Prologo

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Molte volte la domanda che mi ponevo era: perché gli esseri viventi pretendevano di vivere senza regole? Perché molti credevano di poter oltrepassare i limiti dell'immaginario, di andare dove è vietato, per il gusto di cosa?
Fa freddo nel mio cuore e non riesco più a sentire il sapore delle lacrime, che si confonde a quello metallico del sangue. Non ho voglia di resistere, di sopravvivere. Che senso ha ormai? Sapevo molte cose, ma ho ceduto ai miei sentimenti e loro sono crollati addosso a me. Non potrò mai perdonare me stessa. Tutto questo buio, tutto questo oblio che mi attanaglia il corpo, non riesce a stanare la mia anima e a farla propria. Sento parole e passi, ma non hanno più molta importanza. Non ho potere, non ho niente tra le mie mani. Perché la forza mi ha abbandonata fin dal principio e ho lottato invano contro qualcosa che non potrò mai essere, ho sognato cose che non potrò mai realizzare. Me meschina, illusa e sciocca, me crudele fino ad ogni limite. Cosa altro mi resta? Cosa posso sacrificare per poter trovare l'equilibrio, se l'equilibrio stesso minaccia di abbandonarmi? Perché mi illudo di potermi dare pace, nonostante io sia consapevole di dover portare queste catene per tutta la vita? Cosa può fare una persona che ha il potere di realizzare ogni cosa, se non sa usarlo e non è in grado di sfruttarlo? Perché dare l'oro ai poveri se non sono in grado di farlo fruttare per se stessi e, anzi, si illudono di poter conquistare qualcosa di effimero? Eppure perché questo innato senso del dovere mi schiaccia e mi soffoca e mi costringe ancora, distrutta e disperata, a lottare per ciò che non è stato ancora perduto, ma presto lo sarà? Oh, se lo sarà! Perché se le mie mani potranno modellare il mondo, così come il mondo ha modellato il mio cuore e il mio spirito, allora forse potrò riscattare qualcosa che non è mia di diritto. Forse è così? Sono consapevole delle strade che appaiono dinanzi a me e per seguire ciò che mi è più caro nel profondo, ora ho deciso, ora so: dovrò sacrificare me stessa, l'unica cosa che mi rimane. Tutto andrà perduto e forse non ne sarà neanche valsa la pena, ma perirà questa fiamma oscura che dilania il mio animo e con sé la consapevolezza del bene e del male.

Oggi non sono più una bambina. Oggi ho preso le mie scelte.


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