We've updated our Content Guidelines.
Review the latest guidelines to keep sharing stories safely.

Prologo: Un'anima buia

27 6 9
                                        

Celine

A volte mi chiedo cosa si prova a essere liberi. Mi chiedo se certe persone viziate, che danno tutto per scontato, siano consapevoli che mentre si lamentano di cose piccolissime, hanno quello che più desidero al mondo: la libertà.

La libertà di vestirsi come si vuole, di mangiare quello che si vuole, di dire la propria opinione, e di vivere la propria vita senza dover pensare a problemi di adulti e senza paura.

La maggior parte delle cose che faccio è controllata da mio padre, Marcel, il quale molte volte ho la sensazione che non mi veda come una figlia, ma più come un giocattolino modellato in modo che secondo lui sia perfetto.

Ho come la sensazione che in realtà non gliene frega niente di come mi sento o delle mie emozioni.

A lui basta che sia "perfetta" ai suoi occhi. E per quanto mi sforzi di farlo, non riesco a capirne il motivo.

Un padre non dovrebbe volere la felicità per sua figlia?

Per quanto a volte lo pensi, non riesco ad accettare che forse mio padre non mi ama. Lui mi ama... solo a modo suo.

La cosa che sembra più sbagliata di tutte, è che io lo accontento.
Cerco di essere il suo modellino perfetto, sperando che magari così mi dimostrerà un pò di amore... ma col passare del tempo mi sono resa conto che non è così.

Mia sorella maggiore, Kate, fa il mio esatto opposto: non ci tiene proprio a essere come dice lui. E ha fatto la scelta giusta a non assecondarlo.
Ma lei ha 20 anni, per lei è stato più facile perchè essendo già grande, ha capito fin da subito che non avrebbe ottenuto niente. E infatti mio padre quasi non la calcola

Io quando ho deciso di seguire mio padre ero appena nell'età dell'adolescenza, avevo circa 11 anni, e desideravo solo l'amore che vedevo negli altri padri.

Come poteva una bambina pensare che avrebbe solo ricevuto il doppio delle richieste, e soprattutto che le sarebbe stata tolta la libertà?

Si potrebbe pensare che l'idea più logica sarebbe quella di ribellarmi e di non dargli più retta.

Ma le persone non sanno che l'idea cambia quando sei dentro la situazione.

Infatti papà ha degli scatti d'ira che mi fanno raggelare il sangue, e il solo pensiero che possa fare una certa sceneggiata davanti a me o addirittura che possa alzarmi mani, mi fa venire la nausea.

Negli anni ho sperato che la situazione cambiasse, ho sognato di poter fare le cose che mi erano state vietate, ma col tempo ho capito che le mie erano solo illusioni.

Così ho smesso di sognare, e ora sono una delle persone più realiste sulla faccia della terra.

Quando mi chiedono qual è la mia più grande paura, nella mia mente penso proprio che è la paura di sognare.

Non è solo una respinsione, è una vera e propria paura.

Mi fa paura pensare di illudermi di nuovo e buttare inutilmente altre lacrime.

Ma ovviamente la mia vita non ha solo lati negativi, c'è qualcosa di bello: l'unica cosa a cui non hanno tolto la libertà, è il tennis.

Quando ero piccola ero costretta a fare basket, lo sport preferito di mio padre, ma a casa di nascosto mi esercitavo a tennis, grazie alle racchette e alle palline che possiedo grazie a mia madre, appassionata anch'essa.

Speravo che se papà mi avesse vista già brava a tennis, mi avrebbe fatto giocare.

Ma non è andata proprio così: quando ho rivelato a papà che volevo abbandonare basket per fare tennis, si infuriò, e ho immaginato un altro sogno sgretolarsi, pensando che avevo passato anni a esercitarmi a tennis inutilmente, ma alla fine ci sono voluti giorni di suppliche e di pianti irrefrenabili per convincerlo.

A 12 anni mi ha iscritta a tennis, e quando ha visto tutta l'attività fisica che ci fanno fare, alla fine mi ha accontentata.

Sono convinta che l'abbia fatto sperando che così avrei ottenuto un bel fisico, visto che da piccola non lo avevo, ma non importa: a me basta che gioco.

Amo il tennis perchè è l'unica cosa in cui ho avuto un briciolo di libertà, così come sono libera anche in campo mentre gioco.

Ho anche molte amiche, tra le quali la mia migliore amica, Charlotte, alla quale però non racconto i miei problemi, come non li racconto a nessun altro.
Ma comunque è importantissima nella mia vita perchè mi fa ridere come non lo fa nessuno.

Ma nonostante tutto, non penso proprio di vivere bene: nelle mie due fonti di felicità, anche se meno, c'è sempre la presenza di mio padre (perchè, non so per quale motivo, sembra odiare Charlotte), e questo mi fa ricordare che a quanto pare non posso avere un minimo di pace da nessuna parte.

Quella che ho io è un'anima buia, senza sogni e senza pace, che sembra destinata a non trovare nemmeno una piccola scintilla.

Nota dell'autrice:

Spero che qualcuno inizi a leggere la storia, anche perchè ci ho riflettuto davvero tanto su come iniziare questa storia. La copertina la farò domani, visto che ora è quasi mezzanotte e non ho tempo. Spero che il prologo vi sia piaciuto, e ci vediamo nei prossimi giorno con la pubblicazione dei primi capitoli, ciao ciaooo❤️‍🩹

Anime opposte ma similiStories to obsess over. Discover now