Demoni.

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Stanno vincendo. Di nuovo.
Ti è già successo, che loro vincessero su di te.
Una, due, tre, quattro volte.

Ti eri ripromesso di metterti sulla strada giusta, di migliorarti, di non farlo più. E infatti non lo hai più rifatto, un errore del genere. Hai fatto di peggio.

Terapie su terapie, medicine, calmanti, sbarre, muri bianchi. Ti avrebbero dovuto aiutare e invece eccoti, mentre pensando a quelle cose ti arrabbi solo ulteriormente. No, non sei tu che ti stai arrabbiando. Sono loro.
Li senti, mentre ti sussurrano cosa fare, dove e da chi andare.
Non te lo dicono il perché, ma tu non lo chiedi. Sai che è giusto così, che bisogna farlo. Mai disubbidire a loro.

Segui il percorso che ti indicano, cammini lentamente e pesantemente, strusciando i piedi ad ogni passo. Non manca molto.

Ripensi ai giochi fatti con loro prima di questo.

Il primo è stato quando eri piccolo.
Già da allora ti sussurravano parole accattivanti e crudelmente dolci.
Avevi rubato un gelato ad un tuo coetaneo, che spasso!
Solo che non ci si può mai divertire fino in fondo. Per restituirti il favore ti aveva nascosto il succo di frutta alla pesca, quello che bevevi sempre e che preferivi.

Non avrebbe dovuto farlo.
Nel secondo gioco con loro avete ricoinvolto quel bambino. Era così carino, con i suoi capelli color biondo fragola, lisci e morbidi. Chissà se si è divertito anche lui come voi, quando gli avete tagliato i capelli con le forbici.

Sono spariti per un po', dopo il secondo gioco.
Sono ritornati dopo anni.
Precisamente, sono tornati quando avevi sedici anni.
Avevi appena preso il patentino, finalmente non dovevi più farti accompagnare da quei vecchi noiosi dei tuoi genitori!

Eppure non potevi avere una macchina.
Non solo erano vecchi e noiosi, ma erano anche tirchi quei due.
Ti sei sentito deluso, ma poi sono arrivati.
Hanno ricominciato a sussurrarti nelle orecchie.

Te l'hanno suggerita loro, una soluzione. Hai esitato, in fondo non li sentivi da un po' ormai. Ma ti hanno fatto ricordare i bei vecchi tempi, quando avevate giocato insieme e ti eri divertito un mondo.

Così avete fatto un nuovo gioco.
Avevi una macchina finalmente!
Certo, aveva la serratura scassata che avresti poi dovuto far riparare, ma avevi pur sempre una macchina.
Eppure, alla polizia non andava a genio che tu avessi una macchina.
Hai passato un anno intero in uno strano posto.
Pillole, calmanti, altre pillole e altri calmanti.

Le pareti erano così bianche...la camicia del medesimo colore così stretta...

Ti aiuteranno a farti stare meglio.
Ti dicevano facendoti mandare giù delle pillole rotonde.
Ma loro non ti hanno abbandonato, questa volta.

Sono rimasti, ma hanno smesso di sussurrare. Hanno iniziato a urlare.

E ti sembrava che più urlassero più ti venissero date quelle medicine.
Ti agitavi, gli urlavi contro.

"Andate via!" Urlavi con tutta la voce.
Ma più lo dicevi, più parevano intenzionati a rimanere.

Disperato, volevi suicidarti.
Ci hai provato, ricordi che sapore avevano quei sonniferi che hai ingoiato tutti insieme?

Loro erano furiosi per questo.
Ma non sei morto, è arrivata l'ambulanza.

Dopo esserti svegliato dal coma, non c'erano più.
Ti sentivi comunque ansioso, agitato, persino in pericolo.

Solo dopo un po' ti sei rilassato.
Non dovevi.

Cammini sempre lentamente, mentre un ghigno privo di felicità ti si apre in volto.
Ce l'hai davanti, proprio chi volevi.

Non si è ancora accorto di te, ma lo farà presto. Sta chiudendo a chiave la porta di casa ed è vestito elegantemente, pronto ad andare a cena con tua madre.

Non lo sopporti, non l'hai mai sopportato.
È per colpa sua se non hai avuto l'auto che volevi, se sei rimasto mesi infiniti chiuso in un posto per pazzi.
È sempre stata colpa sua.

Ti avvicini nel buio, e sorridi ancora di più quando si accorge di te e sgrana gli occhi, quegli occhi verdi uguali ai tuoi.

Li senti suggerirti cosa fare. Come hanno sempre fatto.
Non ti erano mancate le loro urla, eppure, ora che le risenti, non riesci a ribellarti. Non ci provi neanche.

Il sangue esce a fiotti quando premi il grilletto.
Il tuo stesso sangue, il sangue che ti ha dato la vita, si sta spargendo sul marciapiede, mentre esce dalla testa ormai piena di capelli bianchi di tuo padre.

Lasci cadere la pistola ridendo.
Ridi, ridi senza emozioni.
È stato uno spasso! Loro si sono divertiti un mondo.

Le senti, in lontananza, le sirene, e con la coda dell'occhio vedi le luci blu e rosse.

Hai perso il conto delle volte in cui hai sentito il rumore assordante delle sirene venirti a prendere.

Continui a ridere, mentre sai che ancora una volta, sarete solo voi.
Tu, le pareti bianche, le medicine e loro.
I tuoi demoni interiori.

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⏰ Last updated: Nov 03, 2018 ⏰

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