Prologo

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A volte il destino sapeva essere davvero bastardo.
Credevo che ormai nulla potesse più scalfirmi, dopo tutto il casino che era stata la mia vita. Eppure tutto mi sarei aspettata, tranne la notizia che avevo appreso quella notte.

John Winchester, il mio mentore, era morto.

E non in battaglia.
Non mentre combatteva un demone o un mostro.

No.
Era semplicemente morto per un incidente d'auto.

Un attimo prima stava bene, quello dopo era riverso sul pavimento di una stanza d'ospedale.
Se n'era andato come un idiota qualunque.
Ed era questo che faceva più male.

Ma non quanto le ultime parole che ci eravamo scambiati l'ultima volta che ci eravamo visti.
Parole che continuavano a rimbombarmi in testa, senza tregua.
A volte mi domandavo se sarei riuscita a evitare tutto... se solo non mi avesse scacciata via come un peso morto.

«Cazzo.»

La bottiglia di birra che avevo in mano fece esattamente il rumore che mi aspettavo quando la lanciai dall'altra parte della strada.
Mi sentivo tradita. Impotente. Incazzata da morire.
Tutto quello che ero riuscita a costruire... svanito come fumo in un incendio.

Ma piangere e incazzarmi non era quello che mi serviva.

Mi infilai nella mia Camaro nera opaca e chiusi lo sportello con un colpo secco.
Dovevo trovarli.

John, prima di andarsene, mi aveva detto di chiamare suo figlio Dean se mai avessi avuto bisogno di aiuto.
Che la famiglia veniva prima di tutto.
Questo prima che lo mandassi al diavolo.
Prima che lui mi voltasse le spalle.

Misi in moto.
Il motore ruggì, spezzando il silenzio della notte. Non c'era più tempo per esitazioni, per debolezze, per rimpianti.
Solo io, la mia Cam e il bisogno inspiegabile di trovare i due fratelli Winchester.

Non sapevo nemmeno perché.
Sapevo solo che dovevo trovarli. Che ne avevo bisogno per mettere a tacere le voci che mi ronzavano nella testa.

Alzai il volume della radio: le prime note di "Back in Black" degli AC/DC esplosero nell'abitacolo.
Il riff della chitarra era tagliente come coltelli, il ritmo un pugno nello stomaco.
Proprio quello che mi serviva.

Strizzai gli occhi contro la pioggia leggera e il lampo dei fari.
John era morto. Il mondo era bastardo. Ma io ero viva.
E ora, finalmente, avrei trovato i Winchester.

Sam e Dean.
Non sapevo cosa avrei incontrato, non sapevo se mi avrebbero accolto o respinta.
Ma una cosa era certa: questa volta sarei stata io a dettare le regole.

La Camaro urlava sotto di me, la chitarra mi vibrava nelle ossa.
Accelerai sull'asfalto bagnato, con la pioggia che mi schiaffeggiava il viso e il rumore del motore che batteva allo stesso ritmo del mio cuore.

Lo pensai chiaramente.

La caccia stava per cominciare.
E io ero pronta.




{Spazio autrice}
Ciao a tutti,
mi sono sempre chiesta come sarebbe stato supernatural con una figura femminile costante. La perfetta sintesi di Dean e Sam. Ed ecco qui che nasce Selene Crow.
Beh per il momento non c'é molto da dire, spero solo che la storia vi piaccia e vi ringrazio anche solo per esservi fermati a leggere queste quattro fantasie che avevo in testa. Conta molto per me.
Detto questo vi auguro buona continuazione.
Che Dean e Sam Winchester siano con voi ragazzi.

Mindkiller Where stories live. Discover now