Movistar...HERE WE COME

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Mancavano solo due giorni al concerto di Abraham Mateo al Movistar Arena di Madrid, l'evento con cui avrebbe celebrato i suoi vent'anni di carriera. Per Nerea, 23 anni, che viveva a Barcellona, quei giorni sembravano non passare mai.
Seduta sul letto della sua camera nel piccolo appartamento che divideva con i suoi genitori a Barcellona, aveva il telefono in mano e una montagna di vestiti sparsi ovunque. Continuava a controllare i biglietti nell'app, come se da un momento all'altro potessero sparire.

Il cellulare vibrò.

Marta: "Dimmi che hai già preparato tutto, perché io sto andando nel panico!"
Nerea rise e rispose subito.
Nerea: "Preparato? Ho cambiato idea sull'outfit almeno dieci volte."
Pochi secondi dopo arrivò una videochiamata.
«Fammi vedere!» disse Marta appena comparve sullo schermo dalla sua casa, anche lei a Barcellona. Anche Marta aveva ventitré anni ed era emozionata quanto la sua migliore amica.

Nerea girò la fotocamera verso il caos della sua stanza.
«Ecco la situazione.»
Marta scoppiò a ridere.
«Sei impossibile! Tanto finirai per mettere i jeans che metti sempre.»
«Non è vero!» protestò Nerea. «È il concerto dei vent'anni di carriera di Abraham. Deve essere una giornata perfetta.»
«Hai ragione. Allora facciamo un piano. Sabato mattina ci troviamo presto alla stazione di Sants, prendiamo l'AVE per Madrid, mangiamo qualcosa vicino al Movistar Arena e poi entriamo con calma.»
«Così possiamo comprare anche il merchandising!» aggiunse Nerea con gli occhi che brillavano.
«Esatto. E speriamo di essere abbastanza vicine al palco.»
Per qualche secondo rimasero entrambe in silenzio, sorridendo.
«Ci pensi?» disse Nerea. «Lo seguo da quando ero una bambina... e adesso lo vedrò festeggiare vent'anni di carriera.»
«Sarà una serata che non dimenticheremo mai.»
Dopo aver riattaccato, Nerea aprì Spotify e fece partire una playlist di Abraham Mateo. Mentre le sue canzoni riempivano la stanza, iniziò finalmente a scegliere i vestiti da mettere in valigia.
Ogni tanto si fermava a immaginare il momento in cui sarebbero arrivate a Madrid, si sarebbero messe in fila davanti al Movistar Arena, le luci si sarebbero spente e Abraham sarebbe salito sul palco.
Non poteva sapere che quel concerto, per cui stava viaggiando da Barcellona insieme alla sua migliore amica, avrebbe cambiato la sua vita in un modo che non avrebbe mai immaginato.

Il venerdì sembrò interminabile.
Nerea cercò di concentrarsi sul lavoro, ma ogni cinque minuti si ritrovava a guardare il telefono. Le mancavano meno di ventiquattro ore al concerto di Abraham Mateo al Movistar Arena di Madrid.
Verso le sei del pomeriggio ricevette un messaggio da Marta.
Marta: "Ho finito di lavorare! Domani alle 7:00 a Sants. Non fare tardi!"
Nerea: "Io? Sei tu quella che arriva sempre all'ultimo!"
Marta: "Questa volta no. Ho già preparato tutto."
Nerea: "Anch'io... credo."
Marta le inviò una faccina che rideva.
Dopo cena, Nerea aprì la valigia sul letto e iniziò a controllare tutto per l'ennesima volta.
Biglietti.
Carta d'identità.
Caricabatterie.
Power bank.
Portafoglio.
Il regalo che aveva preparato per Abraham, anche se sapeva che probabilmente non sarebbe mai riuscita a consegnarglielo.
Era una lettera scritta a mano, dove gli raccontava quanto la sua musica l'avesse accompagnata negli anni più difficili della sua vita. La ripiegò con cura e la infilò nella borsa.
Prima di andare a dormire, aprì Instagram.
Il profilo di Abraham era pieno di foto e video delle prove generali al Movistar Arena. Luci, ballerini, strumenti, il palco gigantesco... tutto faceva capire che sarebbe stato uno spettacolo speciale.
Nerea sorrise.
«Domani ci sarò anch'io...» sussurrò.

