Prologo.

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𝘊𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘵𝘪 𝘤𝘢𝘮𝘣𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘢𝘳𝘳𝘪𝘷𝘢𝘯𝘰, 𝘮𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘴𝘦 𝘯𝘦 𝘷𝘢𝘯𝘯𝘰.

Ci insegnano a salvare le vite ed è per questo che ho scelto medicina: imparare a riconoscere il dolore, a prendere decisioni difficili senza esitazioni, a credere che tutto possa essere spiegato o aggiustato, come se il corpo umano fosse una macchina perfetta e non qualcosa di infinitamente più fragile e imprevedibile.
Ti insegnano che se studi abbastanza, se ti alleni abbastanza, se resisti abbastanza allora esiste sempre una risposta giusta e all'inizio ci credi davvero.
Io ci avevo creduto per anni. La mia vita era fatta di lezioni, tirocini, sale operatorie illuminate fino a notte fonda, turni che cancellavano la distinzione tra giorno e notte.
Ogni mia giornata aveva un obiettivo preciso, ogni gesto un senso, ogni sacrificio una direzione.
Non lasciavo spazio per le domande inutili, per i dubbi che non servono a salvare nessuno, per tutto ciò che non poteva essere misurato o controllato.
Non mi ero mai fermato a chiedermi se mi mancasse qualcosa, perché ero convinto che non mi mancasse nulla o che, qualunque cosa fosse, potesse essere rimandata.
L'amore, per me, non era una priorità.
Non perché non ci credessi, ma perché avevo sempre pensato che sarebbe arrivato quando ci fosse stato più spazio tra una responsabilità e l'altra: dopo lo studio, dopo la carriera, dopo aver costruito tutto ciò che doveva essere stabile prima di permettermi di crollare in qualcosa di instabile come un sentimento.
Per molto tempo mi era bastato questo pensiero ma la vita non segue mai l'ordine che cerchiamo di darle, non rispetta i piani, non aspetta i momenti giusti e non si ferma quando non siamo pronti.
Ci sono incontri che non hanno niente di straordinario quando iniziano: nessun segnale evidente, nessuna musica in sottofondo, nessuna scena che faccia capire che qualcosa sta per cambiare.
Ci sono persone che entrano nella tua vita quasi per caso e all'inizio la loro presenza ti sembra quasi insignificante, eppure, giorno dopo giorno, iniziano a occupare zone che non sapevi nemmeno esistessero dentro di te.
Ero convinto di avere il controllo sulla mia vita. Pensavo di sapere dove stessi andando, cosa volessi diventare, cosa fossi disposto a sacrificare per arrivarci e soprattutto, cosa fosse abbastanza importante da meritare la mia attenzione.
Credevo che la razionalità fosse sufficiente a tenere tutto al suo posto e che bastasse restare lucidi per non perdersi.
Mi sbagliavo di grosso.
Ci sono emozioni che non si possono rimandare e persone che arrivano proprio quando sei convinto di non avere bisogno di nessuno e quando succede, non importa quanto tu sia bravo a leggere un elettrocardiogramma o quanto conosca il corpo umano: ci sono battiti che nessun manuale insegna a interpretare e ferite che non si vedono in nessuna TAC.
Ci sono persone che ti cambiano davvero.
Non fanno nulla di straordinario, entrano nella tua vita in un giorno qualunque e solo molto tempo dopo capisci che non era affatto un giorno qualunque.
Quel giorno, per me, ha una data precisa.
27 ottobre 2024.
Questa non è soltanto una storia d'amore.
Questa è la mia storia.
È la storia di come il mio tempo si sia diviso in: un prima di lei, con lei e in un dopo di lei.

Il resto di noi.Stories to obsess over. Discover now