・Jisung's pov・
Io, Han Jisung, un ragazzino tranquillo e silenzioso del terzo anno, amante della solitudine e della musica, delle cheesecake e delle chitarre elettriche, con una famiglia per modo di dire a posto e un vuoto lasciato da uno di loro che se ne andò quando ero piccolo, mi ritrovai a frequentare l'ennesimo liceo privato a causa della mia ansia, molto spesso incontrollabile.
Mi ambientai abbastanza velocemente, qualche mese, avevo cambiato scuola a metà del secondo anno e ora passavo le lezioni all'ultimo banco, da solo, scrivendo testi di canzoni invece degli appunti, ignorando tutti e stando per i fatti miei, pensando solo a sopravvivere a quelle giornate di scuola, fottendomene di farmi degli amici visto che la maggior parte degli studenti in quella scuola li avevo letti velocemente, erano i soliti tipi popolari o mean girls che ti avrebbero fatto pentire di tutte le tue scelte di vita o di vestire e ne sarebbero uscite fuori innocenti grazie ai genitori benestanti e lecca culo davanti alla preside, cosa che io volevo chiaramente evitare essendoci già passato.
Finché qualcuno si trasferì e catturò la mia attenzione.
Uno del quarto anno. Credo si chiamasse Minho visto che tutti ne parlavano, ma non ne avevo la certezza.
Lo vidi per la prima volta quando salì sul tetto durante la ricreazione. Era il mio luogo sicuro, dove di solito non veniva nessun altro. Ci andavo da quando mi sono trasferito qui. Ma quando lo vidi lì, capii che non era diventato solo il mio di rifugio e per un attimo mi bloccai sperando non mi avesse visto prima di andarmene silenziosamente.
Quella volta me ne andai e passai la ricreazione in bagno sentendo l'ansia salirmi per l'interrogazione dell'ora dopo, chiedendomi se mi avesse notato o no e se avrei preso un voto di merda o mi sarei salvato. Ebbi la risposta nei giorni seguenti, quando vidi il sei pulito apparire sul registro e finii per incontrarlo dappertutto: nei corridoi, alle macchinette, in bagno... e poi nuovamente sul tetto. Questa volta, però, invece di bloccarmi e sperare di non dare nell'occhio scappando...mi sedetti accanto a lui con il battito nelle orecchie.
E quello fu solo l'inizio, l'inizio di quella probabilmente cazzata che mi era venuta in mente di fare.
Lee Minho, un ragazzo ancora più silenzioso di me, freddo, amante dei gatti e del budino, era finito in questa scuola a causa della sua famiglia, a quanto pare abbastanza conosciuta, anche se non si sa di preciso per cosa, ma a quanto pare per qualcosa di grosso visto che hanno trasferito il figlio da scuola privata a scuola privata ,cosa che sinceramente non mi fece sospettare di nulla, che sinceramente non mi riguardava.
Uno studente modello, a confronto mio – io che con la matematica dovevo studiare tutte le estati – rispettato da tutti, nonostante nessuno lo conoscesse davvero o fosse davvero suo amico. Ma non per loro scelta: era lui a preferire stare solo da quanto potevo immaginarmi magari per il mio stesso ragionamento di prima.
Fatto sta che ora mi ritrovavo sul tetto con questo tipo neanche male a chiedermi chi me lo avesse fatto fare e come iniziare una conversazione prima di sentire la sua voce interrompere i miei pensieri...
angolo scrittrice
hello lettori:3
questa è la prima storia che scrivo e ho troppe idee e tutte confuse quindi perdonatemi se scriverò qualche cazzata che potete tranquillamente correggermi,per farvi capire meglio di cosa si parla vi dico solo,best friend to enemies,to maybe lovers?chi lo sa,lo scoprirete se continuerete a leggerla,cosa che mi farebbe molto piacere,quindi se vi è piaciuta fin ora vi chiedo di rimanere con me e di prepararvi a tutto visto che non voglio andarci piano con questa storia e ci vediamo al prossimo capitolo questi giorni:P
Proverò ad essere costante con le uscite dei capitoli ma non vi prometto nulla a causa della scuola che mi occupa una marea di tempo:/
un bacio minsung lovers e al prossimo capitolo<3
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Just stay|Minsung|
FanfictionDue anime inseparabili... fino a quando un segreto li ha divisi. La fiducia si è spezzata,l'amicizia è diventata odio,e ogni parola una ferita. Ma anche nel conflitto più oscuro,il cuore non smette di ricordare ciò che era... e ciò che potrebbe dive...
