Il Sole alto in cielo rendeva il tenere gli occhi aperti una sfida. Faceva caldo, era pieno Luglio e a Firenze la temperatura schizzava sempre alle stelle. L'aria condizionata era per i non maghi, i quali ignari camminavano per le strade non sapendo che l'interno di uno dei palazzi più famosi della città nascondeva la più grande scuola di magia d'Europa. Chiamarla scuola era assai riduttivo, perché quello era in realtà un complesso di ordini d'istruzione così completo che all'interno vi erano tutti quelli necessari per prendere un bambino appena nato e istruirlo per farlo diventare un mago con tutte le lauree che potesse desiderare.
La sezione dedicata all'università ospitava tantissimi indirizzi variegati, tutti sotto la facoltà di Magia Elementale. C'era la Psicologia Magica, suddivisa a sua volta in clinica, dello sviluppo e quant'altro, poi c'era invece il corso di Stregheria e Stregoneria, insieme ancora il percorso di Giurisprudenza Magica, Economia e coda.
Beatrix se ne stava in piedi, con le mani che le tremavano mentre fissava una porta chiusa. La bocca le sembrava asciutta e i palmi le sudavano. Era chiusa in uno stretto vestito elegante arancione che metteva in risalto la sua pelliccia. Era una volpe comune dal manto morbido e pettinato, con gli occhi del medesimo colore della pelliccia. Aveva persino dei capelli corti, per metà liberi e per metà raccolti in due trecce. Magra, un po' bassa, veniva spesso scambiata per una liceale. Invece lì, di fronte a quella porta chiusa, stava attendendo di discutere la sua tesi.
Da dietro di lei sentì una voce squillante che si avvicinava. «La mia bambina!»
Beatrix si voltò portandosi un dito di fronte alla bocca, arrossendo imbarazzata. «Mamma!» le disse bisbigliando. «Stanno discutendo, non farmi fare brutta figura!»
«Scusami!» rispose la donna, prendendole la testa e baciandole la fronte. «È che... come sei bella in questo vestito!»
«Olga, lasciala respirare.» disse il padre di Beatrix, Johannes, mettendo le mani sulle spalle della moglie per farla indietreggiare. «Siamo curiosi di sentirla!»
«Dove sono gli altri?» chiese la ragazza notando la mancanza momentanea dei suoi amici.
«Non sapevano dove venire, questa scuola è una giungla! Dovrebbero mettere qualche cartello.» scherzò Olga.
La porta si spalancò dietro le spalle della ragazza. Da essa uscì un professore, un lupo alto e ben vestito, con un paio di occhiali tondi e molto grandi. Abbassando lo sguardo su un foglio che teneva in mano, lesse silenziosamente, poi osservò la ragazza volpe. «Beatrix Vanessa Pichler?» domandò.
«Sì.» replicò lei avvicinandosi.
«Potete entrare.» Si rivolse ai genitori. «Se ci sono persone che devono arrivare vi preghiamo di farle sedere in silenzio. Le riprese sono vietate.» continuò con un tono severo il professore, voltandosi per tornare all'interno.
Beatrix diede un'occhiata ai suoi genitori, dicendo loro in silenzio di non azzardarsi a farle fare brutta figura, prima di seguire il professore.
L'aula in cui entrò fu la stessa che la accolse il suo primo giorno di università. L'aula magna, un anfiteatro enorme che poteva ospitare dalle cinquecento alle settecento persone, a seconda delle loro forme fisiche. Beatrix dovette scendere la lunga scalinata centrale per raggiungere il tavolo dove la commissione la stava attendendo. Un lungo tavolo allestito era pronto e ogni presente aveva di fronte la tesi della ragazza, lunga più di trecento pagine, mentre dietro di loro enormi vetrate alte si affacciavano sul Giardino di Boboli. Una vista eterea, che Beatrix ignorò per l'ansia che provava.
Il presidente, un bovaro imponente, indicò con la mano la sedia di fronte al tavolo. «Prego signora Pichler, si sieda.»
I posti dell'aula erano decisamente colmi di persone. Per la maggior parte c'erano professori che ascoltavano i loro ex alunni, poi semplici curiosi. Nel momento in cui la volpe si sedette, ai presenti si aggiunsero molti suoi amici che si avvicinarono alla famiglia e ai quali si aggiunse la terapista.
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Beatrix Pichler
FantasySono passati anni dalla distruzione di Nagarrerde. Il popolo del pianeta sembra essersi riassestato, ma qualcosa non torna nella storia della sua distruzione. Un dettaglio, che tutti sembrano ignorare. Un drago magico, potente, che ha aiutato il pia...
