CALUM
Non ci ero riuscito. Non avevo chiesto ad Harper di uscire. Non potevo, non dopo ció che era successo durante la giornata.
Il peso procuratomi dall'ansia dell'appuntamento mi aiutó a rendermi ancora più distratto del solito.
«Ehm.. Thomas?!» la mora agitó davanti a me una mano per incitarmi ad accendere il motore della moto e sfrecciare verso l'università.
Oltrepassai alcune auto, ma stetti attento a rispettare i limiti di velocità per evitarle ulteriore agitazione.
Harper scese e io la imitai. Le sganciai il casco e li riposi entrambi nei bauletti.
«Allora si ehm.. Insomma» cominciai a balbettare. Le mani sudavano tremendamente nonostante il freddo di dicembre, così le nascosi e presi a torturarmi le dita dietro la schiena.
«Io volevo chiederti se..»
«Ehi, non mangio mica eh» mi diede una pacca sulla spalla per tentare di calmarmi.
«Ah non mangi? Quindi non posso invitarti a cena. Niente lascia perdere» dissi tutto d'un fiato senza pensare alle stupidaggini appena proferite. Dovevo mettere il cervello in collegamento con la bocca il prima possibile.
Lei scoppió a ridere stringendo alcuni libri tra le braccia. «Mi piacerebbe molto» ammise poi, arrossendo leggermente.
«Lo so è stup.. Aspetta cosa?» dovevo riprendermi, sembravo un completo idiota.
«Se mi stavi invitando fuori a cena.. Beh mi farebbe piacere uscire con te»
il rossore sulle sue guance fece tutt'altro che diminuire. Sorrisi timidamente per poi risponderle «Passo da te per le 7.30pm».
Annuì lievemente e poi si girò, chiamata da Talìta e l'altra rossa.
Ho sorriso timidamente? Ho balbettato? Ero cosí nervoso? Ah, caro Calum, quella ragazza ti fotterà la testa.
Scossi il capo, tornando alla realtà, raccolsi la mia tracolla e mi diressi verso l'istituto aspettando l'inizio delle lezioni.
Dovevo seriamente tornare a concentrarmi. Già l'università non costa poco, in più se venissi rimandato ne farei la figura del fesso; ho sempre avuto voti nella media, a volte anche più e l'insufficienza in qualche materia non era prevista.
Decisi di annebbiare la mente con il fumo di una sigaretta; presi il pacchetto dalla tasca e nel giro di qualche secondo era gia tra le labbra.
«Ehi amico» la voce fastidiosa e irritante di Levy parlò alle mie spalle, ma non mi girai.
Continuai a fumare, lasciando che la cenere cadesse sull'asfalto.
«Mi manda il prof di letteratura, dice che vai da schifo e hai bisogno di ripetizioni» blaterò.
«Ha detto cosí?» ghignai
«In poche parole» disse. Mi voltai di scatto lasciando cadere il mozzicone detro un tombino.
«Cosa vuoi?» gli chiesi sistemandomi la tracolla e accellerando il passo verso l'aula.
«Aspettami. Volevo solo aiutarti, magari cosí diventeremo amici, sai qui non ne ho molti» era rimasto qualche passo dietro di me, ma azzerai con una sola falcata la distanza tra di noi.
Lo presi per il colletto e lo sbattei al muro. «Io e te non saremo mai amici, mh? Smettila di ostinarti a scoprire qualcosa di me, non saprai mai niente» la mia reazione fu esagerata, ma l'invadenza è sempre stata una delle cose che odio di più al mondo, oltre a me stesso. Tuttavia quel nerd aveva una media altissima in letteratura e un aiuto mi avrebbe fatto comodo.
«Comunuqe, Levy, l'aiuto lo accetto» mollai la presa su di lui e gli diedi qualche pacca sulla spalla.
Sorrise vittorioso e lo sentii sussurrare «Lunatico il ragazzo» mi scappò da ridere e corsi in classe.
HARPER
«Ci vediamo stasera» mi salutò Talíta dalla porta dell'istituto.
«Stasera non posso. Ti chiamo più tardi okay?» dissi io, ormai sulla soglia dei cancelli.
Lasciai ad Angel alcuni dei miei appunti quella mattina dopo le lezioni in modo che potesse ripassarsi alcuni argomenti.
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Imagine [C.H] #Wattys2016
FanfictionSfogliando le ultime foto scattate, Harper notò il ricorrente volto del ragazzo con il mistero impresso nello sguardo. «Stai lontana da Calum» «Chi è Calum?» -In fase di REVISIONE-
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