Naomi
Non ho mai creduto nelle storie d'amore.
Non perché pensassi che non esistessero, semplicemente non pensavo fossero fatte per me. Era una di quelle cose che osservi da lontano, come i fuochi d'artificio: bellissimi quando li guardi, ma completamente estranei quando sei tu a stare lì sotto.
Avevo visto le mie amiche innamorarsi, le avevo viste passare ore a scegliere cosa indossare prima di un appuntamento, sorridere davanti al telefono come delle cretine e dire frasi come «secondo me questa volta è diverso».
E io ero sempre stata quella seduta accanto a loro, quella che ascoltava, quella che dava consigli, quella che, alla fine, diceva: «Lascialo perdere.»
Come se sapessi qualcosa sull'amore.
La verità era che non sapevo assolutamente niente. Avevo avuto qualche cotta, certo, qualche messaggio interpretato male, qualche conversazione durata abbastanza da farmi pensare forse, ma niente che fosse mai diventato qualcosa.
E, dopo un po', avevo smesso di aspettarmelo.
Era più semplice così. Niente aspettative, niente delusioni, niente cuore spezzato.
Almeno, questo era quello che mi raccontavo.
«Naomi!»
Sentii qualcuno urlare il mio nome dall'altra parte della strada, ma continuai a camminare.
«Naomi!»
Niente.
«NAOMI, SE NON TI FERMI GIURO CHE TI LANCIO IL TELEFONO!»
Mi girai. Valentino era fermo sul marciapiede opposto, con una borsa appesa a una spalla, il telefono in mano e un'espressione che lasciava intendere che fosse pronto a commettere un crimine.
Alzai una mano. «Che vuoi?»
«È da cinque minuti che ti chiamo!»
«Non ti sentivo.»
«Certo.»
Attraversò la strada senza neanche guardare se arrivassero macchine. Lo fissai per qualche secondo, incredula.
«Un giorno morirai.»
«Sì, ma sarò bellissimo anche da morto.»
«Questo è discutibile.»
«Invidiosa.»
Sorrisi e ripresi a camminare, mentre Vale si affiancava a me.
«Dove stavi andando?»
«A casa.»
«Da sola?»
«Sì.»
«E io?»
«Tu cosa?»
«Non mi aspettavi?»
Lo guardai con aria seria. «Vale, non sapevo neanche che venissi.»
«Quindi mi stai dicendo che sono comparso casualmente nella tua vita?»
«Più o meno.»
«Wow. E dopo tutto quello che abbiamo passato insieme.»
«Abbiamo quattordici anni.»
«Appunto. Un sacco di traumi.»
Scoppiai a ridere. Era impossibile essere seri con lui.
Vale aveva quel talento assurdo di riuscire a trasformare qualsiasi situazione in qualcosa di leggero. Anche quando io non avevo voglia di parlare, lui trovava sempre un modo per farmi sorridere, ed era probabilmente per questo che era diventato il mio migliore amico.
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UNFINISHED - love & regrets
RomanceA volte alcune persone entrano nella nostra vita per restare. Altre, invece, se ne vanno lasciando qualcosa in sospeso. Lei aveva finalmente smesso di pensarci. Aveva imparato ad andare avanti, a convincersi che alcune storie semplicemente non erano...
