Capitolo 18

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-"che ci fai laggiù?"-
-"sto sistemando il ..."- si bloccó, non sapeva che dire, quando improvvisamente Lizzie gli indicó un computer che si trovava lì giù in taverna-"il computer che sta quiggiù, volevo vedere se si poteva aggiustare, è ancora buono"-
-"aspetta adesso scendo"-
I passi del padre si sentivano chiaramente. Il padre stava scendendo le scale, Lizzie e John si diedero da fare velocemente. Appena il padre mise piede sull'ultimo gradino, la cassaforte era chiusa.
-"ciao Lizzie"-
-"Salve signore"-
-"quella carriola non stava in giardino?"- chiese rivolgendosi a John
-"si, ma mi serviva per portare il computer di sopra"-
-"volevi portare il computer con una carriola?"-
-"si ... infatti, non era una buona idea"- disse John abbassando lo sguardo e rendendosi conto della figura dello stupido che stava facendo
-"comunque adesso è tardi, non credo sia il momento di aggiustare un computer"-
-"giusto, saliamo sopra allora, lo facciamo domani"-
John e Lizzie salirono al piano di sopra seguiti dal padre. Appena chiusero la porta della taverna si sentì un rumore provenire da giù. Tom si era svegliato e probabilmente stava battendo contro la porta della cassaforte ma il rumore era molto lieve tanto che il padre di John non se ne accorse neppure.
Il telefono di Lizzie squilló
-"Lizzie, dove diavolo sei?"- Chiese Lily con aria seccata
-"mamma sto arrivando, sono a casa di John"-
-"muoviti, ti ho coperto, tuo padre non sa nulla, però, questa è la prima e ultima volta"-
-"ok, arrivo"-Lizzie attaccó il telefono e andò via.
John era in ansia, anche se da un lato era disteso perché Tom non sarebbe potuto uscire dalla cassaforte, ed il giorno dopo l'avrebbe ritrovato al suo stato normale. John andó in camera sua, quella sera non riuscì a chiudere occhio. Come minimo, c'era un mostro letale nel suo scantinato chiuso in una cassaforte e i suoi genitori erano all'oscuro di tutto questo.
Lizzie arrivò a casa, salì al piano superiore, si svestì e si mise a letto.Anche Lizzie non riuscì a dormire quella notte, la preoccupazione era troppo forte, da un momento all'altro sarebbe potuto succedere di tutto.
Il giorno dopo John si alzò, era da solo a casa, i suoi genitori già erano usciti per andare a lavoro o a fare altri vari servizi. John scese direttamente giù nello scantinato. Nella sua mente barcollavano vari pensieri, sperava che Tom stesse bene, che si fosse ritrasformato e non avesse fatto del male a nessuno. Raggiunse la cassaforte, girò la rotella per inserire la combinazione, l'ansia aumentava sempre di più, e lui girava sempre più lentamente. Non era pronto a vedere cosa ci fosse dietro quella spessa porta di ferro, ma non aveva altra scelta. Finalmente la porta si aprì, Tom era lì disteso a terra, nudo, stava dormendo. John lo chiamò e incominciò a smuoverlo per farlo svegliare e solo dopo vari spintoni Tom si svegliò.
-"Come stai?"- chiese John con aria rassicurante
-"Tutto bene, cosa è successo? Dove sono?"-chiese Tom
-"Sei nella cassaforte nello scantinato di casa mia"-
-"perchè sono qui?"-
-"ti sei trasformato"-
-"ho fatto del male a qualcuno?"-
-"no, assolutamente no!"-
-"ok, allora penso che questa cassaforte diventerà il mio letto da oggi in poi!"- disse Tom con aria sarcastica mentre si metteva in piedi.
Squillò il telefono di John, era Lizzie, gli chiedeva cosa fosse successo e le condizioni di Tom, John le disse che era tutto ok, Tom era tornato normale e non ricordava cosa fosse successo la sera precedente.
Lizzie posò il telefono, si vestì e accese il computer, contattò Jackson:

"Ehi, Jackson, ti va di andare a fare colazione insieme?"

La risposta di Jackson arrivò subito

"Si, Lizzie, volentieri, vediamoci all'Opera tra 15 minuti"

Lizzie prese le chiavi della macchina e si avviò. L'opera era un bar che si trovava a pochi metri dalla scuola, dopo aver fatto colazione sarebbero andati direttamente a scuola per le lezioni.
Appena arrivò si accorse che Jackson già era lì che l'aspettava. Lizzie scese dalla macchina e Jackson si fece trovare appoggiato con il gomito sul finestrino posteriore.
-"Come mai?"- disse, facendo scintillare il suo sorriso
-"Come mai cosa?"- disse Lizzie facendo finta di non capire
-"Come mai hai voluto incontrarmi stamattina?"-
-"Volevo scusarmi con te"-
-"Ok, allora sediamoci, visto che hai molte cose di cui parlare"-
-"Stupido"- Lizzie sorrise, e lo seguì all'interno dell'Opera.

-"Per me un cappuccino e un cornetto a crema"- disse Lizzie alla cameriera-"Tu che prendi Jackson?"-
-"Direi un caffè lungo e bacon"- rispose Jackson
La cameriera si allontanò dal tavolo dopo aver riposto la matita nei capelli.
-"Bhe"-Lizzie iniziò a parlare"-in realtà, volevo scusarmi con te per come ti ho trattato ieri, in questi giorni, insomma,non dovevo dire quelle cose"- Lizzie abbassò lo sguardo.
Jackson sorrise, un sorriso che faceva risplendere sempre di più i suoi occhi azzurri.
-"Non ti preoccupare, già ho dimenticato"-
Lizzie sorrise.
I loro occhi si incrociarono, era come se si stessero guardando per la prima volta.Un brivido percorse la schiena di Lizzie, continuando fino alle ginocchia ed ai piedi.
Le loro labbra si avvicinavano sempre di più, finché non si sfiorarono. Quel bacio fu forse quanto di più vero potesse esserci, Lizzie si sentiva davvero bene in quel momento, provava sensazioni strane e che non aveva mai provato fino a quel momento.
-"Che belli"-
Lizzie e Jackson si allontanarono subito.
-"Miley, buongiorno, che ... che ci fai qui?"- disse Lizzie abbassando lo sguardo e cercando di cambiare discorso.
-"Sono venuta a fare colazione, anche io mangio la mattina"- si abbandonò in una lunga risata-"vabbè, vado a sedermi con Tyler,a dopo"- si allontanò dal tavolo.
-"Ecco le vostre ordinazioni"-

Lily era in macchina, stava andando al lavoro, quando al semaforo gli passò accanto una Range Rover bianca. Lily si voltò per vedere chi ci fosse all'interno, quando improvvisamente si abbassò il finestrino, era Marc.
-"Ehi Marc, dove stai andando?"- chiese Lily
-"Stavo andando a fare un po' di spesa"-
-"capisco, io sto andando al lavoro"-
-"mi dispiace per te"- rise
Dopo questa breve conversazione, il semaforo scattò verde e Lily si allontanò salutando con un gesto della mano Marc.

Beating Heart- La rivelazioneWhere stories live. Discover now