Primo incontro

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Non mi ricordo bene come è iniziata, ma so che è iniziata in modo strano.

Era il primo giorno di prima media, il 12 settembre 2022, ero parecchio agitata, indossavo dei pantaloni blu lunghi, con i brillantini sui lati, le scarpe bianche della Adidas, una maglietta bianca, e la giacca di jeans con le perline, che mi davano fastidio con su lo zaino (nero con i fiori).
Ero con la mia migliore amica di quei tempi, c'era un sacco di gente, e conoscevo solo 3 persone su 24.
L'ombra copriva la maggior parte del posto, e detto sinceramente avevo freddo, ma non lo avrei mai ammesso davanti a mia mamma.
Prima di entrare mia mamma decise di farmi una foto con Agata, la mia migliore amica delle elementari, abbastanza vanitosa e già legata come una sorella all'Uliana, che alle elementari andava nell'altra sezione, e a essere sincera ne ero abbastanza gelosa.
L'Agata indossava delle scarpe e nere, i leggings neri, e la felpa aderente nera; mi aveva parlato un sacco di volta di quell'outfit, persino in vacanza.
La preside chiamò la 1^A, e fummo obbligate a andare all'ingresso e a salutare i nostri genitori.
Mi faceva un po paura la preside, sia dal modo in cui parlava, sia per il trucco venuto male (l'eyeliner era stortissimo).
Poi una professoressa ci chiamò e andammo nella nostra classe, al terzo piano, cosa non gradita da una ritardataria come me.
Appena entrati in classe prendemmo posto, l'Agata si sedette con l'Uliana, e io con una sconosciuta, aveva i capelli scuri e ricci, raccolti in una folta coda di cavallo.
Era molto bassa, e indossava una felpa lilla, la sua carnagione era molto chiara, e aveva un cielo stellato di lentiggini in faccia.
Non avevo il coraggio di parlarle, ero troppo timida, e quindi aspettai che si presentasse lei.
Ma a quanto pare nemmeno lei aveva intenzione di parlare.
Le prime ore abbiamo fatto un "tour" della scuola, accompagnati da quelli di terza media. Era un'onore.
Stetti zitta, non proferii parola, avevo paura di dire cose sbagliate.
Quando tornammo in classe notai subito un ragazzo, ricciolo e più alto di me, sembrava simpatico, mi piaceva.
Le altre ore ci siamo presentate, anche a francese, in cui non avevo capito nulla.
Scoprii che la mia compagna di banco di chiamava Beatrice.
Appena uscii presi un gran respiro, essendo che abito in montagna era positivo, poiché l'aria era più pulita di qualsiasi altra città.
Tornai a casa e raccontai tutto a mia mamma.
Era felice, e per cena fece i Blini (блины), un piatto russo, originario delle zone di mia mamma, lei era russa, infatti io sono mezza russa.

Il giorno dopo c'era Geografia, la prof era giovane, ma notai che era un po' strabica, ed era inquietante, indicava un compagno e gli parlava, ma guardava da tutt'altra parte.
Mi venivano i brividi.
Io quel giorno avevo dimenticato il libro, dato che non mi era ancora arrivato.
Così la prof mi ordinò di guardare dal libro di Beatrice, essendo la prima lezione non voleva che perdevamo nulla.
Così, vidi l'immagine sul libro, e sembrava proprio il posto dove abitavo io.
Così lo dissi a Beatrice, e iniziammo a parlare.
Decidemmo di uscire insieme per prendere un gelato quel pomeriggio.
Appena arrivata a casa chiesi <<mamma, oggi posso uscire con una mia compagna di classe? Perfavore>>
Lei mi rispose con <<Si, ma dato che è martedì tuo padre ti verrà a prendere alle 17, come al solito.>>
Andava benissimo.
Ci incontrammo in piazza Garibaldi, una piazza nella media con al centro delle panchine e la statua di Garibaldi.
Bea era seduta su una panchina a aspettarmi, con se aveva un trolley, probabilmente con le cose di scuola dentro.
Le feci una foto, e poi optammo per andare a mangiare qualcosa in un posto chiuso dato il caldo.
Quindi andammo in questo piccolo bar rustico, si chiamava "La fragola" .
Parlammo molto, delle cose che ci piacevano e non ci piacevano, a entrambe piaceva Harry Potter, e parlammo molto riguardo ciò.
Mangiammo entrambe una crêpe con la Nutella, e da bere prendemmo dell'acqua.
Poi però alle 17 mi venne a prendere mio padre, Roberto, era quasi pelato, era molto stempiato, aveva il naso grosso ed era molto alto. Arrivò anche la mamma di Bea, Nadia, a prenderla.
Ero un po' triste, ma decidemmo di uscire insieme più spesso.
Ci divertimmo molto quel giorno, e...ancora non lo sapevo, ma quella sarebbe diventata una amicizia speciale.

Fragola: un'amicizia che non cambiaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora