
Sorridemmo.
E fu lì che il mio sguardo iniziò a fermarsi su di lui e credo che fino ad oggi non se ne sia mai accorto. Rimasi lì a guardarlo anche quando arrivò Konohamaru, come al solito dimostrò il suo lato infantile ma ero felice che lui fosse tornato che in quel momento non mi importava più di tanto.
Il maestro Kakashi fu momentaneamente sostituito dal sensei Yamato, in una missione Naruto pultroppo perse il controllo e la volpe a nove code prese il sopravvento facendo uscire la quarta la coda. Mi avvicinai correndo per fermarlo e rimasi ferita, il maestro Yamato intervenì prontamente e riuscimmo a fermarlo ma la pelle di Naruto era tutta bruciata. Iniziai a curarlo con le tecniche mediche imparate, piansi.
In quel momento Yamato-sensei mi disse che i miei sentimenti per Naruto erano evidenti. Rimasi bloccata, una parte di me piangeva in silenzio, se ne era accorto lui al posto mio.
Una volta tornati al villaggio mi chiusi a casa, avevo bisogno di pensare. Naruto c'era sempre stato, non mi aveva mai lasciata sola, tranne per l'allenamento. Sentivo il cuore sollevato quando pensavo a lui. Avevo bisogno di lui lo sentivo. Mi affacciai alla finestra e lo vidi passare da solo nell'andare a casa, girò lo sguardo verso la mia finestra e scattai per nascondermi. Che stupida.
Nello scontro contro Pain, Hinata si dichiarò a Naruto, e lì lui scese dal pero.
Durante una missione mi dichiarai anche io ma Naruto non mi prese sul serio, infondo nemmeno io, ma lui era ancora convinto che io corressi dietro a Sasuke. Anche quando lo abbiamo incontrato, quello che provavo era strano, contorto. Ma non era amore.
Verso l'ultima battaglia Naruto era cambiato, causa dell'ultimo inevitabile allenamento lontano dal villaggio. Il suo chakra era più forte. Suo padre, il quarto hokage, che era morto poco dopo la nascita di Naruto, tornò grazie a un jutsu e Naruto sembrava essere già a conoscenza della sua presenza quando arrivò sul luogo dello scontro. Appena mi vide chiese subito se fossi la sua ragazza, e Naruto disse di sì, mettendo me in imbarazzo che lo colpii forte. Che stupida. Ma ero sollevata, Naruto pensava ancora a me.
Mi sentivo debole a vederlo combattere. Il mio sguardo ancora su di lui, come se non bastasse.
Per forza di cose durante la battaglia ci separammo e persi di vista pure Sasuke che nel frattempo ci aveva raggiunto e aveva detto la cavolata più bella mai sentita ovvero che voleva diventare Hokage.
Non ci volle molto che sentii dentro di me qualcosa come un Crack, qualcosa che si era rotto e da un lato vidi Sasuke cadere ferito a morte a terra e Karin che lo soccorse e da un lato Gaara che arrivò di corsa con Naruto sulla schiena privo di sensi, o almeno speravo non fosse morto.
Invece non c'era battito. Gli era stata estratta la volpe e questo significava la morte. Cercai senza di perdere il controllo di rianimarlo, provai di tutto anche suo padre provò ad aiutarmi.
Poi accadde il miracolo, vidi Naruto rialzarsi, come se non fosse successo nulla e una strana luce negli occhi, mi girai verso Sasuke e lo vidi in piedi anche lui con lo stesso sguardo. Ringraziai non so quale Dio per avermelo salvato, non avrei retto se fosse morto.
Si guardarono, si capirono e cooperarono. Sembrava una vita fa che il gruppo si era sciolto, che una volta andato via Sasuke 3 anni dopo venne sostituito da Sai.
Prima Madara, poi Obito che riuscimmo a fermarlo ma purtroppo morì, e ora Kaguya.
Collaborarono e vinsero, ci avvicinammo più o meno tutti, ma Naruto mi chiese di rimanere in dietro. Sasuke voleva combattere contro Naruto. Cercai invano di fermarlo provando a dirgli i miei sentimenti anche se non erano più quelli di un tempo, mentii dicendo di essere ancora innamorata di lui ma ottenni un pugno nello stomaco. Si sono furba lo so.
Dopo che mi ripresi li cercammo ovunque, fino a che non li notai in lontananza, li avrei uccisi.
Erano feriti, senza un braccio, avevano combattuto in modo sconsiderato e questo fu il risultato. Mentre li curai si erano svegliati provarono a giustificarsi ma li azzitti subito. Volevo menarli.
Tornati al villaggio creammo un nuovo braccio per Naruto con i geni di Hashirama, il primo hokage.
Eravamo all'entrata del villaggio Sasuke non volle un altro braccio disse che andava bene così, il mio sguardo si era girato ancora verso Naruto mentre era ancora lontano con gli altri che volevano sapere i dettagli.
Sasuke allora parlò, mi chiese di venire con lui, che gli sarebbe piaciuto se fossi partita assieme a lui per chissà dove, si stava aggrappando ai miei vecchi sentimenti ma prima che potesse dire qualche sciocchezza lo fermai e gli indicai Karin che era seduta su un masso che sognante lo aspettava. Cercai di fargli capire che lei aveva bisogno di lui e lui di lei mentre lo dicevo il mio sguardo si fiondò di nuovo su Naruto. Sasuke se ne accorse, mi chiese se ero veramente innamorata di Naruto e felice dissi di si. Mi intimò di prendermi cura di lui mentre Naruto ci stava raggiungendo. Mi sorrise e si salutarono. Sasuke andò da Karin e gli porse una mano e le chiese di venire con lui.
Naruto non stava capendo, era convinto che sarebbe rimasto con me e quando me lo disse iniziai a ridere mentre li guardavo andar via.
Mi girai verso di lui, lo riguardai ancora e ancora e decisi che era venuto il momento di dirglielo.
Mi preparai e mi dichiarai sorridendo e lui arrossì.
Dovrò chiedere scusa a Hinata ma non potevo lasciarglielo, ho imparato ad afferrare ciò che voglio finalmente.


Il mio sguardo su di luiCerita yang bikin terobses. Temukan sekarang