Non sono un tipo che ama vantarsi, ma con il legno ci so fare. Ottima falegnameria, niente di più, checché ne dica la gente.
Sostengono che le mie porte si aprano sui luoghi immaginati da chi le attraversa. Sciocchezze. Io piallo le assi, le levigo, le incardino. Se poi qualcuno ci crede e si sente meglio... be', è affar suo.
Giorni fa è venuta una donna da Gewin. Voleva una porta per rivedere il figlio disperso in mare. Non sta proprio a me giudicare, i denari sono i suoi. Difatti gliel'ho costruita: rovere, cerniere di ferro e un bel catenaccio robusto. Ora lei è nel mio retrobottega, in piedi davanti al lavoro finito.
Non emette un fiato.
Poi si volta e per un attimo sembra più giovane. Attraversa la porta.
Scompare.
Faccio passare una clessidra, due. Busso, chiamo, smonto i cardini. Niente. Allora la rimonto e... non resisto.
Dall'altra parte c'è una spiaggia che non conosco. Il sole è basso e il mare ha il colore del vino. La donna è là, seduta sulla riva accanto a un giovane mozzo. Ridono.
Provo a raggiungerli, ma le gambe sono due macigni. Già: quello è il loro luogo, non il mio. Io sono solo un fantasma.
Torno indietro e siedo tra le porte rimaste. In trent'anni ne ho costruite centinaia. E hanno sempre funzionato.
Ho passato la vita a mandare le persone dentro i propri sogni, convinto di vendere solo ottima falegnameria. Quante ne ho perse senza saperlo?
Ne scelgo una.
Immagino Mareen, la finestrella tra i denti da latte e le ginocchia sbucciate. Provo a crederci.
YOU ARE READING
Ottima falegnameria
FantasyDa trent'anni costruisce porte. Le leviga, le incardina, ne cura ogni dettaglio. E non importa se i clienti sostengono che possano aprirsi verso luoghi impossibili: lui sa di vendere soltanto ottima falegnameria. Almeno, questo è ciò che ha sempre c...
