Capitolo 1

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Appena aprì gli occhi mi accorsi che era già mattina e ancora una volta mi chiesi come facevano i sogni a durare così tanto, quando invece sembravano durare al massimo un'ora. Non avevo voglia di alzarmi così rimasi nel letto cercando di ricordare cosa stavo sognando; a giudicare da come sono ridotte le coperte sarà stato un sogno movimentato,l'ultima cosa che ricordavo era un bagno coperto di sangue e uno zombie..."manca qualcosa" pensai,mancava il tema principale. Mi sarebbe venuto in mente più tardi;l'orologio segnava le 05:23 mentre mi girai su un fianco maledissi la mia 'sveglia biologica': appena si avvicinava un certo orario il mio corpo percepiva la luce del sole facendomi svegliare,nonostante volessi dormire qualche minuto in più. Non so quanto tempo fosse passato quando decisi di alzarmi ma non mi importava,lo stomaco era vuoto e prima finivano questi crampi meglio era;ogni volta che scendevo per andare al piano inferiore mi fermavo sempre davanti lo specchio del corridoio,che collegava le camere. Non che io fossi vanitosa,gli specchi erano una calamita per me,mi piaceva osservarmi per vedere se fosse cambiato qualcosa.

«Come sei vanitosa sorellina,non ti stacchi mai dagli specchi»

«Vanitosa io? Non sono IO quella che non esce dalla camera se prima non si mette 2 chili si eyeliner»

«Tsk»

È sempre stato soddisfacente zittire quella snob di mia sorella,chissà quali privilegi pensa di avere visto che è la maggiore...a pensarci forse era lei uno degli zombie del mio sogno! Mentre scendevo le scale mi ricordai che oggi era un giorno speciale,l'anniversario del mio club,quindi ci voleva una colazione diversa dal solito. Arrivata in cucina il mio cellulare vibrò, vidi una notifica di Whatsapp e sorrisi,erano sicuramente loro

Hanna:Buongiornooo ❤
Idris:Salve ragazze
Alex:Giorno raga 😉
Io: Giorno ragazze. Pronte per oggi?
Idris:Ovvio!
Hanna:Per una festa serve musica,un film e soprattutto una torta. Io ho alcuni film lo posso portare io
Io:Accordato,io posso preparare la torta...anzi le torte,ho avuto un'idea che vi piacerà di sicuro!
Alex:Dai spara!
Idris:Diccelo avanti
Io:Surpriseee😊
Hanna:Chi porta la musica? Idris?
Idris:Sti cazzi!Te lo scordi che io porto il mio fantastico stereo al rifugio.
Hanna:OK,OK,allora tu Alex
Alex:Tranquille basta portare le casse della Beats e usiamo il mio telefono
Io:Ottima idea visto che solo tu hai l'iPhone, io vado ci incontriamo per le otto e un quarto al rifugio
Hanna:Ciaoo
Alex:Ciao!
Idris:Byee!

Guardai l'ora:le sei,ok avevo due ore anzi una e mezzo per cucinare e cambiarmi,'Ce la posso fare!'...via! Era inutile fare colazione in quel momento quindi cercai su internet alcune ricette golose da fare in tazza, e dopo snervanti minuti optai per delle Red Velvet con cuore morbido alle fragole...che delizia! Per prima cosa servivano delle tazze, quattro non sarebbero bastate perché sicuramente ne avremmo offerto anche ai ragazzi,meglio abbondare con le dosi;seguì la ricetta alla lettera la ricetta con annessi attacchi di panico. Nel microonde entravano cinque tazze,il resto le avrei messe dopo;in quel momento arrivò mia madre ancora mezza addormentata

«Mamma me lo fai un favore?»

«Si,certo»

«Nel microonde ci sono delle torte nelle tazze,puoi controllarle mentre si cuociono,che io devo andare a cambiarmi?»

«Tranquilla e ricordati di rifare il letto»

«Questo dovresti dirlo a Sam»

«Lo farò quando mi andrà!»

