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PRIMA PARTE: "SOLE"

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10 agosto, domenica

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10 agosto, domenica

«Chiudi la serranda di camera tua, Martina».

È mia mamma che mi scoccia durante la sera tarda, perché ha paura che possano entrare i ladri di notte a rubare tutti gli oggetti preziosi che abbiamo in casa, tra cui gioielli di mia nonna materna Laura. Il primo d'aprile lei disse a me, a mia mamma Giuliana e a mio fratello Marco che i ladri le avrebbero fatto un enorme piacere se portassero via molti di quei gioielli, perché le sono stati regalati da amici e parenti durante il suo matrimonio con mio nonno Romolo. All'inizio pensammo che ci stesse prendendo in giro, ma poi, notando il suo sguardo inacidito, capii che non era così. I miei nonni non vanno affatto d'accordo per via di un grave torto che lui le aveva fatto negli anni sessanta.

Io non sono d'accordo con mia nonna: quelle collane, quei bracciali e quegli orecchini sono bellissimi.

«Sì, mo' la chiudo».

«Hai finito di preparare la valigia?» mi chiede mamma appoggiandosi allo stipite della porta della mia stanza.

«No».

Ignoro le sue lamentele per concentrarmi a chiudere la serranda della mia finestra. Domani tutta la mia famiglia — me compresa — partirà alle sette del mattino con la macchina di mio papà Alfredo per andare a Termoli, cittadina in provincia di Campobasso. Noi abitiamo a Pescara, quindi siamo abbastanza vicini. Con noi verranno, con un'altra macchina e in contemporanea, i miei zii di secondo grado Antonia Campanella e Piero Scognamiglio e i miei cugini Elisa e Carmine. Antonia è cugina di primo grado di mia mamma, e sono molto legate, specialmente da quando la seconda figlia dei miei zii, Alice, è morta anni fa. Un durissimo colpo, per noi e soprattutto per loro. Non sono pescaresi al cento per cento, ma abitano a Sante Piane, un paesino in provincia di Pescara. Elisa ha otto anni, ma è come se ne avesse venti; Carmine ne ha ventiquattro, ma è come se ne avesse diciassette. Lui è coetaneo del mio unico fratello, con la differenza che Marco è pessimista, e Carmine è allegro. È il mio cugino preferito, subito dopo la mia cugina di primo grado Samuela Camplone. Carmine è gentile, simpatico, accomodante, affettuoso e amante della famiglia.

È anche un bel ragazzo.

È appropriato pensare questa cosa di un proprio parente?

«Che altro vuoi aggiungere alla valigia tua?»

Ci penso per qualche secondo e rispondo: «Questo costume e questo profumo».

Mamma fa una faccia schifata, e mi chiede prevenuta: «Non è uno di quei profumi che puzzano di fogna?»

«No. Profuma di limone, legno e geranio. È un profumo estivo».

Lei detesta le eaux de parfum dagli odori forti, come ad esempio la maggior parte dei profumi maschili. Infilo la boccetta di vetro giallino in una tasca superiore della mia personale valigia; è di una marca lowcost francese, che si chiama "Trésors d'Amour". Un nome molto basic, ma che funziona.

«Okay, adesso è pronta la mia valigia.» dico con ampia soddisfazione, chiudendola con la zip che fa un rumore tipo crrrac.

Mia mamma mi strappa praticamente la valigia dalle mani e la posiziona sotto la mia finestra, appoggiata contro la parete rosa pastello. Mi dà sui nervi quando fa così: ancora non capisce che non sono più una bambina, che so fare le cose anche da sola. Ma per lei sarò sempre la sua piccola Martina. Oddio, per certi aspetti mi sento ancora una bambina. Guardo ancora oggi i cartoni animati della mia infanzia, quando fanno le repliche in TV o sul mio tablet. Le Winx, i My Little Pony, tutti i film di Barbie, Adventure Time, eccetera eccetera. A parte questo, io sono diventata grande. Sono diventata di quattro centimetri più alta (qualche anno fa ero un metro e sessantasei). Fra sei giorni sarà il mio diciottesimo compleanno. Fra un anno (si spera) prenderò la patente e inizierò a guidare. Fra un anno affronterò la maturità con i miei compagni di classe (quelli che non sono stati bocciati al quarto superiore!).

E magari avrò anche il coraggio di dichiararmi a Mattia D'Angelo, un mio compagno di classe dal primo anno. I miei due migliori amici di sempre, Barbara e Daniele, mi fanno una testa così ogni volta che ci vediamo sul fatto che io dovrei confessare a Mattia i miei sentimenti e che guardo tutti i giorni le sue foto su Instagram e i suoi video su TikTok.

Ma per dichiararmi al ragazzo che mi piace c'è ancora tanto tempo, no?

«Ti sei già lavata i denti?»

«Sì mamma, ho fatto tutto».

«Brava». Mamma Giuliana si avvicina a me e mi dà un bacio sulla fronte come dimostrazione che mi sono comportata da ragazza responsabile.

«Ora mettiti a dormire che è già mezzanotte meno venti, sennò domani mattina hai difficoltà a svegliarti».

Sbuffo. Dopo avermi detto che sono brava, adesso indirettamente mi tratta da infante. Che due balle.

«Sì, lo so».

Indosso un pigiama bianco corto con sopra stampati dei gattini neri e grigi, pigiama comprato a maggio di quest'anno a Primark. Vado verso il mio letto, sfilo il lenzuolo bianco, mi ci metto sotto, mi stendo su un lato e socchiudo gli occhi.

La mamma si china sul mio viso e mi dà di nuovo un bacio, stavolta sulla guancia sinistra, e mi sussurra dolce: «Buonanotte tesoro. Questa vacanza ti piacerà, anche se non andiamo tanto lontani».

Si allontana e, chiudendo totalmente la porta, spegne anche la luce della camera.

Credo che abbia ragione: questa vacanza mi piacerà.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Jul 23 ⏰

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