Tutto è nato li.. da un treno che viaggia..
Guardava fuori dalla finestra il paese che correva lontano, guardava e pensava "tutto scappa.. ma non i ricordi..."
E' mattino, fuori c'è un bellissimo sole d'estate. Lui è felice perche sa che oggi farà le sue scorribande con l'amico del cuore.
Oggi è un giorno importante.
Oggi si decide il dominio!
Felice corre a cercare sua madre, non c'è.. lei non c'è mai!
"poco importa.." pensa.. ormai è abituato.
Corre veloce: si lava, prepara la colazione e sveglia l'amico
"heii dai svegliati dobbiamo prepararci...ti ho gia fatto la colazione daiiii"
l'amico si sveglia come sempre sorridente ed entrambi fanno la colazione contenti ed eccitati per quello che dovranno fare oggi. Parlano solo di quello e si ripetono il piano.
Lui, essendo piu grande, è la mente, ma entrambi sono il corpo di ogni piano, gioco o avventura.. è sempre stato cosi e per sempre resterà. Lo sentivano entrambi nei proprio cuori, era una certezza!
Cosi.. lui dice all'amico
"allora prendiamo il pallone e giochiamo giu davanti a casa nostra. Tu da una parte e io d'altra cosi ci copriamo le spalle e aspettiamo cosa faranno quelle streghe!
Se mandano giu i marmocchi e quelli tirano il loro pallone da noi.. beh agiamo!"
"siiii li faremo neri e cosi imparano a romperci" sorridono entrambi felici..
Lui guarda l'amico, sono entrambi bambini, ma lui sa che in una mischia non lascerà che qualcuno lo tocchi. Preferirebbe prenderle tutte, ma nessuno deve sfiorare il suo amico..
"senti.. io sto dalla parte interna quella che porta al loro pezzo. Tu stai dall'altra parte, quella piu lontana"
l'amico un po amareggiato risponde "volevo esserci io, ma ti seguo come sempre!"
Un tunnel..
Sul vetro rivede il suo riflesso.. pensieroso.. nostalgico per i tempi che furono.
"se potessi tornare indietro.. se potessi...."
La mente viaggia senza pensieri per minuti ed è di nuovo luce...accecante.. come quel pomeriggio d'estate di tanti anni fa..
Fa caldo, ma loro giocano e si sentono preparati per il peggio. Loro sanno che non sarà una lotta alla pari, loro sono in due gli altri sono in tanti e sopratutto ci saranno anche i grandi.
"e allora? Gli faremo neri lo stesso.. finche siamo uniti possiamo affrontare tutto da soli" cosi pensava in silenzio per darsi coraggio e sopratutto dimostrare di essere forte davanti al suo amico.
Ecco i marmocchi, i tre fratelli "puzzette". Li chiamavano cosi perche la loro casa puzza sempre di schifo. Gira voce che si lavano poco e comunque puzzano sempre d'escrementi di capra, perche ne tenevano alcune dietro casa.
Ecco la loro nonna che si siede nel suo solito posto di controllo, fa finta di fare qualche lavoretto in giro, ma li tiene d'occhio e che occhi!
Scendono alcune cugine, il vialetto si sta riempendo e quei due erano solo in due.
I tre "puzzette" si sentivano protetti e sovrani, potevano fare tutto quello che volevano, anche scacciare via quei due pidocchi e lo volevano fare proprio oggi. Anzi adesso!
Cosi si avvicinano e gridano ai due di andarsene che quella strada è loro e che non c'è spazio per i pidocchi.
Lui lancia il pallone all'amico e si gira verso i tre..
"chi rimane in piedi vince..."
e sferra con tutta la forza un pugno nello stomaco del piu grande dei tre..
"se cade il capo.. cadono tutti" cosi pensava..
quello si piega dal dolore. Mentre il piu piccolo comincia a scappare, in lontananza sente l'imprecazione della nonna che chiama aiuto!
Sa che suo amico è impietrito dalla paura, ma almeno è lontano dalla mischia. Cosi decide di rincorrere il piccolo "puzzetta", non per fargli del male, ma per portare lontano gli altri due dall'amico. Infatti lo inseguono come matti!
Lui corre piu che può, ma poi di colpo si ferma. Piegandosi in avanti, distende una gamba all'indietro orizzontalmente e aspetta.
Il marmocchio "puzzetta" (quello medio fra i tre) non riesce a fermarsi in tempo e si prende un colpo forte nelle parti basse. Fa un grido acuto di dolore.