Rispose la demone, Sam era Sam e purtroppo ero imparentata con lei. Corsi in stanza come un fulmine, sistemai il letto,scelsi i vestiti e mi cambiati in cinque minuti. Ore 6:45 "nuovo recoooord!". Mi ammirrai allo specchio: indossavo stivaletti con un po di tacco (non deve mancare mai),una camicia bianca e un paio di pantaloncini a vita bassa. Finsi di essere a un'intervista e mi presentai:"salve a tutti ,mi chiamo Lily Sthorm per il momento 15 anni ma tra due settimane ne farò 16 quindi comincerò a seguire la scuola guida; ho due genitori e un'odiosa sorella maggiore Samantha che penso abbiate conosciuto,i miei fanno rispettivamente l'architetto e la donna d'ufficio. Come aspetto siamo accettabili,mentre chi si definisce 'la stella più brillante del firmamento' è Sam;noi siamo identiche molti ci scambiano per gemelle ma ci sono alcune differenze:
- gli occhi(io li ho zurri lei verdi)
- i capelli (i miei sono a onde i suoi sono liscissimi)
- il colore (io castani lei biondo platino)
- la lunghezza (io li tengo lunghi e poche volte li taglio,lei ogni settimana arriva a casa con un nuovo taglio o con un nuovo colore)
Potrei dire che li ha provati tutti. Un ulteriore differenza è l'altezza io sono poco più bassa di lei";finita l'intervista feci l'occhiolino allo specchio a figura intera e scesi per recuperare il bottino. Tutte le torte erano venute perfette,cercai la borsa termos nel cassetto della cucina ma era sparita

«Chi ha preso la borsa-termos?»

«Ce l'ho io,serve per i miei trucchi. O scusa forse non sai cosa sono»

Risposi con una linguaccia,"questo lo dici tu"pensai con un ghigno malefico. Conoscevo perfettamente la sua camera,i trucchi li teneva sempre nello stesso posto vicino al letto,mi sarebbe bastato controllare nei cassetti del comodino;quando si rinchiuse in bagno per farsi la doccia entrai di soppiatto e dopo vari tentativi la trovai nel terzo cassetto dall'alto, una volta riempita stavo per uscire ma mi ricordai di controllare fuori per il tempo. Mi affacciai senza spostare la tenda visto che era semitrasparente, "no...no,no!" lui era li e mi stava aspettando; non potendo passare per la porta principale scelsi il piano B,le scalette. Erano le scale di evacuazione che collegavano i tre piani della villetta semi indipendente dove abitavano,di ferro,facevano rumore solo se ci saltavi sopra. Col telefono saldamente in mano uscì richiudendo la finestra alle mie spalle, mi sentivo come un pirata che scappava col suo malloppo;dietro la casa c'era il quadrato di cemento che una volta doveva essere un giardino, l'unico modo per uscire era scavalcare la recinsione,cosa alquanto facile per me. Per strada presi le cuffie e misi solo la destra,era una mia abitudine per stare sempre allerta e sentire allo stesso modo i suoni di ciò che mi circondava,la bellissima e caotica New York; "che canzone metto...no questa no.." volevo ballare quindi scelsi Freedom,appena udì le prime note il mio corpo ebbe un fremito e cominciò a muoversi da solo al ritmo delle trombe,chissà cosa pensava la gente intorno a me. Arrivata ad un incrocio mi sentivo osservata sensazione che aveva accompagnato per tutto il percorso;ad ogni punto come quello e generalmente sparsi ai lati della strada c'erano quegli specchi rotondi che deformavano l'immagine, non capì neanche il motivo che mi spinse ad alzare lo sguardo ma fu un bene,anche se si nascondeva tra la folla non poteva farlo ai miei occhi. Dovevo seminarlo;appena scattò il verde corsi come una matta verso una pasticceria che avevo adocchiato prima,salutai e mi rinchiusi in bagno;era il momento di usare la Spy(una mini camera bluetooth con braccio flessibile telescopico), scostai un pezzo di intonaco e la feci passare fra lo spazio vuoto tra la porta e il muro,visualizzai l'immagine sul mio telefono:mi stava aspettando a un tavolino che offriva una visuale adatta a controllare chi entrasse o uscisse dal bagno,"cazzo mi ha visto entrare" pensai. Mi guardai attorno dopo aver posato tutto nella borsa e notai una finestra! Ok era alta ma abbastanza grande da passarci;salita sul WC ero ancora troppo bassa,c'era un cestino della spazzatura che ancora non capisco come abbia fatto a incastrarlo,comunque riuscì a salire stabilmente prima feci passare la borsa e con un po di fatica passai io. Una volta messa in piedi e accertato che non mi mancasse niente mi rimisi in cammino;dopo un po spensi la musica e posai le cuffie,il trucchetto stava funzionando. Verso le 8:13 ero finalmente giunta a Central Park, non mi restava che raggiungere il vecchio Bob e il gioco era fatto. Quando quella sensazione tornò alla carica aumentai il passo,il rifugio era accanto al lago piccolo e per arrivarci avevamo un'entrata segreta: ad un vecchio albero avevamo impiantato dei sassi per arrampicata color legno,e tra gli alberi dei ponticelli di legno nascosti dalle foglie per potersi muovere indisturbati. L'albero aveva un segno di riconoscimento che solo noi sapevamo distinguere, corsi e salì in fretta e furia nascondendomi tra la sua chioma;lui passò dopo poco tempo,mi stava ancora cercando ma finalmente ero salva.

Young,Wild & FreeWhere stories live. Discover now