IL PRIMO GIORNO

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Il cancello del Westbridge College sembrava più grande visto da vicino.

Emma Carter rimase ferma davanti all'ingresso, con lo zaino stretto tra le mani. Non perché fosse pesante, ma perché era l'unica cosa che le dava una scusa per non tremare.

Studenti ovunque.

Risate. Abbracci. Voci che si intrecciavano senza fatica.

Tutto quello che per lei non veniva naturale.

È solo un college, si disse. Niente di più.

Fece un respiro lento e attraversò il cancello.

Il rumore la investì subito, come un'onda: troppo forte, troppo vivo. Emma abbassò lo sguardo e si concentrò su qualunque cosa non fossero le persone.

Il pavimento.

Le sue scarpe.

Il telefono.

Qualsiasi cosa.

«Sembri persa.»

La voce la fece sobbalzare.

Emma si girò di scatto.

Una ragazza la stava osservando con un sorriso tranquillo, quasi curioso. Era bellissima senza sforzo: capelli perfetti, occhi attenti, un'aria sicura ma non arrogante.

«Io... sì.» ammise Emma dopo un secondo. «Sono nuova.»

«Perfetto, allora ti salvo io prima che questo posto ti divori viva.» disse la ragazza con naturalezza. «Io sono Chloe.»

Emma esitò un istante, poi annuì.

«Emma.»

Chloe non le lasciò il tempo di aggiungere altro e iniziò a camminarle accanto.

«Regola numero uno del Westbridge: nei primi dieci minuti devi trovare almeno una persona che ti faccia da ancora sociale.»

Emma la guardò di lato. «E se non la trovi?»

Chloe sorrise.

«Allora sopravvivi a base di caffè e trauma.»

Emma lasciò uscire una piccola risata, quasi sorpresa di farlo davvero.

Camminarono insieme tra i corridoi affollati finché Chloe non rallentò.

«Ok.» disse, più piano.

Emma seguì il suo sguardo.

E lo vide.

Appoggiato al muro dell'edificio principale, come se il mondo intero gli appartenesse ma non gli interessasse davvero. Giacca scura, postura rilassata, mani in tasca.

Attorno a lui c'erano persone.

Ragazze soprattutto.

Che ridevano troppo forte.

Lui no.

Lui sembrava distante.

Poi alzò lo sguardo.

E lo fissò su di lei.

Emma si immobilizzò.

Non era un semplice sguardo casuale. Era diretto. Calmo. Troppo consapevole.

Come se l'avesse già notata prima ancora che lei sapesse della sua esistenza.

Emma distolse gli occhi troppo in fretta.

«Noah Black.» disse Chloe con un sospiro, come se quel nome fosse un avvertimento. «Il classico errore del college.»

«Perché?»

Chloe non la guardò subito.

«Perché tutte credono di poterlo capire. E nessuna ci riesce.»

Emma non rispose.

Ma quando riprese a camminare, sentì una cosa che non voleva sentire:

il bisogno di guardare indietro.

E lui era ancora lì.

Ancora a guardarla.

La ragazza nuova e il ragazzo che nessuno poteva avere - SEASON 1Where stories live. Discover now