The Test

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POV Dew

Sono le cinque del mattino e il cielo è ancora blu. Ma di un blu diverso, che sembra un po' nuovo agli occhi di chi non hai mai avuto la possibilità di vederlo a quest'ora. È un blu meno profondo che non sembra sia in grado di contenere tutto l'universo di stelle che in realtà gli sta dentro. È un blu che cerca disperatamente di restare se stesso ma inevitabilmente sa che non appena il sole farà capolino dall'orizzonte, di lui non resterà che la sua pallida ombra azzurra.
Cosa ci faccio io a guardare il cielo alle cinque di mattina, sdraiata per terra sulle assi di legno di una casetta sull'albero, con il respiro caldo di una persona sul mio collo?
Semplice, vivo il mio desiderio.  
Se le notti potessero durare per sempre, se esistesse un modo per far sì che ciò sia possibile, io giuro renderei stanotte immortale. Renderei noi immortali.
Ma il tempo, che ha evidentemente di meglio da fare, se ne frega e continua a passare infilando nel suo grande sacco che è il passato tutti i secondi, i minuti, le ore, gli anni che riesce a portarci via.
Giro la testa e appoggio la guancia sul suo petto: ascolto rapita il suo cuore che batte mentre i sogni lo tengono lontano da me.
Devo andare a casa.
Oh Dio non voglio pensarci.
Ho paura di quello che potrei trovare al mio arrivo, o meglio, ho paura di chi potrei trovare. I miei saranno sicuramente furiosi.
In ogni caso, per quanto io ami stare qui con lui in questo modo, devo davvero andare.
Cerco di scostarmi da lui ma mi accorgo che tiene un braccio attorno alla mia vita e, non potendo impedirlo, sorrido guardandolo con amore.
È così... Bello.
Ma bello in un modo delicato, che ti fa fermare e pensare di non aver mai visto così tanta morbidezza nei tratti di una persona. È bello senza essere eccessivo, sexy senza essere volgare, dolce senza essere infantile. Il collo, la mascella e gli zigomi sono così ben definiti che solo Dio sa cosa riesce a trattenermi dal baciarli tutto il giorno.
Sposto molto lentamente la sua mano dal mio fianco e scivolo via dalla sua presa con un movimento morbido e veloce: non si è accorto di nulla.
Bene, non mi va di svegliarlo.
Mi alzo trattenendo il respiro, per paura di fare rumore, e con una lentezza esasperante raccolgo la mia felpa, la infilo lasciandola slacciata e mi avvicino alla botola.
Ok, non sto dimenticando nulla.
Tocco la tasca dei jeans e sento il cellulare: a posto.
Posso andare.
Sì.
Ci sono. 
Pronta prontissima.
Ma...
Mi giro di nuovo verso di lui e non posso fare a meno di tornare sui miei passi per accovacciarmi accanto a lui e lasciargli un bacio silenzioso e leggerissimo sulle labbra
<< A dopo. Ti amo >>
So che non mi ha sentito ma non ce l'avrei mai fatta ad andare via così.
Torno verso la botola, sollevo le assi e sedendomi sul bordo del buco, scivolo giù sulla scaletta di legno senza fare il minimo rumore.
Mentre mi allontano dalla casa della persona più importante della mia vita, chiudo le mani a pugno nelle tasche della mia felpa e penso a cosa inventarmi con mia madre.
Non posso dirle la verità, non posso!
Ma l'aria è così fresca e leggera, le foglie sugli alberi di questo viale sono così arancioni e l'erba profuma così tanto di rugiada che non riesco a pensare a nient'altro. Voglio assaporare tutto quello che mi circonda senza preoccuparmi di dove appoggerò il piede al prossimo passo.
Non esiste nulla in questo piccolo universo in cui siamo confinati che potrà rovinare il ricordo, ancora vivido, di stanotte.
Sì, sono pronta ad affrontare mia mamma. Non mi sono mai sentita più forte.
Percorro a cuor leggero il vialetto in ciottoli di casa mia e tiro fuori le chiavi dal vaso vicino al portone ma quando entro trovo la mia genitrice rannicchiata sul divano. Mi si stringe il cuore. Come ho potuto farla stare in pensiero tutta la notte? Come ho potuto..
<< Dew? Dew sei tu? >>
Mi avvicino a lei
<< Sì mamma scusa io->>
<< Cosa ci fai a casa? >>
Aspetta, come?
Le lancio un'occhiata vuota
<< Hai litigato con Alex? Perché non sei da lei? È successo qualcosa? >>
Oh cielo.
Alex mi ha coperto.
Anzi, meglio, si è preoccupata di dire a mia madre che stavo da lei per lasciarmi la notte libera, non ci credo.
Si ok ma io come al solito riesco a mettermi nella merda da sola!
Pensa a qualcosa Dew!
Mia madre continua a fissarmi preoccupata
<< No no è che... In realtà mi sono svegliata molto presto e mi sono ricordata che oggi abbiamo scuola e non avevo dietro i libri e i vestiti e ho pensato di tornare a casa >>
La guardo sperando con tutto il cuore che creda a questa assurda bugia
<< Ma cosa penserà Alex quando si sveglierà e non ti troverà? >>
Penso automaticamente a Cole e mi pongo la stessa domanda
<< Oh, le ho lasciato un biglietto >>
Guarda il suo orologio da polso e si alza con l'intenzione di andare a letto quando si ferma e mi guarda in modo strano.
Oh oh. 
<< Bella maglietta >>
Abbasso la testa e mi sento morire: è la maglia di Cole
<< G-grazie. In realtà è una maglia del padre di Alex che mi hanno prestato perché non avevo dietro il pigiama >>
Se crede pure a questa giuro che mi do' al teatro, davvero.
Si stropiccia gli occhi stancamente annuendo prima di dirigersi verso le scale con un passo annoiato.
Ci ha creduto? Ci ha creduto!
Vorrei schiaffarmi il cinque da sola in questo momento.
Mi sento davvero una gran fica, giuro.
La seguo tenendo la testa alta e auto congratulandomi e quando arrivo alla fine delle scale e mi infilo nel corridoio di camera mia la sento rivolgersi a me prima di sparire nella sua
<< Invitalo stasera a cena. Io e tuo padre non vediamo l'ora di conoscerlo>>
Merda.
Forse a volte dimentico che è stata giovane anche lei.
Va bene mamma, 1 a 0 per te.

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