1. Non dimenticartene

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"Ashley non dimenticartene"

"lo farò"

"lo farai? te ne dimenticherai?

"no, farò quello che hai detto, ovvero non dimenticarmene"

"stai volutamente raggirando la cosa o sbaglio?"

"può darsi"

Non mi sarei dimenticata delle sue richieste, nemmeno di quello che mi aveva confidato Chris. O almeno così credevo.
Ma non mi importava, non avevo voglia di passare altro tempo con lui, mi aveva già scocciata con il suo fare saputello in tutto ciò che aveva da dire.

Volevo solo farmi riparare il cellulare che avevo rotto per sbaglio nel suo negozietto in cui riparava elettrodomestici e roba varia. Ero entrata tra l'altro per un consiglio sulla mia friggitrice ad aria e me ne sono uscita con lo schermo del telefono rotto.
Mi è caduto mentre stavo per salire al solito gradino quasi impercettibile che c'è prima di arrivare al bancone.
Così inutile, ho sempre pensato.
Infatti inciampai.

Risatine e battute a caso, Chris è il solito personaggio tuttofare, quel ragazzo che tutti conoscono giù in città che non ho mai sopportato.
Forse perché abbiamo un carattere troppo simile per essere compatibili, ma anche molto diverso sotto certi aspetti.

Aveva l'abitudine di iniziare a parlare di una cosa e finire a parlarne di un'altra mentre tu stai ancora cercando di capire il nesso con il gancio iniziale.
Poi riusciva a confidarsi con me come se davanti avesse avuto il suo migliore amico, ma io non lo ero affatto.

Mi aveva raccontato che aveva iniziato un progetto di vendite online per allargare il guadagno del suo mercato. Diceva che non voleva ancora dirlo a nessuno ma che se l'era fatto sfuggire con me.

Ma a me cosa importava? Ero solo troppo nervosa perché avevo rotto lo schermo.
Mi sentivo truffata. Entro per una cosa e quel gradino sembrava averlo messo a posta lì per generare altre vendite.

Se fosse stato realmente così, poteva anche essere una genialata di marketing... crudele aggiungerei.

Mi aveva dato dei bigliettini da visita che presentavano il suo futuro progetto, mi aveva chiesto di lasciarli in giro a tempo perso, di condividerli con i miei colleghi di lavoro, ma soltanto quando mi avrebbe dato lui il via.

Che scocciatura!
Si era offerto però di sistemarmi il telefono gratis quindi accettai quasi per costrizione.

Uscii dal negozio con un telefono di riserva che probabilmente aveva visto più cadute del mio e una manciata di bigliettini infilati nella borsa.

«E non perderli!» gridò Chris da dentro.

Mi voltai appena senza dare nessun cenno di risposta.

«Ashley!»

Roteai gli occhi e continuai a camminare.

Forse era quello il modo migliore per avere a che fare con Chris: non dargli mai troppa confidenza.

Comunque in quel preciso momento guardai il telefono che mi aveva appena prestato e la batteria segnava il trentadue per cento.

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