Lui sorride e pensa "uno è fuori combattimento!"...
Si alza e affronta il piu grande "adesso siamo ad armi pari.. allora fatti sotto"
Il "puzzetta" sa di non potercela fare e cerca di scappare, ma lui lo riprende e lo fissa al muro per picchiarlo.
"buongiorno biglietti per cortesia"
La voce del controllore lo sveglia bruscamente e un po' impacciato gli mostra il suo abbonamento. L'uomo si accorge che è un abbonamento e prima di controllare chiede conferma "abbonato?"
"Si, abbonato" risponde sorridente.
Il controllore si ne va salutandolo.
"abbonato alla nostalgia... si lo sono" lo pensa e non lo dice.
Torna a guardare il mondo che corre, mentre lui è ancora li, su quel sedile a vivere di ricordi...
Schiaccia al muro quel "puzzetta", si sente vincitore, potente e invincibile anche se è cosi piccolo. Lui lo sentiva forte e voleva chiamare il suo amico per vivere con lui questa vittoria, questo momento unico che hanno sempre sognato.
Un grido..
si gira e rimane impietrito nel guardare il suo amico sotto i colpi della madre dei "puzzette"..
il fuoco lo prende da dentro, la rabbia lo acceca e corre con tutte le forze per aiutarlo.
La donna lo vede arrivare, lascia stare il piccolo, prende il loro pallone e con un coltello minaccia di squarciarlo se non si ferma.
Lui non capisce piu niente, gli hanno toccato l'amico e nessuno si deve salvare!
Lui non vedeva il coltello, non vedeva neanche il pallone.
Lui vedeva rosso e quella donna la doveva pagare adesso!!
Lei con un gesto fluido taglia in due il pallone e scappa dai parenti, tutti scappano e si chiudono in casa.
Il viale è di nuovo vuoto..
Rimangono solo loro due. Soli come sempre contro tutti.
"scusami... scusami non l'ho vista" piangeva il piccolo amico. Non per essere stato picchiato, ma per il pallone. Il loro pallone, che hanno comprato con i risparmi di un mese.
"shhh.. non è successo niente ne compreremo un altro vedrai"
" e quelli la pagheranno cara.. molto cara.
Fosse l'ultima cosa che faremo te lo prometto!"
Tira su l'amico e lo appoggia su di lui, poi raccoglie i resti del pallone. Il simbolo di questo vigliaccheria, di questa disfatta.
Scorrono gli alberi, scorrono lunghi prati verdi che il sole colora con l'arancione del tramonto. Anche il suo viso che si vede in trasparenza sul vetro è colorato cosi.
"il tramonto...
gia... fu un tramonto di rabbia"...
Si è chiuso nella terrazza, non voleva che l'amico lo vedesse piangere, anche se dormiva, lui non voleva rischiare. Fissava il tramonto e stringeva i resti del pallone, mentre sentiva dal basso le risate di tutti.
"la pagherete cara!"
lo diceva sotto voce ed era come un urlo di rabbia che gli arriva dal profondo. Progettava, sognava cosa avrebbe fatto. Fantasie che neanche un adulto avrebbe potuto fare, ma lui, in quel momento sentiva di poter fare tutto. Lui voleva crederci per calmare la rabbia, altrimenti non smetterebbe di piangere.
La voce di sua madre lo sveglia dal suo sognare. Lei lo sta cercando, lo sta chiamando e in quel momento la rabbia si è esplosa ancora di piu. Si asciuga le lacrime con il braccio, prende il pallone e rientra in casa.
Lei lo guarda:"che cosa è successo?"
"tu non ci sei mai! Questo è successo!"
e se ne va.. il piccolo amico era gia in piedi in salotto, lo prende per mano e se ne vanno.
Se ne vanno fuori sulla collina a giocare lontano.
Il mondo scorre come la sua vita viaggia nella mente..
Il sole rosso arancione scalda i suoi occhi, che sente un po' bruciare e piano piano qualcosa di caldo solcare il suo viso..
"dove sei fratellino?......"
ESTÁS LEYENDO
Storie nella Nebbia
Ficción GeneralBrevi racconti di attimi.. frammenti di ricordi mescolati alla fantasia per imprimere cio' che l'occhio vide.. ************ I primi due racconti sono stati scritti per un contest, ma fanno parte comunque di questa idea di Storie di Vita...
