Prologo

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Anno 2016

«Io non mi sposerò mai.»

Liam smette di colorare e solleva la testa dal foglio, guardandomi come se avessi appena annunciato di voler vivere per il resto della mia vita su Marte. «Perché?»

«Perché i maschi sono stupidi.»

Dall'altra parte del salotto, Nate protesta senza staccare gli occhi dalla televisione. «Tu sei stupida.»

Gli faccio la linguaccia. «Visto?»

Liam guarda mio fratello, poi guarda me. Ha otto anni, due più di me, e quando pensa molto forte arriccia il naso in un modo buffo. Lo sta facendo anche adesso. «Io sono un maschio.»

«Appunto.»

«Ma io non sono stupido.»

Questa volta è Nate a ridere. «Ieri hai cercato di saltare dalla mia bici mentre andava.»

«Ce l'avrei fatta se non mi avessi spinto.»

«Non ti ho spinto.»

«Mi hai distratto.»

«Ti ho detto che era una cosa da idioti.»

Sbuffo e torno a concentrarmi sul mio disegno. «Siete stupidi tutti e due.»

Liam raccoglie il pastello blu che gli è caduto vicino al ginocchio. «Anche tuo papà è un maschio.»

Mi fermo.

«Papà non conta.»

«Perché?»

«Perché è papà.»

Liam sembra considerare seriamente la risposta. «E se trovi uno che non è stupido?»

«Non esistono.»

«Hai sei anni. Non li conosci tutti.»

Lo guardo male. «Nemmeno tu.»

«Io ne ho otto.»

«E quindi?»

«Ne conosco più di te.»

«Conosci Nate.»

«Infatti ho detto più di te, non migliori.»

Nate gli lancia un cuscino che Liam riesce a schivare abbassando la testa. Io rido così forte che lascio una riga viola fuori dal bordo del fiore che sto colorando.

«Comunque non mi sposo.» Cerco di cancellarla con un dito, peggiorando soltanto le cose. «Così non rischio.»

«E se ti sposo io?»

Aggrotto la fronte. «Tu?»

«Sì.» Lo dice come se fosse la soluzione più semplice del mondo.

«Ma non puoi.»

«Perché?»

Questa volta sono io a doverci pensare. In realtà non so perché non possa. So soltanto che Liam è il migliore amico di mio fratello, passa più tempo a casa nostra che a casa sua e ruba sempre le patatine dal mio piatto anche quando gli dico di smetterla. «Perché sei amico di Nate.»

«E quindi?»

Mi stringo nelle spalle. «Non lo so.»

Liam ci pensa ancora per qualche secondo. «Io ti conosco da sempre.»

«Non da sempre.»

«Da quando sei nata, quindi posso sposarti.»

La sua logica non fa una piega. Almeno, non per me che ho sei anni.

«Va bene.»

«Va bene cosa?»

«Ti sposo.»

«Okay, Allie.»

Liam sorride soddisfatto, come se avessimo appena risolto una questione importantissima. Poi abbassa lo sguardo sul foglio davanti a sé.

«Aspetta.»

«Cosa?»

Non mi risponde. Gira il disegno che stava colorando, una specie di dinosauro blu con quattro zampe di lunghezze diverse e prende la matita.

«Che fai?»

«Un contratto.»

«Cos'è un contratto?»

«Una cosa che se la scrivi poi non puoi cambiare idea.»

La spiegazione mi sembra abbastanza convincente.

Liam si piega sul foglio, coprendolo con un braccio perché io non possa sbirciare.

«Non guardare.»

«Perché?»

«Perché no.»

«Ma se è anche il mio contratto devo guardare.»

«Quando ho finito.»

Sbuffo, ma aspetto. Lo osservo muovere lentamente la matita, con la lingua stretta tra i denti per la concentrazione. A un certo punto cancella qualcosa con il dito, lascia una macchia grigia sul foglio e ricomincia.

Poi finalmente lo gira verso di me.

Sul retro del dinosauro, nella sua calligrafia storta da bambino di otto anni, c'è scritto:

CONTRATTO

Quando siamo grandi io Liam Scott sposo Alexandra Marie Carter.
Alexandra Marie Carter sposa me.
Non si può cambiare idea.

Sotto ha scritto il suo nome.

Liam Scott

Mi porge la matita. «Adesso firma.»

Guardo il foglio, poi lui. «Dove?»

«Qui.»

Indica uno spazio sotto il suo nome.

Scrivo Alexandra Marie Carter cercando di fare le lettere più belle che posso, anche se la r mi viene storta e devo ripassarla due volte.

Liam prende il foglio e lo osserva soddisfatto.

«Adesso è ufficiale.»

«Cosa vuol dire ufficiale?»

«Che devi sposarmi.»

«Okay.»

Lui sorride e torna a colorare come se niente fosse.

Nate finalmente si gira verso di noi. «Siete due idioti.»

Non importa. Ho sei anni, Liam Scott ne ha otto e ho appena deciso chi sposerò da grande.

Non so ancora che passerò buona parte della mia vita a desiderare che lui si ricordi di avermelo chiesto.

The Unwritten RuleHistorias para obsesionarse. Descúbrelo ahora