Alle sei del mattino la sveglia suonò.
Per una volta non servì rimandarla.
Nerea era già sveglia.
Si vestì in fretta, indossando un paio di jeans chiari, una maglietta bianca e una giacca di pelle nera. Si truccò leggermente, prese la valigia e uscì di casa.
Fuori l'aria di Barcellona era fresca.
Quando arrivò alla stazione di Sants vide Marta che la stava già aspettando con uno zaino sulle spalle e un caffè in mano.
«Non ci credo...» disse Nerea ridendo. «Sei arrivata prima di me.»
«Segnatelo sul calendario.»
Si abbracciarono forte.
«Ci siamo davvero.»
«Pronta per Madrid?»
«Più che pronta.»
Salirono sull'AVE con un sorriso enorme stampato sul volto.
Mentre il treno lasciava Barcellona alle loro spalle, le due amiche passarono il viaggio parlando del concerto, riguardando vecchi video di Abraham e cercando di indovinare quali canzoni avrebbe cantato.
Ogni chilometro che le avvicinava a Madrid faceva aumentare l'emozione.
Nessuna delle due immaginava che, di lì a poche ore, un semplice imprevisto all'ingresso del Movistar Arena avrebbe fatto incrociare il destino di Nerea con quello di Abraham Mateo.
Dopo poco più di due ore e mezza di viaggio, il treno arrivò finalmente alla stazione di Madrid-Puerta de Atocha. Nerea e Marta uscirono con le loro valigie, presero la metropolitana e, dopo aver lasciato i bagagli nell'hotel, si diressero subito verso il Movistar Arena.
Erano ancora le quattro del pomeriggio, ma da lontano si vedevano già centinaia di persone radunate davanti all'arena.
«Guarda quanta gente...» disse Nerea, fermandosi per un momento.
L'atmosfera era elettrica.
Ovunque c'erano fan con magliette di Abraham Mateo, felpe con il suo logo, striscioni colorati e cartelloni con scritto "20 años contigo" e "Gracias por tu música". Alcuni avevano preparato braccialetti da regalare agli altri fan, mentre altri ripassavano a memoria i testi delle canzoni.
Da una cassa portatile partì Maníaca e, nel giro di pochi secondi, un gruppo di ragazzi iniziò a cantare e ballare. Le persone intorno si unirono battendo le mani a tempo.
«Sembra già iniziato il concerto!» esclamò Marta ridendo.
Nerea si guardava intorno con gli occhi pieni di meraviglia. Non era mai stata a un evento del genere.
«È incredibile... siamo tutti qui per lui.»
Le due amiche si misero in fila insieme agli altri fan. Davanti a loro c'erano due ragazze arrivate da Siviglia alle cinque del mattino, mentre dietro di loro un gruppo di amici raccontava di aver seguito Abraham in diverse città durante il tour.
Il tempo sembrava passare velocemente.
Ogni tanto qualcuno gridava «¡Abraham!», e l'urlo veniva ripetuto da decine di persone, facendo scoppiare tutti a ridere.
Verso le cinque e mezza arrivarono alcuni addetti dello staff per sistemare le transenne e controllare che tutto procedesse con ordine. L'emozione aumentò ancora di più.
«Tra poco apriranno...» disse Marta stringendo il biglietto tra le mani.
Nerea annuì senza riuscire a staccare gli occhi dall'ingresso del Movistar Arena.
Proprio in quel momento un grande furgone nero si avvicinò all'ingresso riservato agli artisti.
Per qualche istante tutta la folla trattenne il fiato.
«Secondo te... è lui?» sussurrò Nerea.
Nessuno riusciva a vedere bene i finestrini oscurati, ma bastò quel dubbio perché decine di fan iniziassero ad applaudire e a chiamare il suo nome.
Nerea sorrise. Mancava pochissimo. Ancora qualche minuto e avrebbe finalmente assistito al concerto che sognava da anni, senza immaginare che quella giornata stava per prendere una piega completamente inaspettata.

Nerea era appoggiata alla transenna, osservando la folla che continuava ad aumentare davanti al Movistar Arena.
«Allora?» chiese Marta. «Qual è la canzone che speri di sentire più di tutte stasera?»
Per un attimo Nerea rimase in silenzio.
«Mi vecina.»
Il sorriso di Marta si attenuò leggermente. Conosceva bene il motivo.
«Lo immaginavo.»
Nerea abbassò lo sguardo verso il braccialetto che portava sempre al polso.
Erano passati quasi tre anni, ma il ricordo era ancora vivido.
«Sai...» disse piano a Marta. «Ogni volta che la ascolto mi sembra di sentirlo ancora accanto a me.»
Marta le strinse una mano.
«Lui sarebbe orgoglioso di te.»
Nerea sorrise, anche se aveva gli occhi lucidi.
«Forse.»
Guardò il grande edificio del Movistar Arena davanti a sé.
«Vorrei sentirla dal vivo almeno una volta. Non per essere triste... ma per ricordarlo nel modo giusto.»
Marta annuì.

«Allora speriamo che Abraham la canti stasera.»
Nerea inspirò profondamente.
Tra poche ore sarebbe iniziato il concerto più importante della sua vita.
E, in fondo al cuore, sperava che tra tutte le canzoni della serata ce ne fosse una dedicata a un ragazzo che non avrebbe mai dimenticato.

TRA UNA CANZONE E IL DESTINO - ABRAHAM E NEREAStories to obsess over. Discover now